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Lo si era detto sabato scorso quando, nonostante il pari interno, si rimarcava tra le cose positive sia la tenuta fisica dei giocatori, che il buon gioco espresso e che, saldati i debiti con la sfortuna, questa Akragas era pronta a spiccare nuovamente il volo.
Puntualmente, i fatti hanno dimostrato le impressioni avute nel post derby di una settimana fa: oggi a Casteltermini, paese in cui si giocava la sfida contro il Campofranco, vista l’inagibilità dello stadio dei giallorossi, si è rivista quell’Akragas determinata e cinica ammirata nel girone di andata, cogliendo nel campo più difficile la prima vittoria esterna del girone di ritorno.
Ed è, oggettivamente, una vittoria molto pesante, capace di far urlare ai tifosi presenti oggi al Comunale di Casteltermini quella parolina magica chiamata “Serie D”, che da quasi 15 anni a questa parte è un vero e proprio tabù; la sensazione, dopo il match vinto di oggi, è che sia iniziato il conto alla rovescia prima della festa finale e che le insicurezze, la stanchezza, la pressione e quant’altro, hanno rallentato l’Akragas in questo primo scorcio di 2013, siano improvvisamente scomparse alla prima marcatura del “genio” Nicola Arena, tra i principali imputati per i quattro turni consecutivi senza successi della banda di Rigoli.
Che il calcio sia uno sport in cui la mente è forse più importante delle gambe, è stato proprio dimostrato nella partita odierna, visto che la marcatura del capocannoniere attuale dell’Eccellenza, ha come tolto un tappo psicologico ai giocatori dell’Akragas, i quali si sono ricordati di cosa sono capaci e quale sogno stanno regalando ai tifosi di una città che, a detta dello stesso Alessandro Bonaffini in una nostra recente intervista, ha molta fame di calcio.
Dal canto suo il Campofranco, ha tentato di fare la sua partita, ha provato a giocarsela dall’inizio alla fine, ma si è dovuto arrendere allo strapotere della capolista; va dato merito però ai giallorossi, di aver voluto giocare contro l’Akragas e non erigere l’ennesimo muro difensivo che sa più di offesa al gioco del calcio che di intelligenza tattica.
PRIMO TEMPO Fino al 40’ del resto, la partita era in parità, senza alcuni sussulto da entrambe le parti, ma era molto gradevole grazie all’intensità messa in campo ed al tifo portato avanti soprattutto dal settore ospite, grazie ad un vero e proprio esodo di appassionati biancazzurri. Poi arriva il colpo del “genio”, quello che non ti aspetti, quello che fa dell’Akragas una grande squadra e di Nicola Arena un giocatore per il quale ogni domenica si torna a chiedere come mai un talento del genere sia in una categoria come l’Eccellenza. Il gol scaturisce da un’azione combinata in tandem con Pellegrino e conclusa con una botta del numero 10, che non lascia spazio al portiere ospite, Lo Nardo. Ma ecco che proprio allo scadere del primo tempo, neanche il tempo di godersi il gusto del gol ritrovato dopo più di 180 minuti di astinenza, che i tifosi dell’Akragas tornano a rivedere gli spettri delle difficoltà delle ultime settimane, visto che al 44’ il difensore Mirko Alletto, stende al limite dell’area di rigore un attaccante nisseno e viene espulso per somma di ammonizioni.
SECONDO TEMPO Nella ripresa, chi si aspettava un’Akragas sofferente per via dell’inferiorità numerica, certamente si è dovuto ricredere. Il Campofranco inizia subito con il piede pressato sull’acceleratore, conquista diversi tiri dalla bandierina in pochi minuti, ma la retroguardia degli agrigentini è attenta e per tutta la seconda frazione di gioco non saranno molte le occasioni per i giallorossi. Dal canto suo l’Akragas gestisce, dosa le proprie forze anche in considerazione della propria inferiorità e colpisce al 79’, quando ancora Arena si immola verso la porta avversaria ma viene steso da Lo Nardo e l’arbitro decreta la massima punizione: dal dischetto va proprio il “genio”, che segna e chiude definitivamente la partita. Gli ultimi minuti costituiscono una sorta di transizione verso il fischio finale, in cui tutti gli uomini in campo attendono solo il triplice fischio dell’arbitro; spazio solamente ad una grande occasione per il gol della bandiera in pieno recupero per i nisseni, ma anche alla standing ovation per Nicola Arena, sostituito a pochi secondi dallo scadere.
Al termine del match, grande festa per i tifosi ospiti, i quali sanno come oramai la promozione è davvero ad un passo: 8 punti su 21 ancora disponibili sono davvero tanti e l’Akragas vista oggi non sembra proprio una squadra capace di perdere tutte le restanti partite. In più, mercoledì (non domenica, vista la concomitanza con le elezioni nazionali) ci sarà lo scontro tra Gemini e Campofranco, che comunque vada leverà punti ad almeno una delle due più immediate inseguitrici del “gigante.”
Per l’Akragas il prossimo turno sarà all’Esseneto contro la Sancataldese; da decidere ancora se si giocherà questo mercoledì oppure sabato 23, come chiesto dalla società biancazzurra.