Applausi per Sottil all'assemblea AIAC 2011

Nell'evento premiato il nostro collega Gian Paolo Montineri


Dopo una domenica di sosta per la serie A a causa degli impegni delle nazionali, Catania e la Sicilia calcistica vivono un lunedì intenso non sul campo ma in aula magna. Si è infatti tenuta nei locali dell'Hotel AGA, sul Lungomare etneo, l'Assemblea generale annuale della sezione di Catania dell'AIAC, Associazione Italiana Allenatori Calcio. Tanti ospiti di rilievo tra allenatori, giornalisti, come il nostro collega Gian Paolo Montineri, e vecchie glorie del calcio locale, come Gionatha Spinesi.

L'assemblea, curata e guidata da Renato Marletta e Josè Sorbello, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'AIAC, è consistita inizialmente nell'approvazione dei bilanci degli anni 2010 e 2011 da parte dei consociati, non prima di una breve digressione del presidente Marletta sulle difficoltà che il movimento degli allenatori sta affrontando soprattutto a livello regionale e dilettantistico, con i disagi provocati dall'introduzione delle nuove regole da parte della Lega Nazionale Dilettanti.

Il motivo principale dell'incontro è stato però il discorso tenuto da Andrea Sottil, allenatore del Siracusa, invitato come relatore all'assemblea. Tema dell'intervento la propria versione del 4-3-3, modulo prediletto dall'ex difensore di Atalanta, Udinese e Catania per la sua dinamicità e la presenza al suo interno di pochi punti di riferimento. Sottil ha chiarito che non esistono sistemi di gioco vincenti, ma schemi che hanno i loro pregi e le loro manchevolezze; uno stesso schema di gioco può essere inteso in maniera puramente personale, con proprie interpretazioni e propri accorgimenti: indicativo in tal senso il trattamento dello stesso modulo (appunto il 4-3-3) negli anni della sua militanza al Catania in maniera differente da parte di due tecnici diversi, Marino e Baldini.

Il 4-3-3 di Sottil è un modulo camaleontico, passibile di trasformarsi in 5-3-2 (schema attualmente usato a Siracusa a partire dalle ultime gare), che prevede in particolare un centrocampo che deve avere il pallino del gioco in mano, con un play basso dotato di buon palleggio e i due interni capaci di fare costante movimento e che assicurino qualità nella proposizione e sostanza nell'interdizione; interdizione da cui sono sostanzialmente esonerati i due esterni offensivi, che secondo Sottil non devono dedicarsi alla copertura nella propria fascia onde trovarsi molto distanti dalla porta avversaria ed essere costretti ad effettuare un dispendio di energie che li renda poco lucidi nella ripresa.

Oltre alla descrizione del proprio 4-3-3 in termini più dettagliati, il tecnico aretuseo si è soffermato anche sull'importanza del lavoro dell'allenatore e dei suoi requisiti fondamentali: tra questi la conoscenza degli elementi a disposizione e la capacità di sceglierli e gestirli, giudicate di primaria importanza soprattutto per quei tecnici che con un curriculum povero devono puntare sulla sostanza del proprio operato, avendo la lucidità di cambiare quando necessario e di non insistere su uno schema di gioco compatibile con il proprio credo calcistico ma non le capacità dei giocatori.

Dopo le risposte dell'allenatore alle domande dei presenti, l'evento è proseguito con gli interventi del presidente del Coni Catania, Pippo Crisafulli, e del presidente della FIGC di Catania, Carmelo Pergolizzi. Successivamente la parte finale dell'incontro è stata riempita per intero alle premiazioni degli allenatori dell'hinterland catanese che si sono meglio distinti nella scorsa stagione agonistica, ma anche degli arbitri, delle persone vicine al movimento e dei giornalisti che con il loro lavoro hanno dato voce ad una categoria bisognosa di esprimersi in un calcio che non lascia ad essa tregua senza i risultati. Proprio tra i giornalisti è stato incluso il nostro inviato di Siracusa Gian Paolo Montineri, insignito della targa AIAC dal presidente dell'Associazione Renato Marletta: a lui i complimenti di tutta la redazione.


Michele Patanè 12/10/2011
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