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Rubrica: 'il quinto grado' di Salvatore Puccio

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Torna l’appuntamento settimanale con “il quinto grado” di Salvatore Puccio. Il collega ci parla del suo Trapani a 360°.

 Il Trapani torna a vincere davanti al proprio pubblico. Da adesso in poi il Provinciale non sarà più tabu?

«Era ora che fosse sfatato questo piccolo tabù. Il Trapani in campionato non vinceva in casa dal 22 Aprile scorso quando rimandò battuta la Triestina con lo stesso punteggio. Non so se da qui in poi il “Provinciale” non sarà più terra di conquiste per gli avversari, anche perché con il fanalino di coda Treviso è stata sì vittoria, ma sudata, sofferta. Ormai i granata ci hanno abituato a farci soffrire nel vederli giocare tra le mura amiche, una sofferenza che spesso ci ha lasciato l’amaro in bocca. Spero che dal Treviso in poi ci sia un cambio di rotta. Metterei la firma per continuare a soffrire al “Provinciale”, ma che poi questa sofferenza si traduca in vittoria».

Pensi che il gol fatto possa dare ad Abate uno slancio a livello psicologico? 

«Sicuramente per un attaccante fare gol è la medicina giusta. Ma nel caso della punta granata, il gol non è stato mai il suo forte. Abate è un giocatore importante, nello scacchiere di Boscaglia, in ogni zona del campo. Prova ne sia che l’allenatore granata non lo toglie quasi mai, perché da lui, Boscaglia, pretende ben altro ed Abate fin qui ha risposto a dovere con un lavoro prezioso. Del resto Domenica scorsa ha avuto due occasioni e una l’ha messa dentro. Se fosse sempre così sarebbe un mostro».

Boscaglia, nel secondo tempo, cambia l’intera mediana mettendo più tecnica con Tedesco e Pirrone. Come giudichi questa scelta?

«Una scelta dettata più dal fattore fisico. La squadra, a mio parere, non ha ancora smaltito la preparazione precampionato. Per cui il bravo Spinelli, apparso sulle gambe, è stato sostituito dall’esperto Tedesco che ha preso subito le redini del centrocampo. Lo stesso Caccetta, che aveva ricevuto una gomitata da un avversario, costatagli sette punti di sutura, faceva fatica a stare in campo ed è stato giustamente sostituito da Pirrone».

 Pensi che, a differenza della passata stagione, Boscaglia sia più attento al risultato? 

«Sono convinto che un allenatore rimane sempre fedele al suo modo di intendere il calcio. E’ chiaro che come nella vita, anche nello sport, determinate esperienze, soprattutto negative, ti portano, non dico ad abbandonare il tuo credo calcistico, ma ad apportare degli accorgimenti che ti permettono di migliorarti. Lo scorso torneo Boscaglia doveva fare di necessità virtù, avendo a disposizione, a suo modo di vedere, solo 12-13 titolari. Quest’anno ha più giocatori a disposizione e quindi può operare più cambi».

Filippi fischiato al suo ingresso in campo. Pensi che questo rapporto fra il capitano e la tifoseria possa essere risanato? 

«Sinceramente non ho sentito dei fischi all’ingresso in campo di Filippi. Però non metterei la mano sul fuoco, forse mi è sfuggito l’episodio. In ogni modo penso che fischiare il capitano o qualsiasi altro proprio giocatore sia ingiusto da parte della tifoseria, soprattutto se i fischi sono riferiti al recente  passato. Poi, personalmente, non mi risulta che ci sia una spaccatura fra il capitano ed i tifosi granata. Filippi, sta iniziando,  per il quarto anno consecutivo a vestire la casacca granata e penso che abbia dato tanto in questi tre anni ai colori trapanesi. Quest’anno Boscaglia lo ha voluto ancora, per lo spogliatoio e per sfruttare la sua esperienza in quei minuti di partita in cui c’è bisogno di difendere il risultato: è già successo con il Feralpi  e con il Treviso».         


Redazione Golsicilia 19/09/2012
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