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Torna l’appuntamento con “il quinto grado” a Salvatore Puccio. Con il collega andiamo ad analizzare il momento granata.
Il Trapani cala un altro poker. Possiamo, con gli adeguati scongiuri iniziare a parlare di B?
«Andiamoci piano a pronunciare questa lettera dell’alfabeto. Preferisco non dirla da qui alla fine del campionato. L’ho fatto troppo lo scorso anno e non me ne sono pentito da un punto di vista giornalistico, in quanto, sfido chiunque, con quello che ha messo in vetrina il Trapani, a spiegarmi ancora oggi la mancata promozione in “…”. Quindi per un discorso scaramantico non voglio pensarci alla serie cadetta. Per il resto ti dico che i granata da un po’ di partite hanno cominciato a fare la voce grossa e dimostrare con i risultati la bontà di un progetto che se a oggi stenta a decollare fuori casa, tra le mura amiche, con l’ennesima larga vittoria sul San Marino, sta imponendo la legge del “Provinciale”, dove non passa più lo straniero. Sicuramente il Trapani in questo scorcio di di torneo ha dato un segnale tangibile della sua forza. Sta dimostrando di non essere secondo a nessuno, in un campionato, a mio parere, strano a cui stiamo assistendo. E dove tutto può succedere, contro avversari, visti fin qui in azione, che non hanno destato poi particolari impressioni. Per cui l’attuale terzo posto in classifica, può essere tranquillamente migliorato viste le potenzialità della squadra allenata da mister Boscaglia».
Nonostante la difesa in emergenza i ragazzi non hanno subito nessuna rete. L'ottimo Nordi para anche un calcio di rigore. Ti aspettavi una gara così diligente a livello tattico?
«Ma quale emergenza! Io non me ne sono accorto. Perché i tre sostituti in difesa, se così vogliamo chiamarli, e mi riferisco a Priola, capitan Filippi e Daì, non hanno fatto per nulla rimpiangere i tre titolari, se così vogliamo chiamarli, e mi riferisco a Lo Bue, D’Aiello e Rizzi. Scusate il gioco di parole, ma sono queste le potenzialità, le risorse di una squadra quale quella granata formata da 22 titolari che possono alternarsi l’uno con l’altro senza rimpianti. Quel valore aggiunto che l’allenatore granata non aveva lo scorso campionato: scusate se è poco!»
A breve si riaprirà il mercato. Faresti dei movimenti in entrata?
«Questa domanda la dovresti fare al nuovo Ds Daniele Faggiano che credo abbia le ide chiare sul da farsi. Ma questo lo scopriremo nel mercato di Gennaio. Personalmente credo che la squadra così com’è sia competitiva per il raggiungimento dell’obiettivo stagionale: i play off. Poi se devo vestire i panni di un Direttore sportivo, ti dico che uno stoccatore d’aria di rigore, assicurerebbe un bel salto di qualità, come Coralli ex Cremonese, quest’anno in forza all’Empoli, o Paolucci ex Juve, lo scorso anno a Vicenza, e quest’anno con il Siena. Sempre ai fini di un ulteriore salto di qualità, ci sarebbe il difensore palermitano Rinaudo in forza al Napoli che attualmente non gioca, come per il centrocampo mi piacerebbe l’argentino Lucas Correa, attualmente col Bassano.
Cederesti, invece, qualcuno?
«Assolutamente no. In una stagione così lunga che si protrae fino a giugno, ci può essere bisogno di tutti anche di quelli che sono stati utilizzati poco. Poi, è chiaro, se dovessero arrivare nuovi giocatori, nascerà l’esigenza di cederne qualcuno, o magari giocando poco, quel giocatore potrebbe manifestare la volontà di essere ceduto. Però, ripeto, da un punto di vista tecnico, non cederei nessuno».
Ti aspettavi la caduta del Lecce con un rovinoso 4-0? Quanto può pesare a livello psicologico una batosta come questa?
«I giocatori del Lecce hanno così tanta esperienza e sono ormai navigati nel mondo del calcio per rischiare ripercussioni psicologiche e credo, non abbiano problemi a riprendersi dopo una sconfitta così eclatante. Il problema dei salentini, penso vada al di là del rettangolo di gioco. La società è in ritardo con gli stipendi ed a quanto pare il passaggio della società da Semeraro a Tesoro non è ancora stato definito. Questione di soldi! E’ chiaro che spesso i problemi societari ricadono sul campo di gioco. Il Lecce con due sconfitte ed un pareggio, maturati fin qui, sicuramente ha perso l’appellativo di ammazza campionato. Buon per gli avversari! Per me rimane ancora una compagine di categoria superiore».