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di Gian Paolo Montineri
Domenica la stagione del calcio prenderà il via e si apriranno le porte negli stadi, pur ancora in fase di preparazione, ricorsi e quant'altro. Determinati anche i gironi della Prima divisione, senza tener conto del federalismo e della crisi economica che il calcio sta vivendo: lo dimostra appunto il ridimensionamento della Lega Pro, che mescola come una ruota della fortuna le varie regioni d'Italia.
Il Siracusa in casa, in notturna, alle 20:30 affronta il Teramo. Al De Simone avremo modo di vedere come la nuova generazione di allenatori sta aggiornando il credo calcistico e in questo Andrea Sottil è emblematico. Noi invece siamo andati a disturbare il "credo" dell'atleta, la preparazione e la tabella di marcia per arrivare alla forma migliore per rendere ed ottenere il massimo dal singolo e poi la prestazione collettiva. In questo delicato ruolo entrano in gioco i preparatori atletici, figure che lavorano in sinergia con l'allenatore, sposandone idee e obiettivi. Abbiamo fatto una chiacchierata con il preparatore del Siracusa, Giuseppe Di Mauro, al settimo anno di ruolo...nella squadra aretusea.
Iniziamo chiedendogli in questi anni come si è evoluto il suo ruolo. «Di pari passo alla categorie: nel dilettantismo è realistico che non puoi fare tutto alla perfezione, tempi, budget e strutture non ti permettono di essere perfezionista pur riuscendo come nel mio caso ad ottenere fiducia e risultati, evidenziati nella continuità». Di Mauro tende subito a sottolineare che il suo progetto non è individuale, ma deve essere sempre approvato o addirittura valutato anche dal tecnico che guida la squadra.
«Con i professionisti è già diverso – continua - tutti i ruoli sono "preparati" con confronti e studi più elevati. L'atleta fa solo quello, quindi vi è assoluta progettualità, inoltre oggi l'atleta è anche partecipe di ciò che sta facendo, chiede, s'informa. Da questo punto di vista è cambiato il profilo del giocatore di calcio, è esigente, ci tiene a essere informato su quello che si sta applicando alla prestazione fisica. Naturalmente il tutto è poi assemblato in campo, anche noi siamo soggetti di critica e responsabilità, l'aspetto tattico tecnico deve essere equiparato alla prestazione fisica».
Lo invitiamo a spiegarci in dettaglio o a farci conoscere meglio i giocatori del Siracusa, ci evidenzia che i giocatori riconfermati sono grandi atleti: Moi e Spinelli, Bongiovanni, la grande disponibilità e professionalità di Baiocco, si nota che ha lavorato in serie A. «Il gruppo del Siracusa di quest'anno è una squadra che sta lavorando sulla forza, un mix di tipologie, dall'efficacia muscolare, come integrità, esplosione dello scatto, breve, pochi metri, progressione e velocità esecutiva».
Quindi ci spostiamo alla partita di domenica, contro il Teramo, in casa. Ci stoppa e dice: «Vogliamo andare avanti in Coppa Italia, per il prestigio e la possibilità di entrare subito in tenuta mentale da "gara". Si è fatto un lavoro per avere da subito la squadra dinamica ed efficace, dobbiamo mettere minuti nelle gambe, vogliamo essere già "forti ed efficaci" alla prima di campionato per trasmettere entusiasmo e convinzione. O meglio, l'obiettivo è la vittoria e non solo della singola partita... ».