Akragas, il presidente Alessi categorico: «O lo stadio o niente serie D»
Il patron biancazzurro lancia l'allarme sulla situazione strutturale dell'Esseneto
Questa mattina, presso lo stadio Esseneto di Agrigento, si è tenuta la conferenza stampa del presidente dell’Akragas, Silvio Alessi, il quale dopo il clima di festa per la storica promozione dei biancazzurri in serie D, ritorna sulla questione della struttura sportiva di via Petrarca e non usa mezzi termini: «Se entro il 15 di maggio non sarà risolta la questione relativa all’impiantistica, non iscriverò la squadra nel prossimo campionato in D – sono le sue dichiarazioni – Il Sindaco Zambuto ha fatto delle promesse, ma per adesso non si sta rispettando nulla».
La questione relativa allo stadio, era emersa già nei mesi scorsi, sia perchè inspiegabilmente non si era rinnovato l’accordo con la ditta che stava eseguendo i lavori di manutenzione del manto erboso, che con questo caldo adesso rischia nuovamente di rovinarsi, e sia perchè la struttura presenta problematiche che rischiano seriamente di dover fare traslocare l’Akragas in un’altra città.
Il tutto si risolse, all’epoca, con la promessa che il comune avrebbe attenzionato maggiormente l’Esseneto, ma secondo il presidente Alessi, poco o nulla è stato fatto: «Attorno a noi c’è un silenzio assordante, eppur abbiamo vinto il campionato con grossi sacrifici – spiega il patron biancazzurro - Abbiamo vinto il campionato, non abbiamo chiesto soldi a nessuno, ma ci sentiamo penalizzati e presi in giro. Sono veramente stanco, uno stadio cosi, con delle carenze di questo genere, credo che neanche in Africa si vedrebbe».
Domani proprio all’Esseneto, è prevista la festa per la promozione dell’Akragas, che giocherà contro il San Giovanni Gemini e che richiamerà numerosi tifosi; parole del genere, certamente scuoteranno l’ambiente, nel quale emerge l’incubo di non poter fare nemmeno il prossimo anno la tanto sospirata categoria, attesa da ben 15 anni.
Ma di certo, l’Esseneto è carente su molti aspetti, sia da un punto di vista strutturale, che della manutenzione del campo; si spera quindi che non solo l’Akragas, ma tutte le squadre possano tornare ad usufruire di un’impiantistica sportiva adeguata e che si inizia a fare una seria programmazione e un altrettanto serio investimento sullo sport in questa città.
Una festa che l’Agrigento calcistica aspettava da tempo, non può essere completa senza reali soluzioni a quello che tutti gli appassionati considerano il “tempio” per eccellenza del tifo akragantino; vero è che 15 anni di categorie inferiori hanno fatto diminuire l’interesse verso il calcio locale da parte delle amministrazioni, ma una città capoluogo di provincia merita senza dubbio una struttura quantomeno dignitosa ed in cui sia i tifosi che gli addetti ai lavori, possano trovarsi a proprio agio.
Mauro Indelicato 13/04/2013
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