Trapani, Puccio: «Con l'Empoli sfida da Serie A, Nordi...»

''Il quinto Grado a...'' Salvatore Puccio


Torna il consueto appuntamento con la rubrica “Il Quinto Grado a...” Salvatore Puccio. Con il collega andiamo ad analizzare il momento granata.

A Pescara è arrivata una vittoria sofferta. E' sintomo di grande compatezza e di grande squadra?

«Sulla compattezza dell’undici granata non ho dubbi. Ero all’ “Adriatico” di Pescara sabato pomeriggio ed ho visto una squadra tutta cuore e grinta che ha pensato a fare il suo gioco non preoccupandosi di nessuno. Anche quando l’avversario si chiamava Pescara, squadra allestita per il pronto ritorno in serie A. Anche quando deve rinunciare al suo manometro del centrocampo Ciaramitaro, per squalifica ed al suo bomber, Matteo Mancosu, per un attacco febbrile alla vigilia della partita. Perché ancora una volta in quel di Pescara il Trapani, ha dimostrato di avere un suo modo di giocare e la qualità del collettivo prima che dei singoli, che quando si esprime fa la differenza. Poi, quando, una compagine in una partita sofferta come quella contro l’undici di Marino riesce, grazie a quella compattezza di squadra, a contenere le sfuriate avversarie e mettere al momento giusto il colpo del Ko, allora ci troviamo di fronte ad una grande squadra».

Nordi è stato sicuramente il migliore in campo, due aggettivi per definire il portiere granata?

«Sicurezza e maturità. Se il Trapani si trova al quinto posto in classifica, non lo deve solo ai gol del “sardo atomico”, ma anche alle prodezze del portierone granata. Due qualità che sono servite al n. 1 trapanese a fare bene in un campionato in cui da esordiente, lo sta disputando come fosse un veterano della categoria, grazie ad una maturità calcistica acquisita da un bel po’ di tempo. Due qualità che Emanuele Nordi è riuscito a trasmettere ai suoi compagni, soprattutto a quelli di reparto, dandole tranquillità e serenità. Pagliarulo e compagni ascoltano le sue grida durante la partita e si fanno guidare da lui in ogni frangente della gara».


Per la prima volta forse non si è notata l'assenza di Ciaramitaro. Merito di Caccetta e Pirrone o dei meccanismi rodati della squadra?

«Assolutamente si. Sappiamo tutti l’importanza di un giocatore come Ciaramitaro per l’economia del gioco granata. Solo che nella filosofia calcistica di Roberto Boscaglia non ci sono titolari e riserve, ma un gruppo di 23-24 giocatori con caratteristiche di duttilità ed intercambiabilità tra di loro, che quando sono chiamati in causa, non fanno rimpiangere il compagno assente. E’ ormai da anni che il mister granata lavora sul collettivo e non sui singoli, cercando estrapolare da ognuno di loro quello che serve a creare un meccanismo perfetto, a creare la qualità di una squadra prima che del singolo. Chi va in campo sa già cosa fare, ha delle consegne ben precise. Ecco come Caccetta e Pirrone sono riusciti a non far rimpiangere Ciaramitaro, ecco come il duo Iunco Gambino con quell’azione costruita al 9’ della ripresa, che ha portato in gol l’italo tedesco, non hanno fatto rimpiangere Mancosu».


Ferri e Abdallah, gli ultimi due colpi del mercato granata. Cosa possono dare a questa squadra?

«Il primo tanta esperienza, il secondo tanta gioventù. Di Michele Ferri si sa già tutto: è un jolly difensivo, che può fare anche l’esterno sinistro. Abdallah Yaisien è un giocatore che predilige giocare sulla trequarti, ma anche lui è un atleta polivalente in condizione di giocare in tutti i ruoli del centrocampo. Con l’acquisto dell’ex atalantino, l’undici di Boscaglia si è coperto in quel ruolo di terzino destro, rimasto carente con l’infortunio di Ciccio Lo Bue. E credo che Ferri in tal senso sia una garanzia in quel ruolo. L’acquisto del giovane franco egiziano rientra in una politica futuristica della società del patron Morace che punta alla crescita dei suoi giovani (anche quelli dati in prestito per farsi le ossa in categorie inferiori), affinchè siano un domani la garanzia per un Trapani sempre più nel calcio che conta».

Sabato arriva l'Empoli a Trapani, che partita sarà?

«Una partita che servirà a consolidare un posto per i play off o addirittura ad avvicinarsi ad un secondo posto che vuol dire promozione diretta in serie A. Roba da far accapponare la pelle. Una sfida che solo sei mesi fa era impensabile, giocare contro l’Empoli con questi obiettivi. Una roba impensabile in estate, al momento della compilazione dei calendari, anche per il tifoso più ottimista, che si era sognato la gara contro l’Empoli per capire a che posto stava il Trapani. Giù o su? Ed ecco la prima risposta: i granata dopo 23 giornate di campionato sono là davanti al 5° posto in classifica. Ma se la matematica non è un opinione, gli obiettivi si. Allora ti dico che anche se il Trapani è in alto alla classifica, non dovrà mai perdere il suo obiettivo: la salvezza. L’Empoli punta da tutt’altra parte e vorrà perseguirlo anche al “Provinciale”. Però la squadra di Sarri deve sapere che per andare nella massima serie bisogna fare i conti con una matricola terribile che si chiama Trapani».

Salvatore Puccio 


Redazione Golsicilia 05/02/2014
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