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A quattro giorni dalla sfida del "Vincenzo Presti", abbiamo raccolto i pareri e le sensazioni di due firme del giornalismo sportivo siciliano: da una parte Filippo Guzzardi, del Corriere di Gela. Dall'altra, Antonio Midolo, del settimanale Sportivissimo.
Domenica il derby, che partita ti aspetti?
Guzzardi: «Imprevedibile ed aperto a qualsiasi risultato, come di solito è ogni derby, soprattutto se consideriamo che entrambe sono chiamate a vincere benché per differenti motivi».
Midolo: «Sarà derby vero. Il Gela darà il massimo, e forse qualcosa in più, per cancellare la sconfitta rimediata nello scontro diretto di Cosenza. La classifica dice che agli uomini di mister Ammirata servono i tre punti per cercare di evitare i play out. Situazione opposta in casa Siracusa. Ma gli azzurri non scenderanno al “Presti” in villeggiatura. Anzi, Giordano e compagni si giocheranno buona parte di stagione nella sfida di domenica prossima. Un successo, infatti, lancerebbe il Siracusa in piena orbita play off. Posta in palio altissima, dunque, per entrambe le compagini. Sfida avvincente».
Il Siracusa ha il morale alto per la vittoria con il Foggia, mentre il Gela è reduce dalla sconfitta di Cosenza ma ha riposato una settimana in più. Cosa potrà essere più determinante?
Guzzardi: «In partite del genere, le motivazioni e l'approccio alla gara sono due fattori strettamente interdipendenti e suscettibili di risultare determinanti. Se, come penso, entrambe scenderanno in campo con la voglia di ottenere l'intera posta in palio, determinanti saranno i singoli episodi o una qualche giocata di un atleta che magari pescherà il jolly della domenica. Al contrario, è mia convinzione che chi scenderà in campo anche con un pizzico di paura di perdere, rischierà proprio di incassare una sconfitta».
Midolo: «Non credo che la settimana in più di riposo sulle gambe dei giocatori del Gela risulterà determinante. Anche perché il Siracusa ammirato, domenica scorsa, contro il Foggia, ha dimostrato di essere in buone condizioni fisiche, nonostante i primi caldi. Il fattore campo, invece, giocherà a favore del Gela. Inspiegabile, a tal proposito, il divieto imposto dall’Osservatorio alla tifoseria siracusana. Nel girone d’andata ricordiamo una grande giornata di festa con entrambe le tifoserie sistemate nello stesso settore. Peccato. Potevamo benissimo rivivere una splendida giornata di sport in Sicilia. Persa una buona occasione. Occhio, però, alla maggiore serenità del Siracusa».
Chi potrà essere decisivo da una parte e dall’altra?
Guzzardi: «Cunzi nel Gela. Mancino nel Siracusa».
Midolo: «I motivi per vedere una partita molto tirata, sono tantissimi. Sarà una battaglia tattica, con i centrocampisti a farla da padrone. Una gara che solo un guizzo potrà incanalare da una parte o dall’altra. Ecco perché punterei sui due maggiori fantasisti. Cunzi per il Gela e Mancino per il Siracusa».
Che augurio ti senti di fare ai “cugini”?
Guzzardi: «Se vincono a Gela il mio augurio è di non vanificare tutto e di accedere ai play off. Se non vincono e le dirette concorrenti muovono la classifica, sarà molto difficile, se non improbo, raggiungere un tale obiettivo. In ogni caso, il campionato del Siracusa di Ugolotti - tecnico che a Gela non a caso ha lasciato un buon ricordo - è stato fantastico, considerato l'handicap con cui è partito ed un club che, non dimentichiamolo, è pur sempre una matricola».
Midolo: «Sicuramente auguro al Gela di mantenere la categoria, senza l’ausilio degli spareggi salvezza. Sfide, quelle, da provare ad evitare in qualunque modo. Nonostante l’organico gelese sia un gradino superiore a quello delle altre formazioni invischiate nella lotta. La Prima Divisione è un patrimonio. E va difesa».
Cosa è mancato a entrambe per fare il salto di qualità?
Guzzardi: «A mio avviso, con l'arrivo di Ugolotti e di qualche giocatore in corso d'opera, gli aretusei il salto di qualità, invero, lo hanno fatto. Se non arriveranno a disputare i play off è solo ed esclusivamente a causa della falsa partenza iniziale. Il consiglio, alquanto spassionato, è di dare la possibilità ad Ugolotti di iniziare il campionato venturo. A Gela il cambio dell'allenatore, a prescindere dalle qualità dello stesso, è arrivato in ritardo e con una squadra smantellata nell'ambito di un progetto fortemente ridimensionato. La salvezza è quasi un miracolo, ad oggi ancora possibile. La società, dall'impeccabile modello gestionale, paga però dazio ogni anno perché, anche per responsabilità non proprie, non riesce a dare continuità al progetto sportivo, cambiandolo ogni estate e anche durante il campionato. Diventa estremamente arduo, sulla base di queste premesse, pretendere poi risultati eccellenti».
Midolo: «Un po’ come la scorsa stagione, al Gela, è mancata la continuità necessaria per mantenersi in posizioni di classifica migliori. Partenza ottima, poi il crollo. Una volta precipitati nei bassifondi, cambiare obiettivo a stagione in corso, diventa dura un po’ per tutti. Ammirata, però, ha i requisiti necessari per salvare questa squadra. L’esperienza è dalla sua parte, il Gela ha tutte le carte in regola per venirne fuori. Diametralmente opposto il campionato del Siracusa, iniziato, praticamente, alla sesta giornata. Un cammino quello con mister Ugolotti che ha portato gli azzurri a salvarsi con due mesi d’anticipo. E come se non bastasse, in città, adesso, si sogna qualcosa di ancora più importante. Nonostante il cammino esterno: appena 8 i punti conquistati fuori dal “De Simone”. Ecco l’unico punto debole. Una squadra schiacciasassi in casa e timida in trasferta».
Sia ai biancazzurri che agli aretusei è mancato un bomber di razza dai 15 gol a stagione. Quanto ha influito sul campionato?
Guzzardi: «Ovviamente ha influito, bisogna vedere in che misura. E ciò dipende dalla circostanza che vede anche gli altri andare a segno. Mi riferisco ai difensori che salgono in occasione dei calci da fermo, corner in particolare. Mi riferisco a centrocampisti che ci provano dalla distanza o che sanno inserirsi senza palla. Soprattutto mi riferisco alla fase offensiva considerata nel complesso: se hai un bomber che fa 18 goal ed un partner che si sacrifica alla causa e ne realizza al massimo 5, è meglio averne uno che ne fa 10 ma che riesce a farne fare altrettanti, in un ipotetico tridente ad esempio, ai due partner d'attacco. I numeri non mentono».
Midolo: «Naturalmente tantissimo. A entrambe manca l’attaccante d’area piccola. Quello, per intenderci, capace di insaccare in rete anche il più insignificante dei palloni. Basti pensare a tutte le sconfitte rimediate, per 1 a 0, in campo esterno, dal Siracusa. L’attacco del Gela vanta pure un gol in più. Ma in poche hanno fatto peggio delle siciliane. Il Siracusa punta sulla ‘difesa’. Ad oggi tra le migliori in assoluto del campionato. Con appena 3 gol in più subiti rispetto alla capolista indiscussa Nocerina. Non è un caso che in 180 minuti l’attacco del Foggia non sia riuscito a fare un solo gol a Baiocco. Primato che può vantare solo la formazione aretusea».
Chi è il giocatore finora che ti ha sorpreso di più e quello che ti ha deluso maggiormente di entrambe le squadre?
Guzzardi: «Per quanto riguarda il Siracusa, sul giocatore che mi ha sorpreso di più, la risposta è facile: Mancino. A cui aggiungerei Bufalino. Per contro, ipotizzavo un contributo più decisivo da parte di Abate. Per quanto riguarda il Gela, mi aspettavo di più da Giardina e sono convinto che il suo apporto in cabina di regia e soprattutto in termini di esperienza può rivelarsi determinante in ottica salvezza in questo rush finale. Onestamente, sono rimasto piacevolmente sorpreso da alcuni giovani arrivati quest'estate: vedi Piano, D'Anna e Bigazzi, nonché dalla serietà del centrale difensivo Cardinale che si ritrova, con tutta evidenza, nel pieno della sua maturazione professionale. Mi ha sorpreso, devo ammetterlo, vedere Docente giocare molto più per la squadra che per se stesso: e cioè come lo ricordavo anni fa. Non so se definirla un'evoluzione o un'involuzione. Si sapeva che non è un bomber di razza. Anche in questo caso, insomma, dovremo aspettare la fine del campionato per dare un giudizio definitivo».
Midolo: «I numeri parlano chiaro. Con qualche gol in più, anche la classifica sarebbe stata diversa. Ecco perché tutti puntano il dito sui reparti offensivi. Ma, per esempio, il Siracusa ha fatto di necessità virtù, e cambiato il modo di giocare, adesso, risulta quasi impossibile ‘bocciare’ o ‘premiare’ qualcuno rispetto agli altri. Tutti danno una mano, tutti si sacrificano e tutti svolgono il compito loro assegnato dal mister. Mi ha sorpreso l’unità del gruppo, la vera forza di questa squadra».
Proviamo a fare un pronostico: come finisce la partita?
Guzzardi: «Provo a metterla sul piano della cabala, piuttosto. Fino a 2 settimane fa, c'erano 3 squadre che non avevano ancora vinto nel girone di ritorno. Nell'ultima di campionato è toccato al Cosenza sbloccarsi, giusto contro il Gela. Nel recupero di domenica scorsa, con il campionato in sosta, è toccato alla Cavese che è tornata di colpo a sperare, quasi resuscitata contro il Barletta. La legge dei grandi numeri sembrerebbe predire che questa domenica possa essere il turno del Gela. L'augurio è che sia, comunque, una festa dello sport. Peccato per il divieto del Casms».
Midolo: «Sicuramente under».
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