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Quella di oggi dell’Esseneto non è sembrata per niente una semplice partita di Coppa Italia; almeno 1.600 persone sugli spalti, un colpo d’occhio imponente ed una grande giornata di sport per la città di Agrigento. L’amore per questa Akragas dei record, va oltre le sfide di campionato ed il pubblico assiste numeroso anche ad una competizione storicamente snobbata dalle “big” del calcio siciliano.
Un derby è sempre un derby ed a leggere il risultato, la prima notizia che risalta aglio occhi è il fatto che l’Akragas non ha vinto in casa, è la prima volta che accade in questa stagione.
Il Kamarat è arrivato ad Agrigento in parte indebolito per la mancanza dei suoi tifosi decisa dall’Osservatorio del Viminale, ma rinforzato da un orgoglio non indifferente, che ha fatto disputare agli uomini di Di Piazza la cosiddetta “partita della vita.”
PRIMO TEMPO – Già dando un’occhiata alle formazioni, si intuisce che entrambe le società tengono molto alla competizione: nessun turn over né per Rigoli né per Di Piazza. L’Akragas deve fare i conti con un’infermeria piena, a cui si è aggiunto Pellegrino, il quale dunque non ha potuto dare l’apporto decisivo alla squadra.
I primi minuti di gioco, sono targati Akragas: la formazione del capoluogo, va spesso vicino al gol, producendo quelle giocate veloci che tanto hanno fatto esaltare i tifosi in questo ultimo scorcio di 2012; biancazzurri vicini al gol al 23’, quando Caci svetta bene su calcio d’angolo e soltanto un intervento sulla linea di un difensore ospite gli nega la gioia del gol.
L’Esseneto è una bolgia e spinge i propri beniamini alla ricerca del vantaggio, ma i cammaratesi non si fanno intimidire ed intorno alla mezzora sfiorano il gol su calcio d’angolo, grazie ad un colpo di testa ravvicinato di Gambino.
Ma al 36’ l’Akragas passa: crossi di Arena verso l’area di rigore, Contino è pronto a colpire, ma viene atterrato da Messineo e l’arbitro decreta la massima punizione. Sul dischetto, va Arena, il quale spedisce pallone da una parte e portiere dall’altra e si va sull’1-0, risultato che rimarrà invariato fino all’intervallo
SECONDO TEMPO – Ad inizio ripresa, entrano in scena numerosi fattori che, a dispetto del primo tempo, innervosiscono il derby; in primis, molte decisioni della terna arbitrale, la quale spesso si è dimostrata poco decisa e molto insicura e che ha dato adito a diverse polemiche.
All’11, avviene l’episodio che probabilmente ha cambiato le sorti del match: avviene un fallo su Vinciguerra, ma l’arbitro non vede e nell’azione successiva, Salvatore Caci, già ammonito, stende un giocatore ospite e l’arbitro lo espelle per doppia ammonizione; Akragas quindi in 10, ma il peggio deve ancora arrivare, visto che dal successivo calcio di punizione battuto da Ivan Tarantino, il portiere agrigentino, Federico Russo, non è impeccabile nell’uscita, si crea quindi grande confusione in area e Bonito ne approfitta per insaccare in rete la palla dell’1-1.
Ma l’arbitro indica un fuorigioco ed in molti pensano che il gol non sia valido, in realtà è l’assistente Emanuele Gargano a segnalare come l’azione sia regolare e che quindi la rete del pareggio ospite è valida.
Ma anche in questo episodio avviene un giallo; infatti il portiere Russo resta a terra ed in seguitò affermerà di essere stato colpito alla tibia e che dunque avrebbe subito una carica.
Ma intanto la partita riprende, con l’Akragas costretta a subire il pareggio ed a giocare con un uomo in meno.
Ed è qui che esce l’orgoglio dei giocatori agrigentini; nonostante l’inferiorità numerica infatti, l’Akragas crea molte occasioni da gol e costringe alla difensiva il ben organizzato Kamarat.
Gli animi però si accendono; fioccano gli interventi duri, così come i contrasti ed intorno alla mezzora del secondo tempo, si accende anche un accenno di rissa, per fortuna sedato in tempo dai due capitani.
A farne le spese di questo clima di tensione, è anche il mister dell’Akragas, Pino Rigoli, il quale viene invitato dall’arbitro ad accomodarsi fuori dal terreno di gioco.
All’86’ però, il “genio” Nicola Arena, inventa un’altra delle sue giocate che manda in tilt la difesa ospite ed una volta entrato in area, scarica un diagonale su cui Morgana non può nulla e riporta gli uomini di casa in vantaggio, 2-1.
Esplode l’Esseneto, un gol, quello di Arena, che cancella di colpo tutta la tensione accumulata nel corso della ripresa e che equivale ad una vera e propria liberazione.
Sembra tutto fatto, ma invece al 90’, una leggerezza della difesa dell’Akragas permette a Margarini di far esplodere un destro violento su cui Russo non ci può arrivare e fissa il punteggio sul 2-2.
Doccia fredda di Capodanno per tutti i tifosi dell’Esseneto, mentre per il Kamarat è un gol davvero storico, che blocca in casa e sul più bello l’indomabile corazzata guidata da Rigoli.
Finisce così in parità uno dei derby più belli ed intensi mai visti prima tra queste due formazioni; a fine gara, il presidente Alessi e l’allenatore Rigoli, non fanno drammi sul pari, affermando che il passaggio del turno è ancora aperto e che ci si giocherà il tutto per tutto a Cammarata il prossimo 9 gennaio.
Per i biancazzurri, si tornerà in campo domenica 6 gennaio, in casa dei temibili trapanesi del Riviera Marmi.
IL TABELLINO:
AKRAGAS: Russo; Fragapane, Alletto ( 83’ Rosa), Aprile, Vindigni, Fallea, Caci, Criniti, Contino, Arena (86’ Iannello), Vinciguerra (72’ Gatto). All.: Rigoli.
KAMARAT: Ilardi; Messineo, Tarantino, Lupo, Bonito Nicolò (62’ Sgrò), Inguglia, Bonito Calogero (78’ Guercio), Casisa, Magliocco, Margarini, Gambino (92’ Rappisi). All.: Di Piazza.
ARBITRO: Sig. Saia di Palermo.
MARCATORI: Arena al 36’ (A); Bonito Nicolò al 57’ (K); Arena all’85’ (A); Margarini (90’).