



Marsala, Gerardi a GS.it: «Penalizzati da tre errori arbitrali, ma accettiamo la sconfitta»
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La partita è finita con la vittoria della Città de la Cava, ma ieri ad Agrigento hanno vinto entrambe le formazioni. Qualcuno ha iniziato a puntare il dito verso qualcun altro, altri hanno giustificato la disfatta akragantina come il risultato di una giornata "no". caratterizzata da una prestazione sottotono della loro squadra. Rigore si, rigore no?
Golsicilia.it ha provato a far chiarezza da questo punto di vista ed ha chiesto a due dei protagonisti della giornata di ieri il loro pensiero.
Claudio De Rosa è l'artefice di questa vittoria e di questa promozione in serie D. Quali sono le tue sensazioni?
DE ROSA: «Sensazioni bellissime, soprattutto per me che sono Cavese e per mio fratello, che qui ha vinto il campionato di serie D prima di me. Abbiamo vinto qui, in un campo di altra categoria. Mi dispiace per l'Akragas Città dei Templi, ma sono fermamente convinto che anche loto giocheranno in serie D».
Secondo te, qual è stato il fattore che ha fatto la differenza?
DE ROSA: «La differenza è nelle mani degli episodi, che quest'oggi (ieri, ndr) si sono pronunciati a nostro favore».
Cosa può dirci sui tifosi akragantini, che hanno applaudito la loro squadra, che hanno applaudito i vostri tifosi ed infine hanno applaudito anche gli avversari?
DE ROSA: «Hanno restituito il favore, perchè anche noi a Cava abbiamo cercato di farli sentire a loro agio, trattandoli sportivamente e bene. Questo significa che il calcio deve cambiare e che non è tutto marcio, noi siamo una società che mira a questo. Un intero stadio che applaude l'avversario è un gran bel gesto».
Un peccato che non possano salire entrambe.
DE ROSA: «Si, è un peccato. Queste sono partite da dentro o fuori, ma ripeto che secondo me l'Akragas può stare sereno, perchè il ripescaggio è alla loro portata».
Dopo il fantasista del Città de la Cava, abbiamo intervistato anche l'ala sinistra dell'Akragas, Stefano Piazza.
Le emozioni sono chiare sul tuo volto, cosa stanno provando i tifosi?
PIAZZA: «Sì, siamo tristi. I tifosi sono stati grandiosi, si sono dimostrati di un'altra categoria e mi dispiace che la squadra non sia riuscita a rispondere in pieno alle aspettative. Loro ci avevano chiesto il salto di categoria».
Ma cosa è successo in campo, qualcuno ha suggerito che vi tremavano le gambe. E' corretto?
PIAZZA: «No, non sono d'accordo. È stata una partita dove gli avversari hanno fatto solo un tiro in porta nel primo tempo e nella ripresa, poi l'arbitro ha concesso un rigore troppo facilmente».
Secondo lei, il rigore c'era?
PIZZA: «C'è stato un contatto al limite dell'area di rigore, ma non si è capito. Però bisogna renderci conto, che ogni partita noi subiamo un rigore. All'andata gli hanno dato un rigore inesistente ed oggi, con la stessa facilità, un altro rigore. Due rigori in una finale».
Ma voi siete scesi in campo per difendere il risultato dell'andata?
PIAZZA: «Assolutamente no. Abbiamo creato tantissimo, non abbiamo concretizzato, ma quello è un altro discorso...».
Ripescaggio?
PIAZZA: «Questo è un discorso che riguarda la società, noi, come giocatori, pensiamo a vincere sul campo».