‘’Le Ops…’’ del Monti: il calcio che verrà, tra fusioni e ripescaggi…

Editoriale sulla situazione che ha colpito nell’ultimo periodo il calcio siculo


Dall’Oscar dell’allenatore di qualche giorno fa mi porto alcune considerazioni, che da oggi in poi possono essere i nuovi parametri di calcio allenato, progettato e di proiezione, legato mai come quest’anno ai passaggi di titolo, fusioni, cavilli catastali e non.

Inizio con un dato di fatto: gli allenatori non vogliono essere i soggetti da macello, è chiaro l’obiettivo, che non faranno da schermo ai dirigenti oltremodo finti delle passate stagioni, sono ben consci, che il loro ruolo oggi non è condizionante. Sanno e sono coerenti che la meritocrazia nel calcio ha poco realismo, ma sono i risultati delle prime gare a determinarne presente e futuro. Con la concorrenza, sleale o meno, dello “sponsor personale”. Sanno che la programmazione estiva è la più superficiale, con le giuste eccezioni per le problematiche economiche, sanno che oggi possono anche studiare in modo manageriale il progetto a tal punto di verificarne la ponderabilità.

Il presidente regionale dell’A.I.A.C. regionale Abisso non ha dubbi: “Stop ai dirigenti illusivi, allusivi e poco realisti. Si stanno perdendo forze economiche, risorse tecniche e magari la faccia. Il calcio è molto razionale, non per come sta vivendo”.

Quindi ritengo e m’immagino che tutto quello che stiamo vivendo e scrivendo sono delle novità e magari investimenti di razionalità… Però credo che tutto è legato alla riforma della Lega Pro ed alle sue trasformazioni. Immagino, se dovesse passare la media età, che chi come dichiarato dal Messina dei Lo Monaco son pronti a rinunciare ai circa 200.000 euro di bonus per fare una squadra da obiettivo vincente con la media di 24 anni, che rischia di non ottenere il risultato finale. La vittoria che ti catapulta in categorie privilegiate, di contro può esserci un effetto onda anomala, tantissimi giocatori che rimangono galleggianti. Una forma di precariato con i salvagenti, che per non rimanere alla deriva arriveranno in serie D che a detta di tutti gli esperti è la categoria da ghigliottina. Ecco come ci dobbiamo preparare alla stagione che sta per attivarsi, sistema calcio da “Sub”, grande preparazione a rimanere senza ossigeno, capacità di galleggiare e magari non sottovalutare le bombole…

Il Risiko dei passaggi di titoli sportivi, ci ha fatto diventare per forza di cose studiosi del territorio siciliano e di quelle norme che il calcio in alcune circostanze difende. Per poi cambiarle per benefici economici, non vediamo altro… purtroppo. È sotto gli occhi di tutti che la stagione trascorsa ha lasciato una scia di debiti e di addebiti di qualche milioncino d’euro, che non sono entrate nelle casse federali e dello Stato, ma soprattutto ai tesserati, quindi il sistema integrato. Il caso Ribera ha aperto un infinito dibattito di confronto tra regole, norme eccetera eccetera. Al Ribera serviva solamente uno stadio omologato per la D, invece si è passati ad una fusione molto scientifica con l’Acireale retrocesso in Eccellenza. Certo manca ancora l’ufficialità della Lega, ma aver permesso di fare il 99% del processo burocratico e giuridico, si dice sempre che il più è fatto.


Gian Paolo Montineri 04/07/2013
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