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In questi giorni di festa per il calcio agrigentino, sono in molti a paragonare la formazione di Rigoli con quelle del passato glorioso dell’Akragas. Dagli anni ‘60 agli anni ‘80, fino ad arrivare al 1992, anno dell’ultima promozione in serie C, sono molte le squadre allestite all’ombra dei templi che hanno entusiasmato l’Esseneto ed hanno fatto crescere il blasone agrigentino fino a livelli nazionali.
La squadra che domenica scorsa ha ottenuto la promozione in serie D, dopo 14 anni di astinenza, è solo, almeno questa è la speranza di molti, all’inizio di un ciclo che potrebbe portare l’Akragas nel giro di poco tempo ai fasti di un tempo, ma i nomi dei giocatori che quest’anno hanno calcato l’erba dell’Esseneto, sia per la loro storia personale, che per quanto fatto vedere, possono essere paragonati a quelli che in passato hanno fatto con questa maglia la serie C.
GLI ALLENATORI Partiamo però dall’allenatore: mister Rigoli, il giorno prima della trasferta vittoriosa di Monreale, ha dichiarato in conferenza stampa che, guardando in giro per la Sicilia, a parte Palermo, Catania e Messina, ossia le tre metropoli dell’isola, per il resto non vede panchina che possa essere più prestigiosa dell’Akragas, affermando come ci potrebbero essere i margini per una permanenza. Probabilmente, l’allenatore protagonista di due promozioni consecutive tra Ragusa ed Akragas, pensava a chi in passato ha seduto sulla panchina biancazzurra: due nomi su tutti, sono Carmelo Di Bella e Franco Scoglio. Il primo, soprattutto per il fatto che ha allenato negli anni 60 in serie A, è stato definito “l’Herrera” siciliano, capace di portare e mantenere dignitosamente nella massima serie sia il Palermo che il Catania, riuscendo anche nell’impresa di farsi amare dalle due tifoserie nonostante il trasferimento dal capoluogo alle soglie dell’Etna nel giro di un’estate. Ad Agrigento, Di Bella viene ricordato soprattutto per essere il primo allenatore della storia dell’Akragas, nella stagione 1952/53.
MISTER SCOGLIO Franco Scoglio invece, è rimasto famoso ad Agrigento per aver fatto accarezzare ai tifosi della città dei templi il sogno serie B, poi svanito nel girone di ritorno della stagione 1984/84; il “professore”, così come in seguito si è fatto chiamare, ha fatto partire dall’Akragas la sua importante carriera, culminata in squadre come Napoli e Genoa, prima di scomparire prematuramente nel 2006 a seguito di un infarto in diretta televisiva. Gli agrigentini, per ovvi motivi anagrafici, ricordano maggiormente Franco Scoglio che Di Bella, ma si può affermare come Pino Rigoli sia un mix tra questi due importanti allenatori, avendo la mentalità vincente di Di Bella e la determinazione del professore.
I BOMBER Tra i giocatori invece, quello che ha maggiormente impressionato quest’anno, per numero di gol e non solo, è il “genio” Nicola Arena: i tifosi dell’Esseneto, vedendo le sue incredibili invenzioni e giocate, hanno rivisto le gesta atletiche di giocatori come Catalano e Castiglione, capaci tra gli anni 80 e 90, di portare l’Akragas nel calcio nazionale. In particolare, Catalano è stato ad Agrigento con Franco Scoglio ed ha seguito l’ex mister di Genoa e Napoli nell’avventura a Messina, poi a fine carriera è tornato con la maglia biancazzurra e nel 1992 è stato protagonista della promozione in serie C2; Peppe Castiglione invece, ha incantato l’Esseneto proprio nella stagione della vittoria del campionato di serie D ed è rimasto famoso il suo gol in rovesciata nel delicato derby contro il Licata nel 1994. I tifosi, augurano ad Arena, senza dubbio, una carriera simile a quella di Catalano e Castiglione, visto che il primo è arrivato in serie A con l’Udinese ed il secondo in B con Ancona, Avellino e Pistoiese. Ha destato grande scalpore anche Gerlando Contino, specie per la sua fascia di capitano, indossata con grande orgoglio, visto che il numero 9 di quest’anno è nato anagraficamente e calcisticamente ad Agrigento; anche per lui, si sprecano i paragoni con i grandi del passato biancazzurro.
I METRONOMI Un altro paragone che può venire in mente, è quello che riguarda il centrocampo, in particolare con i “metronomi” Bonaffini e Pellegrino, sempre presenti nelle azioni che contano, sempre importanti nel gioco veloce voluto da Rigoli e spesso e volentieri autori di reti molto pesanti. Il loro apporto alla stagione biancazzurra, può essere assimilato a quello di uno che è stato importante ad Agrigento nei primi anni ‘80, che in seguito è diventato famoso più come allenatore che giocatore, ossia a quel Pasquale Marino, le cui reti e le cui azioni nel manto ancora in terra battuta dell’Esseneto hanno contribuito ad aprire un ciclo importante della storia del calcio agrigentino.
Questi sono soltanto alcuni dei paragoni che, a poche ore dalla festa, possono venire in mente: la storia ed il blasone akragantino, sono talmente grandi ed importanti, che è difficile sintetizzare il tutto in un articolo. Di sicuro però, la squadra ammirata quest’anno dal pubblico, è una delle più spettacolari e tutto l’ambiente si augura, che possa essere in futuro anche tra le più importanti di sempre, fautrice magari del ritorno dell’Akragas tra i professionisti…