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Torna il consueto appuntamento settimanale con la rubrica “Il Quinto grado a…” Salvatore Puccio. Con il collega andiamo ad analizzare il momento granata.
Il Trapani vince, convince e stupisce. Pensi sia arrivata la consapevolezza definitiva che serve per vincere il campionato?
«La calma è la virtù dei forti, sosteneva un famoso poeta inglese. Quindi per essere forti, occorre stare calmi, con i piedi per terra. I granata sono convinti del loro potenziale, sono consapevoli della loro forza in questo campionato, ma soprattutto hanno raggiunto una maturità tale da capire che in Lega Pro, guai ad abbassare la guardia, guai ad esaltarsi dopo un’eclatante vittoria, guai a guardare la classifica. Motivi, questi, che possono giocare brutti scherzi. E per non cadere in errori già fatti, bisogna pensare alle partite di domenica in domenica, rispettando ogni avversario e puntando solo a vincerle. E così facendo i conti alla fine tornano».
Il contestato Filippi torna al gol. Ci racconti la reazione del Provinciale?
«Ha gioito ed osannato il suo capitano, tornato titolare per l’indisponibilità di Pagliarulo e D’Aiello, dimostrando che certi rancori del passato, manifestati con fischi all’indirizzo del difensore trapanese, sono un ricordo lontano. Il pubblico è ritornato ad apprezzare il suo capitano ed il merito è proprio di Giacomo Filippi. Un grande professionista, che alla soglia delle 100 partite in maglia granata, ha accettato da quest’anno la panchina, rivelandosi prezioso ogni suo ingresso in campo, soprattutto quando c’era bisogno di difendere a denti stretti il risultato».
Abate non si ferma più. Adesso che segna con regolarità possiamo considerarlo uno dei migliori attaccanti del girone?
«Dicevano di lui: “segna poco per essere un attaccante”. Oggi è il capocannoniere del girone in compagnia di Della Rocca del Portogruaro con nove reti. Scusate se è poco! Ma in realtà Giovannino Abate non è un goleador, ma di più. Tanto lavoro a servizio della squadra. Apre varchi, è il primo difensore perché fa pressing nelle ripartenze degli avversari e se qualcuno di questi sfugge ad un suo compagno, lo va ad inseguire fino alla linea di fondo, così come va a svettare di testa sui calci d’angolo contro il Trapani. Ecco perché definirlo goleador è persino riduttivo e non c’è da sorprendersi che poi, sotto porta, manchi qualche volta di lucidità. È un grande campione, come giocatore e soprattutto come uomo, che qualsiasi allenatore vorrebbe avere con sé».
Le voci di mercato parlano di un arrivo (anche se improbabile) di Ricchiuti. Potrebbe essere una buona scelta?
«Assolutamente improbabile visto che sembra quasi fatta per Mario Pacilli, classe ‘87 in forza all’Albinoleffe. L’esterno abruzzese nato a L’Aquila si era messo in mostra lo scorso 9 Dicembre al “Provinciale”, perché è stato uno dei protagonisti della vittoria della sua squadra realizzando il secondo dei tre gol della sconfitta granata. Credo sia piaciuto a Boscaglia che lo ha segnalato al suo Direttore Sportivo. E credo manchi solo la firma per il passaggio dell’atleta in granata dato che da ieri il giocatore era a Trapani».
Che idea ti sei fatto del "caso Spinelli"?
«Che io sappia non c’è mai stato un caso Spinelli. Il giocatore ha avuto delle richieste, per cui è stata valutata la possibilità di cederlo. Ma per fare chiarezza riguardo le voci di mercato dell’interno granata è intervenuto in prima persona il presidente Vittorio Morace, dichiarando che il Trapani non si priverà di calciatori facente parte del Progetto e pertanto Fernando Spinelli non si muoverà da Trapani. Parola del patron!».
Adesso il Treviso. Tre punti facili?
«Quello che più conta adesso è dare continuità a questo momento magico di quattro partite positive, frutto di tre vittorie (Reggiana, Carpi e Feralpi) ed un pareggio (Cremonese), facendo bottino pieno contro il Treviso, fanalino di coda del torneo, per perseguire l’obiettivo di piazzarsi nei primi cinque posti in classifica e nei primi cinque posti c’è anche il primo, parola di Roberto Boscaglia».