22:00 Palermo: contatti con Capello? 21:20 Mercato: Lamanna nel mirino di Palermo e Catania 21:03 Cesena: oggi svolta doppia seduta 20:46 Serie D, le designazioni arbitrali 20:25 Siracusa: il 3 maggio incontro con l'AIAC Catania 20:17 I div. gir. B, gli arbitri delle siciliane 20:08 Trapani: domani seduta pomeridiana al 'Provinciale' 19:46 Messina, Occhipinti: «Vogliamo riscattarci subito» 19:33 Catania: domani il club etneo a 'Mattina Sport' 19:09 Catania: domani Marchese e Terraciano in conferenza 18:49 SONDAGGIO - MORTE MOROSINI: GIUSTO FERMARSI? 18:28 Palermo: ritorno di fiamma per Yacob? 18:21 Isola Liri-Milazzo 0-5: il tabellino

Amenta (stilista Napoli): «La bellezza non ha età, sesso e natura»

A tu per tu con lo stilista del Napoli calcio


Un aperitivo di Pasquetta molto speciale. Un incontro pieno di storia calcistica ma visto dal lato della bellezza estetica. Attorno al calcio ci sono soggetti e profili aziendali che rendono ancora più bello questo mondo. Nell’era della massima visibilità mediatica e commerciale, il calciatore è diventato icona a soggetto giuridico, ha perfezionato la sua immagine, così anche le società sportive hanno ceduto a questa regola curando il “look” e tutto ciò che ne comporta. Quindi si appoggiano o addirittura vendono il loro pacchetto allo stilista, col il fine di rendere elegante il calciatore ad aumentarne la stima attorno a loro.

Fra questi c’è Salvatore Amenta, siciliano, di Solarino, che emigra dal Sud al… Sud, cioè Napoli. Appena maggiorenne decide di dare spazio e vita alla sua indole di sartoria eccentrica, legata alla bellezza maschile, Napoli lo accoglie in modo surreale, tanto che diventa la firma dell’immagine del Napoli calcio. Da Ferlaino a De Laurentis, dal 1993 ad oggi, ha vestito e formato rendendo più forte il “made in Italy”.

cannavaroOggi Sasà, così è conosciuto a Napoli e non solo, è un’istituzione del buon gusto maschile. Egli rende omaggio alla creatura umana ch’è l’uomo calciatore o atleta di questo millennio. Naturalmente andiamo a cronologia legata ai grandi nomi del calcio, così si sofferma a Maradona, il quale mandava la moglie per far provare a casa i vestiti, poiché era assolutamente impossibile uscire per Diego a Napoli. C’è magia nel racconto di Sasà, la magia di chi ha la fortuna o la bravura di stare nel mondo del calcio.

(a destra Sasà Amenta con un giovanissimo Fabio Cannavaro)

Si sofferma su una parabola da vangelo calcistico e ne ricama un richiamo a chi crede che il calciatore è solo fortunato:

«Dovete sapere che il calciatore di serie A non è assolutamente libero, anzi. Noi vediamo un privilegiato, ricco e magari viziato. No, non è così, egli è un sorvegliato speciale, una macchina perfetta, suda sangue per ottenere la maglia da titolare e quando s’infortuna sono guai, perché la sua vita lavorativa è breve, devono essere uomini perfetti e belli. Nel Napoli, dal 1993, ne ho vestiti di giocatori, dirigenti giornalisti».

Gli chiedo di indicarmi alcuni nomi eleganti, che gli hanno semplificato la vita, poiché eleganti di personalità, ed ecco la lista:

«Taglialatela, sfortunato per il periodo, ma grande uomo ed atleta (ci suggerisce di seguire il figlio, già nel calcio semiprofessionistico è un grande portiere, ndr); Ciro Ferrara, è così come lo vediamo, genuino; Boghossian; fra i tecnici Lippi, fra i più esteti e perfezionisti, il suo curriculum parla chiaro; divertentissimo e leale Boskov; il vero miracolo è stato Daniel Fonseca, con il viola che ai tempi non era nella lista dei colori maschili, ma candidamente mi spiegò che veste come vestono nel suo paese, egli era avanti. Quindi il mio lavoro di creare la bellezza estetica e del buon gusto di vestire con lui, ebbe il massimo risalto poiché oggi Daniel Fonseca è un grande uomo, un grande manager e bello nei modi e nel vestire». 

Il calciatore di oggi è cambiato? Soprattutto culturalmente visto che il tuo atelier è un salotto….

«Oggi il calciatore è manager, laureato, attento a tutto quello che gli accade attorno. Non sono assolutamente superficiali e curano il loro aspetto, già perfetto fisicamente. Per questo l’abito che deve indossare, deve evidenziare le sue forme. Sì, le sue forme, perché l’uomo oggi tiene maggiormente al suo stato fisico, quasi pareggiando la vanità femminile. Naturalmente non tutti hanno la tartaruga, il mio lavoro è legato all’eleganza, al taglio giusto e magari ad ammorbidire alcuni angoli che sono espansi».

La tua azienda?

«Tutta “made in Italy”, otto collaboratori assunti non per curriculum ma per istinto. Cioè scelti per la loro caratteristica migliore, raffinatezza, eleganza e diritto di riservatezza. Perché da me passano tanti gossip, quindi la mia riservatezza non è mai venuta meno».boskov

(a sinistra Amenta con Boskov)

Oggi Sasà ha 60 anni, devo dire portati con grande carisma ed eleganza, egli stesso è garanzia della sua azienda, sottolinea “made in Italy”, è ciò che il mondo ama. Eppure noi no, lo bistrattiamo con le etichette, si può essere glamour anche con la sartoria su misura ed italiana. Com’è Napoli città anche in vista della “America’s Cup”?

«Napoli è unica. Questa città è in una fase di cambiamento radicale, strutturale. Sarà una nuova era napoletana. A chi, con le cronache di tutti giorni, descrive una Napoli violenta, consiglio di andare anche in altre città e nelle loro periferie, per poi giudicare».

Lo stuzzichiamo sul “tarocco”, non il frutto ma la copia dei loghi…

«Io non subisco questo lancio commerciale, perché vesto l’uomo in modo individuale e strettamente personale. Dovrebbero taroccare ogni mio cliente allora!».

Torniamo ai giorni nostri, con questo Napoli che ha giocato la Champions League e lotta per le prime posizioni.

«De Laurentis ha nel DNA lo spettacolo, è il primo sceneggiatore. Grande manager, sta facendo e farà ancora tanto con questo Napoli. Commette errori chi sottovaluta l’uomo De Laurentis, egli è il primo ad amare la bellezza, ed in campo ha i suoi tre tenori per questo».

Gli chiediamo della giacca che Mazzarri lancia e rilancia. Pensiamo alla quantità di capi che deve tenere in armadio, come i treni di gomme delle auto di Formula 1…

«Grande uomo, una corazza, ambizioso. È la prova che il mio prodotto può subire i peggiori maltrattamenti».

PS (1), fuori intervista. Se il Napoli non arriverà terzo in classifica, quindi niente qualificazione Champions, Mazzarri non allenerà più gli azzurri e potrebbero essere ceduti due dei tre tenori (Hamsik, Cavani, Lavezzi);

PS (2). Sembra ci sia un accordo già concluso per Perinetti prossimo vicepresidente del Palermo e Sannino allenatore per la prossima stagione.

di Gian Paolo Montineri



CLICCA QUI per seguire Golsicilia su Facebook

Redazione Golsicilia 17/04/2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Golsicilia.it © 2012 Testata giornalistica telematica sportiva registrata presso il Tribunale di Palermo con pratica n.6 del 03/02/2010 e il Registro operatori della comunicazione con pratica n.20399
Direttore responsabile Roberto Immesi  –   Edito dalla Montalbano editore di David Montalbano - via Cortigiani, 19 – 90135 Palermo – P.I. : 02582420846