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Dopo le tante voci dei giorni scorsi è finalmente arrivata l’ufficialità del nuovo allenatore del Siracusa per il prossimo campionato. I tifosi speravano nel ritorno di Auteri o nella riconferma di Ugolotti, ma la dirigenza aretusea ha preferito puntare su un allenatore emergente che fa dell’entusiasmo il suo punto di forza.
LA CARRIERA
Andrea Sottil nasce a Venaria (TO) il 4 gennaio 1974 e tira i primi calci ad un pallone nelle giovanili del Torino. Con i granata vince il campionato Primavera e viene notato dagli osservatori della Nazionale, arrivando a giocare nell’Under 15, U16, U18 e U21. In quattro anni di Toro raccogliere 13 presenze e vince anche una Coppa Italia. Poi passa alla Fiorentina e anche in Toscana può alzare la Coppa Italia raccogliendo in due stagioni 33 presenze e una rete. Poi Atalanta, Udinese, Reggina, Genoa e nel 2005 giunge a Catania dove vive una seconda giovinezza. Alle falde dell’Etna diventa un idolo dei tifosi essendo uno dei protagonisti della promozione in A. Termina la carriera da giocatore ad Alessandria, dopo una parentesi a Rimini, nel 2009/2010.
PRIMA ESPERIENZA IN PANCHINA
Nel gennaio scorso viene chiamato ad allenare i Giovanissimi (classe 1996) del Lucento, squadra di un quartiere di Torino. I suoi punti di forza sono il carisma e il gruppo. Sottil, infatti, è definito dai suoi compagni un autentico motivatore, nonché il classico giocatore “che fa spogliatoio”.
COVERCIANO
Avendo già il patentino allenatore di base ”Uefa B”, ha ottenuto in questi giorni quello “Uefa A” allenatore professionista di seconda categoria, che gli permette di allenare fino alla Lega Pro. Sono stati suoi compagni di corso vecchie conoscenze del calcio italiano come: Emiliano Bigica (ex Bari e Fiorentina), Leonardo Colucci (ex Verona e Bologna), Pasquale Luiso (bomber di Samp e Vicenza), Francesco Cozza (bandiera Reggina), Luis Airton Oliveira (bomber di Cagliari e Catania) e soprattutto Roberto Baggio.
MODULO
In una recente intervista il presidente Luigi Salvoldi parlando di Sottil ha detto: «È uno che ha fatto a lungo la serie A e che sa bene come si gestisce un gruppo. Adotta un modulo che a noi piace tantissimo, cioè il 4-3-3, senza indugiare o tentennare trasformandolo in 4-3-2-1»-
L’esperienza non è dalla sua parte, le motivazioni sì. Solo il campo potrà esprimere un buon giudizio sull’allenatore, quindi mister “In bocca al lupo!”.