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Trapani: ''il Quinto Grado'' a Salvatore Puccio

Le rubriche di Golsicilia


Torna l’appuntamento settimanale con la rubrica “il Quinto Grado” a Salvatore Puccio. Con il collega andiamo ad analizzare il momento granata.

Il Trapani rischia grosso contro la Reggiana. Cosa è successo? 

«E’ successo quello che tutti non ci aspettavamo: i granata in giornata storta contro un avversario che scendeva al “Provinciale” già destinato a disputare i play out, ma che ha reso la vita difficile all’undici di Boscaglia, non volendo per nulla recitare il ruolo di vittima sacrificata. La Reggiana, dell’ex fantasista rosanero Zauli, non solo è riuscito a chiudere le fasce ai granata, ma ha creato superiorità numerica a centrocampo e quando ha avuto l’opportunità, ha colpito senza pietà. Qualcuno dirà non è stato il solito Trapani; io dico che è stato in parte il solito Trapani perché, statistiche alla mano, l’undici di Boscaglia, ha sempre sofferto tra le mura amiche e se a questo aggiungi la giornata “no” di alcuni suoi uomini chiave e, non so perché, quella frenesia di chiudere la partita, forse per le notizie positive che arrivavano da Lecce, ma che in realtà non hanno fatto altro che annebbiare quelle stesse idee poco chiare, concludo dicendo che al Trapani gli è finita pure bene per il risultato, ma soprattutto perchè con il contemporaneo pareggio dei salentini in casa contro il Carpi, conserva la vetta della classifica grazie al vantaggio nella differenza reti»

Come hai visto la squadra dal punto di vista fisico e psicologico?

«Vedi, questa squadra è già da due stagioni che disputa campionati da vertice, con tutte le responsabilità e il peso che comporta una tale situazione. E dopo la gavetta dello scorso anno, riconfermarsi ai vertici è segno di maturità e di forza psicologica. Poi è chiaro che i giocatori non sono delle macchine e non si può pretendere che vadano sempre a mille. Personalmente li ho visti bene, fisicamente parlando, perché fino all’ultimo minuto la squadra ha cercato il gol della vittoria. Psicologicamente, la squadra ha barcollato in occasione del pareggio e del vantaggio ospite. Al “Provinciale” è aleggiato il deja vu, quel film già visto, vissuto e sofferto lo scorso anno: il crollo nel finale. Però son convinto che rispetto alla passata stagione ed al suo scellerato finale, Boscaglia ha una squadra tonica e mentalmente matura per affrontare l’ultima partita che li separa dalla storia»

Il Lecce pareggia in casa contro il Carpi. Lo interpreti come un segnale positivo?

«Anche lì è successo quello che tutti non si aspettavano. Il sottoscritto aveva pronosticato una vittoria larga dei pugliesi sugli uomini di Brini. Quando si dice che il calcio non è una scienza esatta! Nulla è scontato perché le partite vanno prima giocate. Non so fino a che punto il segnale sia positivo o meno. Al Trapani gliene può fregar de meno, perché è arbitro del suo destino. La realtà è che tutto è rimasto invariato e rimandato all’ultima di campionato in cui i granata basta che vincano  e sono in serie…»

Come farà Boscaglia a gestire la settimana che precede la partita della vita? 

«A non farla passare per la partita della vita! Ma come è in realtà, l’ultima gara di campionato, giocata in trasferta, magari sottolineando il ruolino di marcia vincente che i granata hanno lontano dal “Provinciale”. Per far questo il tecnico trapanese ha deciso da martedì di portare la squadra in ritiro nel bresciano per preparare nel migliore dei modi la gara con la Cremonese, con tutta tranquillità e serenità, lontano da qualsiasi distrazione e pressione dell’ambiente. Scelta che ritengo giustissima. Il nostro ruolo, ed uso il plurale, perché mai come in questa fase, dirigenza, squadra, tifosi e perché no, noi giornalisti, siamo un tutt’uno, tutti assieme dobbiamo lottare affinchè domenica allo “Zini” di Cremona, si materializzi quel sogno tanto atteso. Un successo per scrivere la storia e per tagliare il meritato traguardo di un gruppo di atleti straordinario. E lasciatemelo dire, un po’ tutti lo meritiamo»

La Cremonese stravince e dimostra di essere in salute. Quale può essere la chiave tattica del match?

«Prendo spunto da una dichiarazione del tecnico lombardo Scienza, che per tenere acceso quel lumicino di speranza di agguantare i play off, giocherà per vincere a tutti i costi. Allora dovrà attaccare i granata. Per attaccare dovrà scoprirsi, lasciando spazi agli avversari. Negli spazi  l’undici di Boscaglia può essere efficace con le micidiali ripartenze e con la devastante profondità che sa dare alla manovra granata Matte Mancosu. Credo che questo sia un probabile tema tattico dell’incontro. Se così fosse che ben venga»


Redazione Golsicilia 08/05/2013
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