La sportivissima Agrigento: tifosi, sogni, sconfitte e...ripescaggi

L'editoriale


Quando il calcio non è più contesa. L'Akragas ed i suoi fedeli si sono presentati all'appuntamento con la storia, che è avvenuto il 17 giugno 2012, purtroppo hanno partecipato anche i calciatori del Città de la Cava, che certamente non hanno fatto "complimenti" portandosi l'intera posta in gioco a casa, così da ridurre digiuno l'Akragas, che oggi va alla ricerca delle briciole.

Ma quella di giorno 17 non è stata una partita come le altre, è stata una gara magica, dove alcune essenze si sono fatte avanti, lasciando a casa quegli eccessi che al giorno d'oggi hanno reso il calcio più un mestiere che una passione. Quattromila tifosi e non uno che abbia cantato un coro negativo nei confronti dei tifosi ospiti o della squadra avversaria, anzi, tutti in piedi, hanno accolto quella minoranza di cinquanta spettatori ospiti in tribuna, applaudendoli. Roba di altri tempi

Anche Giovanni Castronovo, presidente dell'Akragas è intervenuto in merito alla questione tifosi:

CASTRONOVO: «Sportivissima Agrigento? Il titolo è perfetto, perchè abbiamo dimostrato - come il Città de la Cava in casa loro - che il calcio non è solo disordini ed incidenti all'interno ed all'esterno degli stadi, oggi abbiamo accolto tutti i loro tifosi ed i loro giocatori con numerosi applausi. Si figuri che abbiamo dato lo spumante, che avevamo comprato per noi, a loro per far sì che potessero festeggiare serenamente». 

Delusione nelle parole e nei volti dei tifosi, che però si possono consolare con il premio "Civiltà". Da "amarcord" il gesto a fine gara, dove due tifosi del Città de la Cava, andando sotto la curva di fronte a duemila tifosi, hanno chiesto il cambio della sciarpa ed hanno ringraziato i biancazzurri per il rispetto e per l'accoglienza loro concessa. Per tutti gli amanti del calcio e per tutti gli uomini, che tali conoscono le loro emozioni e sono coscienti del fatto della difficoltà del reagire razionali dopo una sconfitta del genere, è facile capire che questo è stato un episodio unico del nostro calcio.

Le squadre si sono sfidate rispettandosi. Il primo tempo interamente nelle mani dei padroni di casa, il secondo tempo gli stessi si sono presentati più prudenti, forse troppo ed hanno subito numerose progressioni offensive del Città de la Cava, che riuscito a trovare il rigore e a metterlo a segno, centra l'unico risultato disponibile: la vittoria.

Ma siamo sicuri che fosse l'unico risultato possibile? Da giorni (anche molto prima della partita in questione) girava la voce, che comunque entrambe le squadre avrebbero giocato in serie D, quindi la vincente grazie al risultato ottenuto sul campo e la seconda classificata grazie a quel giochino "vizioso" dei ripescaggi. Formula comunque gradita a tutte quelle squadre interessate e che possiedono i giusti mezzi. Quasi una consuetudine quella dei ripescaggi, infatti numerose sono le squadre che ogni anno non riescono ad adempiere ai loro doveri: pagare stipendi regolarmente, iscriversi al campionato successivo... Con la conseguenza di fallire o peggio, essere radiati o retrocessi a causa di illeciti, penalizzazioni varie o certi movimenti oscuri illegali all'interno degli ingranaggi di questo sport. 

Golsicilia.it ha intervistato il presidente Castronovo, che ai nostri microfoni in esclusiva, ha abbracciato le tematiche che stiamo trattando:

CASTRONOVO: «Abbiamo avuto paura di vincere e di conseguenza paura di perdere. Qualcuno ha dato vita ad una gara sottotono, perchè non aveva recuperato in pieno fisicamente. Ci dispiace avere perso, sopratutto a causa dell'ennesimo rigore dato facilmente. Nel primo tempo siamo stati molto insidiosi, poi ci siamo rilassati. Claudio De Rosa ha detto che andremo in 'D'? Spero che le sue parole vadano in cielo. Certo, vincere sul campo è un'altra cosa, ma purtroppo nel calcio non esiste certezza, figurarsi che avevamo affittato un locale e avevamo organizzato un festa in piazza con un palco, purtroppo noi non festeggeremo. Questa è una bella pagina di sport».

 L'Akragas, comunque, è lì che aspetta notizie. La domanda verrà presentata e pensandoci su, la società ha tutte le carte in regola per essere chiamata in causa. Andando ad analizzare il regolamento dei ripescaggi, ci rendiamo conto dei diversi punti in cui l'Akragas rientra in gioco. Proviamo a fare una simulazione:

- Capoluogo di provincia e quindi ottimo bacino d'utenza: 4 punti.
- Sconfitta in finale e quindi, seconda classificata: 6 punti.
- Per ogni anno d'appartenza alla serie D e all'Eccellenza: 3 e 2 punti.
- Altri punti assegnati per il volume dell'attività giovanile: da 1 a 5 punti.
- Punteggi ulteriori concessi per Premio disciplina e condizioni stadio: da 1 a 5 punti.
- Detrazioni per squalifiche del campo e penalizzazioni varie: - 2 punti per ogni penalità.

Si potrebbe dire che l'Akragas abbia buone e importanti probabilità di poter usufruire di questi ripescaggi, ma un tifoso che non ama i numeri e che si affida alle parole ufficiali dei dirigenti e alla loro fiducia, può poggiare le sue speranze sulla questione ripescaggio? 

A questa domanda, risponde direttamente il patron dell'Akragas - Città dei Templi, Giovanni Castronovo.

CASTRONOVO: «Assolutamente sì. Perfino un esponente della Lega mi ha detto che non dovevo disperare perché abbiamo tutte le carte in regola per essere ripescati. Le speranze non sono velleitarie. Verremo ripescati al 99%, ma pur essendo coscienti di ciò, in questo momento festeggia il Città de la Cava e non l'Akragas».

E di tutte le parole, delle azioni in campo, dei sogni e dei discorsi sui ripescaggi, rimane una sola immagine, l'immagine di quei dieci tifosi, rimasti per due ore dopo il termine del match, distesi in curva con le sciarpe e le bandiere, lì fermi, senza emettere un suono ed a osservare un campo di gioco, che ha risposto "No" ai loro sogni.


Gualtiero Sanfilippo 19/06/2012
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