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Trapani: ''Il quinto grado a…'' Salvatore Puccio

Le rubriche di Golsicilia.it


Torna l'appuntamento con la rubrica “Il quinto grado a…" Salvatore Puccio. Con il collega andiamo ad analizzare il momento granata.

Il Trapani va ad un passo dal colpaccio. La prestazione dei granata ti è piaciuta?

«Non dobbiamo parlare di colpaccio perché, lontano dal “Provinciale”, il Trapani ci ha abituati troppo bene. È più esatto dire che i granata erano a un passo dal conquistare l’ottava vittoria esterna, settima consecutiva, ma quel signore in giacchetta nera (gialla nell’occasione), tale Dei Giudici di Latina, glielo ha negato, fischiando al 92’ , un rigore, obiettivamente parlando inesistente, per un presunto fallo di Pacilli su un avversario, che permetteva ai padroni di casa di impattare il gol messo a segno da Abate. E’ la storia che si ripete. E’ successo di nuovo a distanza di un anno quando il Trapani (era il 29 Aprile 2012) era in vantaggio al “Druso” di Bolzano grazie anche allora a un gol di Abate, ma l’arbitro a pochi minuti dalla fine decretava un penalty molto discutibile che ha lasciato qualche perplessità da parte di tutti. E così per i circa 200 tifosi granata sono riapparsi, lunedì sera, gli spettri del finale drammatico della passata stagione. Non è stata una delle migliori prestazioni dell’undici di Boscaglia, ma si trattava del big match della 29^ giornata con due squadre che si sono temute in campo offrendo una prestazione guardinga senza scoprirsi. E poi le pessime condizioni del terreno di gioco hanno fatto la loro parte non permettendo a due compagini molto tecniche di praticare un gioco fluido, con palla a terra, ma preferibilmente con palle lunghe. Ciononostante un Trapani cinico era riuscito a segnare approfittando del primo errore difensivo dell’avversario».

Qual è il tuo parere sulla direzione di gara, avresti fischiato quel calcio di rigore?

«Assolutamente no! E non sto facendo un discorso di parte, ma obiettivamente tutta Italia ha visto e commentato l’inesistenza di quel calcio di rigore. Pacilli non ha nemmeno sfiorato il tirolese Branca subentrato nella ripresa, non avrebbe avuto motivo di farlo in quanto l’attaccante biancorosso si stava allontanando dall’area di rigore. I due giocatori sono venuti si a contatto, ma sì è trattato di un normale contrasto di gioco. Solo che quando Branca è andato giù, l’arbitro ci è cascato. Peccato perché per il resto è stata una direzione di gara eccellente da parte del sig. Dei Giudici».

Dal punto di vista psicologico come può uscirne la squadra dopo episodi di questo tipo?

«Serena e tranquilla perché non rappresentava una finale per la promozione la partita con il Sud Tirol. Arrabbiati sicuramente per come è maturato il pareggio, anche se a mio modesto parere, per i valori espressi in campo, il pari è stato il risultato giusto. L’undici di Boscaglia lo ritengo ormai maturo per affrontare questo finale di campionato, con la concentrazione giusta, l’adrenalina necessaria e con la consapevolezza che episodi come quello di Bolzano non può far smarrire il raggiungimento di un risultato importante, ma che dico, storico per la società del patron Morace».

Alla fine il Trapani riuscirà a vincere il girone?

«Se facciamo qualche passo indietro sarebbe stato assurdo pure farsela questa domanda. Perché con la presenza del Lecce nel girone il primo posto era già assegnato dall’estate scorsa ad una squadra battezzata l’ammazza campionato. Ma le difficoltà societarie e la crisi di gioco dei salentini hanno permesso al Trapani di rimontargli ben 13 punti e riaprire i giochi per la promozione diretta. Ora non so se i granata riusciranno a vincere o meno il girone, ma di sicuro non molleranno la presa. Sarà un testa a testa fino all’ultimo tra Trapani e Lecce, con cinque finali che rimangono da disputare con il sangue agli occhi da parte dei granata, forti dell’esperienza dello scorso campionato. E’ un Trapani che, in ogni caso, deve pensare più a se stesso che agli avversari. E’ primo in classifica a due punti (virtualmente tre per la migliore differenza reti) dal Lecce e l’obiettivo deve e dovrà rimanere la promozione diretta».

Considerando lo scontro diretto tre Lecce e Sudtirol, possiamo indicare quella giornata come la decisiva?

«Sarà il 12 Maggio la giornata decisiva, quando i granata, renderanno visita alla Cremonese all’ultima di campionato. In un torneo così incerto è probabile che si arriverà fino alla fine per decidere chi andrà direttamente in serie…».


Daniele Tomaselli 11/04/2013
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