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Trapani: ''Il Quinto Grado a...'' Salvatore Puccio

Le rubriche di Golsicilia.it


Torna il consueto appuntamento con la rubrica “Il Quinto Grado a...” Salvatore Puccio. Con il collega andiamo ad analizzare il momento granata.

Salvatore, finalmente possiamo dirlo: il Trapani è in serie B. Hai mai temuto il traguardo potesse sfuggire?

«Correva l’anno 2013, il 12 Maggio, il Trapani scrisse la storia! Si dirà così un giorno ai posteri, orgogliosi di poter sottolineare: quel giorno c’ero anch’io. E sì, perchè dopo 108 anni dalla sua nascita il Trapani è in serie B, serie B, serie B, serie B, serie B. Scusate, ma devo rifarmi di tutte quelle volte che quest’anno, per scaramanzia, non ho voluto scrivere e pronunciare questa lettera, significandola solo con i puntini. Si, ho temuto fino al triplice fischio, forse perché non mi rendevo conto che l’incubo era finito. Sono state le urla di gioia e l’abbraccio degli amici con i quali ho assistito alla partita che mi hanno fatto ritornare sulla terra e capire che stavolta era fatta. Anche noi giornalisti siamo fatti di tessuto umano e non ti nego che mentre scrivo queste due righe, gli occhi sono ancora lucidi. E’ stata la vittoria più bella, più sudata, più rocambolesca. Una gara vera, combattuta, ricca di errori da parte delle difese di Cremonese e Trapani che hanno partorito la bellezza di sette gol. Sei nel primo tempo e poi una ripresa con un Trapani più concentrato, più motivato dell’avversario, che trova la zampata vincente al 90’. La vittoria che libera lacrime di gioia, che scaccia i fantasmi del passato, ma che soprattutto vale la serie B».

Sappiamo che il segreto del Trapani è il gruppo, ma se tu dovessi scegliere l’uomo simbolo di questo traguardo, su chi punteresti? 

«Roberto Boscaglia, non ho alcun dubbio. Un allenatore umile, preparato, con la consapevolezza di dove può arrivare, ha cresciuto questi illustri sconosciuti di pari passo alle tante promozioni che in pochi anni si sono susseguite. Tre in quattro stagioni, sono numeri che parlano da soli. Un allenatore capace di andare avanti anche nei momenti più bui. Sfido chiunque ad avere la forza di continuare dopo la cocente delusione della disfatta con il Lanciano. Ma Boscaglia ha dimostrato di avere le spalle larghe e sostenuto a spada tratta dal suo presidente, il migliore dei capitani di lungo corso, il Comandante in Capo, Vittorio Morace, si è rimesso in discussione, ha saputo metabolizzare l’enorme delusione della scorsa stagione, ed ha vinto, e chi vince, ha sempre ragione».

Cosa diresti a coloro i quali hanno contestato Boscaglia per un lungo periodo? 

«Non ho nulla da dire, perché ci ha pensato il terreno di gioco, facendoli divertire per il migliore calcio espresso in Lega Pro dai granata. Ci ha pensato il risultato ottenuto dalla compagine di Boscaglia, coronando in loro un sogno che fino a qualche tempo fa sembrava impossibile. Ci ha pensato la signorilità, il carattere, la personalità di un allenatore che nonostante la contestazione, è riuscito a porgere loro sempre la mano, riuscendo a ricucire lo strappo che si era creato. Poi si sa che il tifoso vorrebbe sempre vincere. Però debbo dirti che già da un bel po’ la contestazione era finita. Merito di entrambi. Da un lato, l’amore e l’attaccamento alla maglia granata ha portato i tifosi a sostenere in maniera veemente il tecnico. Dall’altro il mister granata ha regalato loro una platea che in 108 anni non era riuscito a nessun altro. Ed in tal senso Roberto Boscaglia si è pure levato qualche sassolino dalle scarpe».

Per affrontare il campionato cadetto servono rinforzi. Il gruppo, però, è molto valido. Da chi ripartiresti? 

«Dall’allenatore gelese, grandissimo motivatore. Se lo merita da quando in tempi non sospetti, giurò fedeltà al suo presidente, quando di fronte a succulenti richieste, dichiarò di voler raggiungere risultati prestigiosi con il Trapani. E ora che è approdato nei professionisti, non è appagato, anzi in sintonia con il patron Morace, vuole raggiungere ancora traguardi prestigiosi. Un allenatore che dimostra ancora fame di vittorie, è l’uomo ideale per ripartire il prossimo campionato in serie B. L’ossatura della squadra c’è, è chiaro che il campionato cadetto è lungo e difficile e ci vorranno sicuramente dei rinforzi. E credo che in tal senso il mister granata abbia le idee chiare. Non servono grossi nomi, ma gente volenterosa, disposta al sacrificio ed intelligente per saper recepire i preziosi insegnamenti e le grandi motivazioni che sa trasmettere Roberto Boscaglia».

Pensi che il Provinciale verrà ampliato?

«Mi sembra un po’ difficile, dati i tempi stretti da qui all’inizio del campionato cadetto. C’è da considerare soprattutto che la Provincia, ente proprietario dello stadio, dovrebbe scomparire in virtù della legge approvata a Marzo di quest’anno dal Parlamento Siciliano che decreta l’abolizione delle province siciliane. E quindi il rebus sarà: a chi andranno gli immobili di proprietà di questi Enti? In un momento di incertezza come questo, la preoccupazione maggiore, più dell’ampliamento, dovrà essere rivolta a quegli accorgimenti da fare (tornelli), richiesti dalla Lega per essere idonei a disputare il prossimo campionato di serie B al “Provinciale”».   

Salvatore  Puccio      


Redazione Golsicilia 15/05/2013
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