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PUCCIO: «Boscaglia ha lavorato sulla testa dei ragazzi»

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Torna l'appuntamento con il Quinto Grado a Salvatore Puccio. Con il collega, come di consueto, abbiamo analizzato il momento in casa Trapani, pur dando risalto alla tragedia che ha visto cadere all'interno di un campo di gioco il giovane Piermario Morosini.

Ennesima tragedia sui campi di gioco. Pensi che gli atleti siano sottoposti a stress eccessivi?

«Si gioca di più rispetto al passato, ci sono più partite da disputare, è il calcio in se stesso che è cambiato: è diventato più veloce, si corre di più, e siccome i giocatori non sono delle macchine, ma tessuto umano, inevitabilmente hanno i loro momenti di stress. Anche se quello che è successo a Piermario  Morosini, almeno dai primi accertamenti dell’autopsia, esula da un fattore stressante, penso che situazioni del genere non possono essere previste. Già in Italia si fa tanto nel campo della medicina sportiva. Siamo molto rigidi e meticolosi in tal senso, i migliori al mondo. Basta dire che tragedie del genere in Italia ne succedono una su un milione, mentre nel resto del mondo una su centomila».

I campionati si sono fermati. Pensi sia la scelta giusta?

«Assolutamente si! Dinanzi a quello che è successo il calcio ha utilizzato il buon senso. Quel gigante burocratico della Federcalcio, ha messo da parte, per una volta, la ragione, si è emozionato, commosso, facendo arrivare in maniera puntuale e risoluta lo stop. I battibecchi di una lotta per lo scudetto, gli interessi dei media, i milioni che girano intorno al calcio, hanno taciuto e mostrato rispetto per la tragedia».

Recupero o slittamento. Tu cosa avresti deciso?

«A questo punto del campionato sarebbe stato opportuno optare per lo slittamento, perché a sole quattro giornate dalla fine, sarebbe stato  meglio rispettare l’ordine del calendario per non intaccare determinati equilibri dello stesso e conseguenti condizionamenti della classifica».

Il Trapani ha avuto più tempo per "ricaricare le batterie". Adesso pensi che la squadra sia pronta?

«Le lunghe soste o quelle forzate, a seconda come le si vuole chiamare, rappresentano sempre un’arma a doppio taglio. Può servire a scaricare la tensione, soprattutto quando c’è un obiettivo da raggiungere, ma può pure succedere un eccessivo rilassamento in tal senso. Roberto Boscaglia, credo, abbia in questi giorni lavorato molto sulla psiche dei suoi ragazzi attanagliati in queste ultime domeniche da un macigno che si chiama serie B. La terapia dell’allenatore granata sarà la giusta medicina, per proporre, alla ripresa del campionato, un Trapani mai domo, pronto a non mollare, ad affrontare queste ultime quattro gare di campionato con grinta, ragionevolezza, ma soprattutto con la giusta intensità emotiva che scacci via eccessive tensioni ed ansie particolari».

Tre partite in otto giorni. Turn over obbligatorio?

«Roberto Boscaglia ha le idee molto chiare su quella che rappresenta l’ossatura della sua squadra. Cambierebbe solo in caso di indisponibilità di qualcuno di questi. Per cui, credo, che l’allenatore trapanese non pensi al turn over. Se li avrà disponibili per le tre partite che seguiranno, almeno come scelta, li farà giocare in tutte e tre le gare».


Redazione Golsicilia 19/04/2012
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