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Torna l'appuntamento con la rubrica "il quinto grado" a Salvatore Puccio. Con il collega andiamo ad analizzare il momento dei granata.
Un punto in trasferta. Bicchiere mezzo vuoto?
«Non parlerei di bicchiere né mezzo pieno, né mezzo vuoto. In quel di Lumezzane è stato un buon pareggio, conseguito da un buon Trapani, contro un buon avversario. La partita si poteva chiudere già nel primo tempo, con il Trapani che avrebbe potuto concretizzare più del gol messo a segno. Ma, nulla togliendo agli attaccanti granata, che danno l’anima per buttarla dentro, è pur vero che al Trapani manca lo stoccatore d’area di rigore. Il pareggio è diventato ottimo, quando al 91’ Nordi ha compiuto l’ennesimo miracolo sul colpo di testa di Baraye. Ma sarebbe stata una beffa per un Trapani che sul piano del gioco avrebbe meritato sicuramente la vittoria».
Alcune decisioni tattiche del mister hanno fatto discutere. Tu come avresti gestito i cambi?
«Il calcio è bello perché opinabile, per cui tutto può essere discutibile. L’allenatore è colui il quale conosce meglio di qualsiasi altro i suoi giocatori, li segue ogni giorno e quindi se fa delle scelte, sono quelle per lui più giuste per la squadra. Boscaglia ha fatto già capire in queste prime sette giornate di campionato, qual è l’ossatura della sua squadra, gli altri devono girare. Contro il Lumezzane ha tolto Madonia per inserire Filippi, perché gli serviva un giocatore abile nelle palle alte e forse per non rischiare di perdere, infoltire la difesa. Spinelli è subentrato ad uno stanco Tedesco e la sostituzione di Abate per Romeo a tre minuti dalla fine ha il sapore della classica perdita di tempo. Personalmente avrei gestito meglio la presenza in panchina di Gambino, in quanto l’italo-tedesco, in Coppa Italia contro l’Hinterreggio, aveva dimostrato di essere già pronto per dare il suo contributo».
A questo punto della stagione la classifica ti soddisfa?
«Personalmente si. Forse mancano ai granata un punto della sconfitta interna alla 1^ di campionato contro il Carpi ed un punto della sconfitta in quel di Chiavari. Ma va bene così, il campionato è lungo ed il Trapani con il suo quarto posto in classifica per punteggio, sta rispettando i pronostici della vigilia. Poi, se qualcuno vive sui ricordi dello scorso campionato, illudendosi di vedere il Trapani capolista al fianco dell’indiscusso Lecce, può scordarselo. E’ meglio stare lì nelle zone alte della classifica, giocarsi le partite di domenica in domenica e tenere alta la tensione fino alla fine senza cali e rilassamenti vari che possono scaturire da una posizione apparentemente tranquilla in classifica, come se l’obiettivo fosse stato già raggiunto».
Nel prossimo turno sara il Lecce a presentarsi al Provinciale. Che partita sarà?
«Sarà di scena al “Provinciale” la prima della classe in tutti i sensi. Credo che i giocatori leccesi, scendendo in campo si chiedono: “che ci stiamo a fare in questo campionato?”
Ne hanno ben donde a chiederselo perché i salentini sono una compagine di serie A. Scherzi di calciopoli! Il Trapani dovrà affrontare il Lecce tenendo i ritmi molto alti e non permettendo loro di potere giostrare e fare la partita perché saranno guai. Ma nel calcio tutto può succedere e credetemi, Roberto Boscaglia non ci dorme la notte al pensiero di fare lo sgambetto alla squadra di Lerda».
Considerando la diretta televisiva, ti aspetti il "tutto esaurito"?
«Assolutamente no. Tanti sono i motivi perché questo non accade. Intanto vedersela comodamente in poltrona e risparmiare il biglietto allo stadio, conviene. Una vittoria in quel di Lumezzane avrebbe invogliato più gente ad andare allo stadio. E poi non vedo attorno a questa squadra il giusto entusiasmo. E’ qualcosa che avverto a pelle, ho la sensazione che i tifosi granata stiano ancora pensando alla delusione dello scorso anno, ma rimane una mia opinione, posso pure sbagliarmi. In ogni caso vorrei dire ai tifosi granata di mettere da parte qualsiasi rancore per quello che è stato e partecipare in massa lunedì sera al “Provinciale” per rincorrere l’unico e solo amore: il Trapani calcio».