Akragas, Castronovo a GS.it: «Presi in giro a casa nostra»

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Troppe voci e tanto trambusto attorno alla partita Akragas-Ribera, che si è conclusa con la vittoria in rimonta del Ribera per 1-2. I tifosi non ci stanno e richiamano l'attenzione della società, inseme agiranno in simbiosi per farsi giustizia. Ma cosa è successo realmente in quella partita? Il risultato è noto a tutti, ma i due tempi del match raccontano, sicuramente, due storie diverse: Il primo tempo viene dominato e vinto dalla formazione di casa che fissa il punteggio sull'1-0 con il gol di Spina, mentre nel secondo tempo, la terna arbitrale, attraverso la sue decisioni espelle tre giocatori dell'Akragas, due dei quali contemporaneamente ed attraverso un giudizio, davvero discutibile. Otto contro undici non c'è storia ed a quindici minuti dalla fine, il  Ribera ribalta la situazione e porta, tra le polemiche del pubblico, l'intera posta in gioco a casa.

Ribera campione d'inverno ed Akragas fermo, dietro alla stessa, all'Alcamo ed al Kamarat.

Il risultato ha fatto storcere il naso a molti e Golsicilia.it ha voluto far luce su questa situazione, rintracciando ai propri microfoni, il presidente dell'Akragas, l'Avvocato Castronovo.

Salve presidente, ci racconti cosa è successo nella sfida al vertice di domenica scorsa.

«Lo sappiamo tutti cosa è successo domenica, quindi non intendo fare la cronostoria del match. Dire che ci siamo rimasti male è riduttivo, siamo delusi e probabilmente ci ritireremo dal campionato. Più tardi manderò a Morgana, una istanza per un'inchiesta federale  volta a fere chiarezza. Vogliamo capire se quello che è successo è volto a favorire qualcuno...».

Avete dei sospetti?

«Noi non abbiamo certezze, non siamo poliziotti inquirenti, ma a questo punto chiediamo che si indaghi a fondo, perchè non possiamo mandare in fumo tutti i soldi investiti ed i nostri sogni. Siamo indignati, non è tollerabile che qualcuno ci abbia preso in giro, a casa nostra. Chiderò l'autorizzazione alla federazione di agire per via penale, questi signori ne risponderanno nelle sedi opportune».

Cosa la spinge a pensare che qualcuno l'abbia presa in giro?

«Sembrerebbe palese che tra il primo ed il secondo tempo sia cambiato qualcosa. Io ritengo che ricevere tre espulsioni in una partita sia da Guinness dei Primati, senza contare che le ultime due, avvenute contemporaneamente, sono state segnalate dallo stesso collaboratore dell'arbitro. La cosa ci ha insospettiti e ci ha spinti a dubitare della buona fede dello stesso collaboratore. Qualcuno ci ha fatto notare dei contatti tra il collaboratore dell'arbitro con qualcuno che si interessa al campionato d'Eccellenza A, girone A su Facebook prima della designazione. Due espulsioni e nessun giocatore del Ribera a terra. È scandaloso».

Lei ha provato a spiegarsi quali possano essere state le motivazioni di queste espulsioni?

«Al termine della partita ho chiesto spiegazioni alla terna arbitrale, l'assistente mi ha risposto che "l'Akragas non andrà in Serie D". Io ne prendo atto e tutto ciò mi spinge a prendere in considerazione di ritirare la squadra dal campionato ed a rivolgermi alla giustizia per ricevere chiarimenti a riguardo».

Lei ha avuto modo di parlare con i tifosi?

«I tifosi sono stati calmati dal sottoscritto, abbiamo concordato in lucidità di lasciar correre e di agire per le vie opportune. La città di Agrigento dimostra una grande maturità e civiltà e questo non può passare inosservato».

Avete avuto la possibilità di parlare con il Ribera per qualche chiarimento?

«Il Ribera non può dirmi niente. Natale, quest'anno, è arrivato prima e con lui anche i regali».

Quindi, i suoi sospetti...

«(Interrompendomi, ndr) Fondati sospetti. Alcuni dei nostri nuovi acquisti mi hanno comunicato di aver ricevuto telefonate anonime che li dissuadevano dal legarsi all'Akragas, perchè non avrebbe vinto il campionato e che la competizione l'avrebbe vinta l'Alcamo. Facendo queste considerazioni, mi viene da pensare che ci sia qualcosa che non va. Io non dico che ciò sia vero, ma il mio interesse è capire se ci sia la volontà di favorire qualcuna delle squadre d'Eccellenza girone A e che, quindi, sia venuta a mancare la buona fede, fulcro dell'idea del mondo calcistico».

Ritirerete la squadra?

«È un'ipotesi. Valuteremo in seguito, ricordandoci dei soldi investiti e dei giocatori che rimarrebbero disoccupati. L'unica cosa certa è che Agrigento città è indignata e che si attiverà di conseguenza».

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Gualtiero Sanfilippo 20/12/2011
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