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Torna l'appuntamento con il Quinto Grado a Salvatore Puccio. Con il collega, come di consueto, andiamo ad analizzare il momento del Trapani.
Il Trapani non vince ma la prestazione è stata di livello assoluto. Pensi che sia un segno di maturità da parte della squadra?
«Assolutamente si! Ottima prestazione dei granata ai quali è mancato solo il gol. Ma quando una squadra gioca, corre e lotta, come l’undici di Boscaglia, mette sotto un avversario come il Pergocrema, sceso al “Provinciale” con il chiaro intento di portare via un punto, non puoi che essere soddisfatto. Che la squadra sia ormai matura, lo ha già dimostrato da un pezzo, basta che in queste ultime sei giornate che restano da qui alla fine del campionato continui a giocare a calcio, solo così si può vincere a qualsiasi livello».
Nella partita contro il Pergocrema Boscaglia ha cercato di mantenere fino alla fine l'assetto tattico. Tu avresti optato per qualche cambio?
«E chiaro che nessuno meglio dell’allenatore granata conosce i suoi giocatori, quello che sono e quello che possono dare. Noi cronisti possiamo giudicare quello che succede nei 90’ della partita. Personalmente avrei sfruttato per più minuti la voglia di bucare la rete di Peppe Perrone, al posto di un Gambino che già da un po’ di settimane ha bisogno di rifiatare. Come pure nella zona nevralgica del campo, l’esperienza, le geometrie, di Giacomo Tedesco, al posto di Pirrone, potevano essere quell’arma in più per riuscire a scardinare un avversario che difendeva lo 0 a 0 con sette otto uomini».
Il Siracusa non sa più vincere. Può essere un'ulteriore elemento di tranquillità per il Trapani?
«Finché la matematica non darà ragione ai granata, più che non potere, non si deve stare tranquilli. Il pareggio col Pergocrema, permette al Trapani di mantenere intatto il vantaggio di otto punti con una giornata in meno da giocare, anche se il Siracusa non è più il solo inseguitore, perché è stato appaiato dallo Spezia. E’ meglio essere inseguiti, comunque, che inseguire».
Ora la trasferta per far visita al Lanciano. A questo punto si può giocare per il pari e ragionare sulla classifica oppure vincere senza fare calcoli?
«Fare calcoli non appartiene al credo calcistico dell’undici di Boscaglia. Guai se questa squadra ragionasse sulla classifica, finirebbe per rovinare quanto di straordinario ha fatto fin qui. Il Trapani è una compagine che gioca partita per partita con l’intento di vincerle tutte. E’ nel DNA dei granata pensare solo a giocare bene come se punti in palio non ce ne fossero. Domenica a quelli del Lanciano vorranno riservagli un bel pesce d’Aprile».
Parliamo dei singoli. Caccetta, l'uomo che non ti aspetti perchè gioca nell'ombra, nelle ultime partite è stato fondamentale. Come giudichi le sue prestazioni?
«Caccetta è il valore aggiunto di questo Trapani. E’ il più duttile dei giocatori granata. Boscaglia ha trovato il jolly che in tante circostanze gli ha tolto le castagne dal fuoco. Il suo gioco oscuro lascia un segno tangibile che illumina spesso la manovra dei granata. Altro che giocate nell’ombra! Lo vedi in ogni zona del campo: in difesa ad aiutare i compagni, a centrocampo per proporre e recuperare palloni e poi, il vizietto di andare a colpire di testa sui calci piazzati per fare gol. Sicuramente un giocatore completo che quest’anno è maturato tantissimo. A mio parere merita già la riconferma per la prossima stagione, in serie B naturalmente».