



Marsala, Gerardi a GS.it: «Penalizzati da tre errori arbitrali, ma accettiamo la sconfitta»
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Due cose l'Akragas deve conservare di Torre Annunziata: il primo minuto e l'ultimo. Il primo, perché ha creato una palla gol nitida con Saraniti, l'ultimo perché, in diretta tv, i suoi tifosi hanno continuato a sventolare bandiere e vessilli biancazzurri nonostante il passivo di tre reti.
Due gran begli elementi da cui ripartire e per il quale non scoraggiarsi assolutamente per la sconfitta maturata sul campo della principale favorita alla vittoria finale del torneo. Anche perché, nei fatti, si è assistito a due partite diverse: la prima è durata venti minuti, la seconda ha avuto inizio dopo la prima rete dei campani. Nella prima, l'Akragas non ha avuto timori reverenziali, ha giocato bene, ha creato due palle gol e, probabilmente, se entrava il colpi di testa di Saraniti al primo minuto, oggi parleremmo dell'ennesimo miracolo biancazzurro; poi è arrivato quel gol che piega le gambe e dà invece forza ad un avversario che aspettava il primo errore utile per mettere in ghiaccio la partita.
Dopo il vantaggio campano, l'Akragas è rimasta molto intimorita, creando trame di gioco prevedibili e facilmente scongiurabili dal Savoia, che ha quindi potuto dilagare. Trascinato da un Tiscione stellare e da un attacco che ogni giornata riesce a far segnare i proprio centravanti più prolifici, i biancoscudati hanno dato una grande prova di forza, non solo all'Akragas ma anche a tutte le altre avversarie del girone.
Campionato chiuso? È ancora presto per dirlo, specie perché siamo ancora alla terza giornata, di certo però quella del Savoia rimane una gran prova di forza. Per quanto riguarda l'Akragas, certamente una partita non può andare ad inficiare il giudizio, di gran lunga positivo, sia del mercato che di inizio stagione. Era la prima partita in cui si sentiva palpabile, tanto nell'ambiente quanto in città, il salto di categoria e forse questo ha influito e non poco, visto che il calcio biancazzurro non tornava da tanto tempo su una forte cresta mediatica. Si è rotto il ghiaccio con le squadre importanti, non si è rotto certo felicemente, ma ogni errore ed ogni elemento fa esperienza; mister Rigoli, come dicevano giustamente ieri gli stessi telecronisti RAI, saprà dover mettere le mani ed in quale ambito tecnico-psicologico intervenire.
Adesso occhi puntati contro una, fin qui, deludente Battipagliese: all'Esseneto si dovrà dimostrare che il sogno biancazzurro non si è affatto interrotto.