Presidente Riviera: «Sbagliata la ricostruzione del Giarre»

Riceviamo e pubblichiamo


Continua il botta e risposta a distanza tra Riviera dello Stretto e Real Giarre. Dopo l’intervista al presidente etneo Di Martino che ci ha raccontato la sua versione dei fatti (vai in fondo alla pagina per trovare il link), riceviamo e pubblichiamo la risposta del presidente messinese Massimo De Domenico.

Punto 1. All'arrivo del Giarre calcio alle 13,55 del 16 marzo nessun atto di violenza è stato effettuato nei confronti dei tesserati del Giarre, ma solo un semplice scontro verbale, peraltro si riferiva alla partita di andata, quando a fine partita nel sottopasso che porta negli spogliatoi alcuni miei giocatori sono stati aggrediti da tesserati del Giarre, rei solo di aver pareggiato la partita (il tutto è confermato dal referto del Commissario di campo) ma non solo. Il giocatore che avrebbe preso (a loro dire) lo schiaffo e sarebbe rimasto scioccato... ha giocato 81 minuti, ha realizzato il gol, ed ha partecipato attivamente ai tafferugli, tanto che è stato squalifica per 5 turni (veramente scioccato…).

Punto 2. Si arriva al fatidico  35° del secondo tempo quando un mio giocatore e  N° 9 del Real Giarre vengono espulsi; mentre il mio n° 8, Cannistraci Dario, si toglie la maglietta e va verso gli spogliatoi,  il n° 9 del R.Giarre anzichè andare, come da regolamento, negli spogliatoi, “si dirige verso la panchina del Riviera e verso i sostenitori locali con gesti provocatori e sussurrando la seguente parola “suuuca”(vedasi referto Arbitrale) e reiterava “invece di raggiungere gli spogliatoi si portava nei pressi della propria panchina e, beccato dal pubblico, perseverava con frasi e  gesti il proprio comportamento irridenti, che ne aveva provocato l'espulsione”. (vedasi referto del Commissario di Campo). Le parole in neretto solo estratti dei referti…

Questo comportamento  provocatorio, imprudente, insolente, nonché assolutamente antisportivo, in antitesi con le più elementari norme comportamentali e di rispetto verso gli avversari. Quello tenuto dal n° 9 del Real Giarre  ha avuto come unico scopo quello di determinare un eccessivo inasprimento degli animi con risvolti peraltro assimilabili all’istigazione alla violenza. Tale comportamento colpisce i punti cardini della F.I.G.C. e L.N.D., ma non solo, ricordo a me stessa, che il decimo valore che compare sul sito della UEFA Champions League è il RISPETTO....

Chiudo  con un commento , non me ne voglia il Presidente del Giarre, che rispetto e per il quale non c’è nessuna altra motivazione se non quella di riportare tutto alla verità assumendomi per conto del Riviera le nostra responsabilità. Avrei gradito che anche qualche altro assumesse le proprie responsabilità senza scaricarle sugli altri e difendendo l'indifendibile, perché' se il calcio si trova in queste condizioni è perché noi dirigenti non abbiamo il coraggio di allontanare dai campi di gioco elementi che nulla hanno a che fare con il calcio, ma nulla hanno a che fare con lo sport in generale. Io l'ho fatto allontanando dalla mia squadra coloro che quel sabato hanno sbagliato, lui pensa a difenderli. Forse è questa la grande differenza, io difendo il calcio, altre persone difendono il loro piccolo orto calpestando i veri valori dello sport. Anch'io ho parlato con il Presidente Morgana ma non ho chiesto né tanto meno ho fatto un meschino ricatto, ma potete stare certi che se dovesse vincere la linea del Giarre avrà perso il calcio e sicuramente non ci sarà più posto per me”. Massimo De Domenico – Riviera dello Stretto.

CLICCA QUI per leggere l'intervista al presidente del Real Giarre.


Redazione Golsicilia 25/03/2013
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