Siracusa-Gela: due giornalisti a confronto

Le esclusive di Golsicilia in vista del derby


Che partita ti aspetti per domenica?

Midolo: «Domenica sarà senza dubbio una bella partita. Entrambe le formazioni giocheranno per vincere. Saranno novanta minuti di grande spettacolo. Sia il Gela che il rigenerato Siracusa stanno onorando al meglio il proprio compito. Si sfideranno due società che negli ultimi anni hanno dimostrato di meritare un palcoscenico importante come quello di Prima Divisione. Stando ai numeri al “De Simone” andrà in scena il secondo derby di Sicilia per prestigio. I ventidue che scenderanno in campo saranno all’altezza della situazione».
Guzzardi: «Mi aspetto una partita tattica, ma non eccessivamente: del resto, è pur sempre un derby. Ipotizzo un primo tempo, in cui le squadre proveranno a giocarsela a viso aperto, che potrebbe condizionare la gestione del match nella ripresa. D'altronde, non potrebbe essere altrimenti: le giornate passano, si comincia a guardare con più attenzione la classifica ed a fare, pertanto, i primi calcoli. Penso ad una partita maschia, agonisticamente valida, nella speranza che non si trascenda in scontri troppo duri. Se l'equilibrio dovesse protrarsi per tutto il primo tempo, è probabile che la squadra che segni per prima, nella seconda frazione di gioco, raccolga poi l'intera posta in palio».

Chi pensi possa essere decisivo?

Midolo: «A centrocampo sarà grande lotta. E penso proprio che in quella porzione di campo sarà deciso il derby. Poi come sempre nel calcio, l’ultima zampata spetterà agli avanti di ambedue le compagini. In questo senso potranno risultare decisive le giocate di Mancino e Abate da una parte, di Cunzi, Franciel e Docente dall’altra. Se devo fare un nome, faccio quello di Abate. Il Siracusa ultimamente va a segno con gli ex. A Foligno in gol è andato De Angelis, mentre a Foggia è stata la giornata di Mancino. Domenica tocca ad Abate, che in passato ha vestito per due stagioni la maglia del Gela».
Guzzardi: «Il Mancino visto alla "Zaccaria" potrebbe essere l'arma in più aretusea, anche perché dalle sue parti non ci sarà lo squalificato Petrassi. Oltre ad essere un ex, con la sua mobilità lungo tutto l'arco d'attacco, Abate potrebbe mettere in difficoltà, senza offrire punti di riferimento certi, la coppia gelese in mezzo alla difesa formata da Porcaro e Cardinale, con il primo in particolare non apparso al meglio nelle ultime 2 apparizioni. Per contro, i padroni di casa dovranno guardarsi bene dagli avanti ospiti, Franciel e Docente per la precisione, che formano una coppia d'attacco ben assortita e capace di togliersi qualsiasi soddisfazione nel girone».

Fantasia: mancano due giornate alla fine del campionato e…

Midolo: «Il Siracusa ha già ottenuto la permanenza in Prima Divisione. Da siracusano è questo il mio più grande augurio. Per quest’anno è l’obiettivo prefissato da tutti. Nonostante il difficilissimo avvio di stagione, culminato con l’allontanamento di mister Romano, sono abbastanza fiducioso. Gli azzurri con Ugolotti hanno imbeccato la strada giusta. Sono subito arrivati i risultati e questo ha dato tranquillità e trasmesso fiducia all’intero ambiente. La squadra si è sbloccata anche mentalmente. I ragazzi, adesso, sanno di potersela giocare contro chiunque
Guzzardi: «Gela e Siracusa hanno già raggiunto quota salvezza e... condividono la testa della classifica».

Che ne pensi della tessera del tifoso?

Midolo: «Una trovata inutile che non porta da nessuna parte. Non credo abbia risolto il problema della violenza negli stadi. Anzi, trovo inconcepibile osservare i settori ospiti vuoti, perché inaccessibili a chi non possiede la famosa tessera, e tifosi “avversari” sistemati nella stessa tribuna, con tutte le conseguenze del caso. Basti pensare al derby di un mesetto fa tra Salernitana e Paganese. Tra le tifoserie esisteva una sincera amicizia, ma dopo circa quaranta minuti è finita a manganellate. Un anno fa, senza tessera, magari non sarebbe successo. Con questo non voglio giustificare nessuno, ma sono del parere che chi sbaglia debba pagare. Le leggi esistono, andrebbero soltanto applicate. Sono contrario alle restrizioni. Sbagliato sparare nel mucchio. I tifosi sono la parte più bella del calcio. Hanno il diritto di seguire la propria squadra in trasferta e vanno tutelati».
Guzzardi: «
Quantomeno, non la dovrebbero chiamare del tifoso: non mi pare, invero, che siano molti i tifosi - specie quelli organizzati – che la sentano tale. Non avendo attecchito nel mondo ultrà, diventa un problema, perché comprano il biglietto della tribuna o della gradinata, laddove non esiste l'obbligo per i soli residenti (città, provincia, regione) ed entrano in contatto con i tifosi avversari. Al “Presti” è capitato nella sfida contro il Foggia di Zeman e per fortuna non è successo nulla dopo una piccola scaramuccia al loro ingresso. Per il resto delle gare, insistendo l'obbligo della residenza, il settore a loro destinato è rimasto desolatamente vuoto e, mi sembra, accada spesso e ovunque: qualcosa vorrà pur dire!»

Ci racconti un aneddoto che ti è capitato seguendo la squadra?

Midolo: «Negli ultimi anni ho varcato lo Stretto tante volte per seguire il Siracusa. In diverse occasioni mi è capitato di ricevere attestati e complimenti dagli addetti ai lavori del posto per la forza dimostrata dagli azzurri in campo avverso. Devo dire che lontano da casa fa un certo effetto. Fa piacere e, inutile nasconderlo, più km maciniamo e più ci riempie d’orgoglio
Guzzardi: «In realtà, nasco come giornalista politico. Seguo il calcio, da addetto ai lavori, da non tanto, pur essendone innamorato da una vita. In questo lasso relativamente breve di tempo, non ho particolari aneddoti da raccontare, almeno in questo momento non me ne vengono in mente».

Che cosa manca per fare il salto di qualità?

Midolo: «La nostra è una squadra costruita per la salvezza. Tra mille difficoltà. Il Siracusa, come lo stesso Gela, per via dell’ammissione in Terza Serie ad agosto inoltrato, è partito in ritardo rispetto agli avversari. In più la scelta di affidarsi ad un tecnico inesperto ma con tanta voglia di emergere come Romano, non ha pagato. Abbiamo così perso più di un mese. Corsi ai ripari con Ugolotti, la situazione è decisamente cambiata. Nel mese di gennaio dovrebbe arrivare un nuovo giocatore. Il centravanti che sfrutti al massimo la prima palla che capiti sotto porta. Ecco, se vogliamo, forse è proprio questa l’unica pedina mancante, in grado di far fare il definitivo salto di qualità alla squadra e di far spiccare il volo verso posizioni di classifica migliori».
Guzzardi: «A Gela, nel calcio, mancano le strutture: quelle che ti permettono di programmare il lavoro e progettare in una prospettiva a medio termine. Per quanto riguarda l'ambiente, c'è l'immatura tendenza a passare dalla facile esaltazione alla repentina depressione. Per quanto concerne, infine, la squadra, mancano un paio di alternative di livello in difesa ed una in attacco, sulla base di un modulo che personalmente ritengo debba essere il 4-4-2, semplicemente perché consente a gran parte degli atleti in rosa di esprimere e mettere in risalto le rispettive caratteristiche e qualità tecnico-tattiche».

Qual è lo stato di salute della squadra in vista del derby?

Midolo: «Il Siracusa sta vivendo la migliore settimana della stagione. Non poteva esserci vigilia più serena in casa azzurra in vista del derby. Gli ultimi risultati hanno galvanizzato l’ambiente. La striscia di risultati utili consecutivi, siamo arrivati a quattro, la dice lunga. Così come il numero dei gol subiti, uno solo nell’ultimo mese. La squadra è in netta crescita, chiedere a Zeman per un’eventuale conferma».
Guzzardi: «Solo un paio di settimane fa avrei risposto ottimo, in vista peraltro di un doppio turno casalingo che se sfruttato appieno, avrebbe assicurato il primato in classifica. Dopo un punto nelle due partite interne, il morale del Gela non è altissimo. Si sa che è un campionato equilibrato, dove nulla è escluso, tutto è possibile, dove non c'è una corazzata che possa dettar legge ed una cenerentola disposta a vestirne i panni, come dimostrano le vittorie esterne di domenica scorsa, per giunta nette, di Siracusa e Cavese a Foggia e Lanciano. Il Viareggio ha messo in difficoltà gli uomini di Provenza, ma nel finale c'era un rigore che avrebbe potuto valere i 3 punti anziché 1. Contro il Cosenza, alcune decisioni del direttore di gara hanno influenzato l'incontro con gli episodi che lo hanno deciso, tutti risoltisi a favore degli ospiti. Inoltre, è emersa una piccola involuzione nel gioco ed alcuni atleti sono apparsi sotto tono. Tant'è che Provenza cambierà qualcosa in vista del derby, anche in relazione alle squalifiche. Probabile l'impiego di due under che hanno avuto poco spazio  finora, come il terzino destro Puccio e l'interno di centrocampo Avantaggiato, nonché l'esterno sinistro Cunzi sin dal primo minuto a supporto del tandem d'attacco».

Provenza e Ugolotti, due filosofie diverse a confronto: quali sono le armi vincenti e le rispettive debolezze?

Midolo: «Ugolotti ha fatto innamorare di se l’intera piazza. Ha una media da postazione Play Off. Ha ridisegnato la squadra nel giro di pochi giorni. Legge bene le partite, gara in corso, e studia con raziocino gli avversari. A Foggia, domenica scorsa, ha fatto un capolavoro. Le debolezze del Siracusa possono essere rappresentate dallo striminzito organico. Anche a mister Provenza vanno i complimenti per il campionato fin qui disputato. La partenza sprint del Gela è quasi storica per il club. E certi risultati non si raggiungono per puro caso. Una delle forze di maggior rilievo del Gela è sicuramente il reparto avanzato. Tolto quello del Foggia, l’attacco del Gela, numeri alla mano, è il migliore dell’intero torneo. Cunzi, Docente, Franciel, Stamilla, Bigazzi e Vegnaduzzo farebbero le fortune di qualsiasi altra squadra del girone. Debolezze? Forse la tenuta atletico-fisica. Anche lo scorso anno i biancoazzurri partirono forte per poi calare alla distanza
Guzzardi: «I moduli con cui schierano le squadre sono diversi, ma vedo una certa somiglianza nelle filosofie di gioco che rispecchiano due personalità che hanno alcuni punti in comune. Ugolotti ha allenato a Gela ed ha lasciato un buon ricordo, sia come tecnico che come uomo. Verosimilmente la sua carriera risente di una scelta professionale che alcuni condividono, altri no: quella cioè di non avere un procuratore. Non a caso, sovente, è chiamato a sostituire altri in panchina e rarissimamente parte dall'inizio di stagione. Eppure, riesce ad inculcare le sue idee ed il suo metodo ritrovandosi con un gruppo di giocatori su cui non ha speso una parola in sede di calciomercato o sul tavolo del rinnovo  contrattuale.  Anche Provenza è apprezzato dentro e fuori dal campo. Sa di giocarsi una grande chance con un presidente come Tuccio. Chance che Ugolotti non ha avuto. Entrambi sono molto equilibrati. Da un punto di vista tattico, curano la fase difensiva a dovere ma pretendono che la squadra dalla cintola in su sappia comportarsi sul campo, in fase propositiva».

Se i tecnici potessero scegliere un giocatore della squadra avversaria, chi potrebbe essere utile al loro tipo di gioco?

Midolo: «Domenica al Siracusa mancherà Moi, difensore centrale, appiedato dal Giudice Sportivo insieme a Bufalino. Ecco perché al Gela toglierei, per questa partita, Franciel. Fossi in Tuccio, o in qualsiasi altro Presidente, invece, farei carte false per Nicola Mancino. L’uomo in più degli aretusei. Ma non si tocca».
Guzzardi: «Abate è un attaccante eclettico e permetterebbe a Provenza di passare dalla coppia in avanti al tridente senza intervenire con un cambio. Credo che ad Ugolotti, come a tanti altri suoi colleghi di prima divisione, non dispiacerebbe affatto aver a disposizione una punta come Franciel».

Proviamo a formulare un pronostico: come finisce la partita?

Midolo: «Partita da tripla. Come ogni derby che si rispetti. Il fattore campo, però, dice Siracusa. La “Curva Anna” sono sicuro potrà recitare un ruolo fondamentale. Al Gela auguro le migliori fortune da lunedì in poi».
Guzzardi: «Tra gli applausi scroscianti del pubblico, a prescindere dal risultato. Più che un pronostico è un auspicio, lo ammetto. Auguro di cuore ai giocatori delle due compagini in campo ed alle due fazioni di supporter sugli spalti, di onorare l'unico derby siciliano in terza serie professionistica».


Dario Li Vigni 06/11/2010
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