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Torna l’appuntamento con “il quinto grado” di Salvatore Puccio. Il collega ci parla del nuovo Trapani e di quali potranno essere le ambizioni dei granata:
Il Trapani non vince ma Boscaglia parla di “bicchiere mezzo pieno”. Sei d’accordo?
«Sono d’accordo col mister granata. Contro il Carpi l’unica nota stonata è stata la sconfitta scaturita tra l’altro da un errore in disimpegno della retroguardia. Ma la cosa più importante era quella di vedere all’opera il Trapani dopo la cocente delusione della passata stagione. E credo che l’esame sia stato superato con un bel sette in pagella. Si è rivisto il Trapani delle belle giocate, arioso, il Trapani che impone il suo gioco all’avversario, in sintesi, il Trapani di Boscaglia (del resto sono scesi in campo 8/11 dei giocatori della passata stagione). Quindi un Trapani già collaudato in cui, pian piano, gli inserimenti dei nuovi arrivati e mi riferisco all’ingresso in campo prima di Basso e poi di Romeo hanno armonizzato ancor di più una sinfonia che ci ha fatto tanto sognare e credo lo farà ancora».
Pensi che la strana coppia Docente-Abate possa giocare insieme?
«Perché no. Docente può fare tranquillamente la prima punta, rimanere più nei 16 metri con Abate che agisce in un raggio di campo più ampio in appoggio al compagno. Personalmente vedrei come punta centrale il nuovo arrivato Alessandro Romeo (ribattezzato dal sottoscritto l’Amauri granata per effetto della sua capigliatura e del suo fisico simile all’ex giocatore juventino), affiancato alternativamente o da Docente o da Abate. Comunque Boscaglia quest’anno può contare su una rosa di 22 titolari e forse più. La società gli ha messo a disposizione un organico competitivo e spetterà a lui saperlo gestire nel migliore dei modi. Il mister granata adesso non potrà più nascondersi, come è accaduto la scorsa stagione, dietro il fatto di avere solo 12- 13 giocatori titolari in organico».
Il gol subito è figlio di un errore difensivo. Pensi sia un discorso di impostazione tattica o un errore individuale?
«E’ stato un errore in disimpegno di Lo Bue che invece di spazzare via la sfera, con gli ospiti che in quel frangente pressavano alto, ha preferito servire il compagno vicino Pirrone, il quale veniva anticipato da Bianco e da lì nasceva il gol degli emiliani. E’ un errore individuale, che ci può stare nell’arco di una partita, anche perché non credo che Boscaglia dica ai suoi di uscire sempre palla al piede, soprattutto quando gli avversari affollano la tre quarti per rubare palla».
Vedendo giocare il Trapani a quale posizione di classifica credi possa ambire?
«Il Trapani su sua richiesta è stato inserito nel girone A del campionato di Lega pro. Un girone nuovo per l’undici di Boscaglia, tutto da scoprire. Considerando il girone B più tosto, più agonistico, credo che quello in cui gareggerà il Trapani sia un girone più tecnico. Con l’inserimento all’ultimo momento del Lecce, penso che il primo posto sia già assegnato. I salentini reduci dalla retrocessione in serie B hanno mantenuto un organico di fatto da serie A, per cui faranno campionato a sé. Scorrendo l’organico che patron Morace ha messo a disposizione del suo allenatore, non mi sbilancio nel dire che il Trapani può disputare tranquillamente i play off».
Se tu potessi scegliere il modulo, preferiresti il 4-4-2 o proveresti ad azzardare il tridente?
«Il modulo base praticato da Boscaglia è il 4-4-2. Poi a secondo come si sviluppa la gara il modulo può variare. Contro il Carpi , per esempio, con l’ingresso in campo di Gambino, l’allenatore granata ha schierato la squadra con il 4-3-1-2, mettendo il subentrato alle spalle delle due punte Abate e Romeo. Con i giocatori che ha a disposizione il mister gelese può giocare in vari modi, compreso il 4-3-3 che non sarebbe un azzardo, perché un famoso detto nel calcio recita: la migliore difesa è l’attacco».