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Trapani: ''Il quinto grado a'' Salvatore Puccio

Le rubriche di Golsicilia.it


Torna il consueto appuntamento con la rubrica "il quinto grado" a Salvatore Puccio. Con il collega andiamo ad analizzare l'esaltante momento granata

Trapani corsaro a Lecce. Ti aspettavi questo risultato?

«Il Trapani vittorioso in trasferta non è più una sorpresa, ma la realtà di una squadra che fin dalla sua militanza in Seconda Divisione, ha espresso il meglio di se stessa lontano dal “Provinciale”. Vuoi per caratteristica, vuoi per la mentalità inculcatagli dal suo allenatore, sta di fatto che i granata hanno ottenuto la sesta vittoria in trasferta, quinta consecutiva. E quest’ultima ha un valore doppio perché permette all’undici di Boscaglia di scavalcare il Lecce e conquistare il primo posto in classifica. Ma al di là del primato strameritato, il Trapani ha dimostrato un carattere, una forza d’animo, una lucidità tale che gli ha permesso di non smarrirsi dopo essere andato sotto di un gol, ma sornione e spietato ha aspettato il momento propizio per piazzare la zampata vincente. Scusate, di fronte c’era il Lecce! Scusate tutto questo appartiene ad una grande squadra!»

Come giudichi la gestione tattica da parte di Boscaglia?

«La capacità del tecnico granata non la scopro certo io. Roberto Boscaglia scende in campo con i suoi ragazzi. Gli ha spiegato che non giocavano contro extraterrestri, soprattutto nei primi venti minuti quando la squadra ha avuto un approccio non certo dei migliori, ma bisognava aggredirli, soprattutto negli esterni ed attaccare gli spazi lasciati da uno schieramento spregiudicato, un 4-2-4, come quello salentino. Sig. Toma con un squadra come il Trapani non può giocare così, altro che fortuna! Perché quando ci sono spazi, sale in cattedra il mattatore della partita, Matteo Mancosu, l’unica variante nella formazione granata rispetto alla gara con il Lumezzane. Scelta azzeccata, come pure quella di blindare il prezioso vantaggio lasciando il solo attaccante sardo in avanti con Giordano, che rileva uno sfiancato Abate per serrare i ranghi. Poi riuscire a violare un campo di serie A non è di tutti i giorni. Lui c’è riuscito. Chapeau, Boscaglia!»

Mancosu sempre protagonista. E' l'uomo simbolo di questo Trapani?

«Credo proprio di si. Ha vissuto una notte da re. Quando vedo all’opera Matteo Mancosu, mi chiedo come faceva un giocatore di questo spessore tecnico a militare fino allo scorso anno nella Seconda Divisione della Lega Pro. Giocatore di categoria superiore, attacca la profondità come pochi atleti in Italia e nelle ripartenze è devastante. Non solo, in occasione del primo gol, il suo movimento su Diniz è stato da giocatore vero, da centravanti doc. E cosa dire in occasione del raddoppio: esemplare per coordinazione ed esecuzione. Boscaglia sa di avere in lui il giusto asso nella manica»

Pensi che la squadra sia in grado di gestire la pressione che, inevitabilmente, dà la prima posizione?

«E’ ormai da da un pò di stagioni che questa squadra naviga sempre nei piani alti della classifica E’ matura per starci. L’importante è convincersi che il campionato non è finito battendo i salentini in casa loro, ma che la strada è ancora lunga 9 partite, tutte da disputare come se fossero altrettante finali. Perché adesso viene il bello con gli avversari che raddoppieranno le loro forze quando si troveranno di fronte l’undici di Boscaglia. Ma troveranno pane per i loro denti in una squadra che rispetto alla passata stagione, ha molta più qualità e rafforzata nel carattere dopo la delusione patita la scorsa stagione per la mancata promozione. Ma lasciatemi dire che la vera forza di questo Trapani è il suo presidente, il Comandante in Capo Vittorio Morace, uomo di poche parole, ma di tanti fatti»

Adesso il Portogruaro. Che partita sarà?

«Prevedo il solito copione, già visto e rivisto al “Provinciale”, con gli ospiti che giocando in casa della prima della classe, si chiuderanno a riccio per sperare nel punticino. E nel caso del Portogruaro il punto sarebbe oro, visto che i veneti non navigano in zone tranquille della classifica. Contro la squadra di Madonna, l’undici di Boscaglia è chiamato a cancellare l’eclatante sconfitta per cinque reti a una, subita, tra le mura amiche, dai veneti, nella passata stagione. Allora, ci vorranno le geometrie di Pirrone, le invenzioni di Gambino ed al momento giusto l’affondo di Mancosu. A domenica l’ardua sentenza!»


Daniele Tomaselli 07/03/2013
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