



Trapani-Avellino: la resa dei conti
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Due Torri, Scaffidi: «Ce la giocheremo»
Che partita ti aspetti domenica?
Docente: «Mi aspetto una partita tanto bella quanto importante. È pur vero che per loro è molto più importante rispetto che per noi, ma ci teniamo a fare bella figura davanti ai nostri tifosi. Dobbiamo evitare a tutti i costi i play out, ma siamo consapevoli di affrontare una partita molto difficile. Loro diciamo che non hanno “niente” da perdere, mentre noi ci giochiamo in qualche modo la permanenza in prima divisione. Dal punto vista psicologico loro sono nettamente favoriti ma faremo di tutto per conquistare i tre punti».
Mancino: «Sarà una partita dura perché noi lottiamo per i play off mentre loro per evitare i play out. Conosco molti giocatori del Gela da anni e posso assicurare che sanno come si prepara al meglio una partita come questa, sia dal punto di vista psicologico che da quello fisico. Hanno tutte le carte in regola per metterci in difficoltà, ma noi andiamo a Gela per vincere e per continuare la rincorsa ai play off».
Viste le tue caratteristiche sei un giocatore abbastanza duttile. Ma quale posizione preferisci in campo?
Docente: «Premetto che sono disposto a giocare in qualsiasi posizione il mister mi chieda. Io sono una prima punta e al centro dell’attacco mi trovo più a mio agio perché trovo più spazi liberi dove inserirmi e provare ad essere letale».
Mancino: «In questo momento gioco come esterno e sono contento così perché posso mettere in luce tutte le mie qualità. Ma anche giocare dietro le punte non mi dispiace».
A livello personale, il tuo obiettivo stagionale qual è?
Docente: «Il mio obiettivo stagionale, arrivato a questo punto, è la salvezza. Sarei disposto a barattare le mie reti pur di raggiungere quanto prima la matematica permanenza in prima divisione con questa maglia che mi ha dato veramente tanto. In queste ultime sei partite non mi interessa più andare a segno, bensì raggiungere il bene comune per il gruppo e per la città».
Mancino: «Detto in tutta onestà, punto ad arrivare a quota dieci reti visto che sono già a otto e per un centrocampista non sono pochi. In ogni caso viene prima il bene della squadra e poi quello personale».
Come si vive l’attesa di un derby? Hai qualche gesto scaramantico?
Docente: «Non ho nessun genere di gesto scaramantico né prima di un derby né prima di una partita normale. Di derby ne ho giocati tantissimi ma in qualsiasi caso, ogni match che sia derby oppure no, ha un’importanza assoluta».
Mancino: «Sarà una partita come tante altre ma sarà un po’ più sentita. Noi cercheremo di imporci come all’andata, ma sappiamo che non è facile. Non sono un tipo scaramantico nella vita, figuriamoci per una partita di calcio. Alla fine se vinci è perché lo meriti, perché in campo hai dato l’anima e tutto te stesso. Non per un gesto che credi possa cambiare, in positivo e/o negativo, la giornata».
L’anno prossimo rimani o vai via?
Docente: «Io sono in scadenza di contratto a giugno, poi tra due mesi vedremo cosa succederà. Parlare adesso di futuro è prematuro quindi preferisco non esprimermi. Contatti con altre società? No, lo escludo nella maniera più categorica. Per il momento penso solo al Gela e al bene del Gela»;
Mancino: «Spero di rimanere perché sono tanto legato alla città e alla maglia. Prima però voglio vagliare tutte le situazioni che si vengono a creare da qui alla fine dell’anno e insieme alla società provare a programmare il futuro».
Cosa ne pensi della decisione del Casms di vietare la trasferta ai tifosi aretusei?
Docente: «Sinceramente non capisco questa decisione. Accetto ma non condivido. Nella gara di andata è filato tutto liscio come l’olio con le due tifoserie addirittura vicine tra loro ma che non hanno minimamente accennato agli scontri fisici. Giuro sono senza parole».
Mancino: «Ho saputo in settimana che i nostri tifosi non potevano raggiungerci a Gela e sono rimasto basito. Nella gara d’andata tutto andò per il verso giusto e non ci furono scontri. Detto in tutta sincerità la reputo una cavolata (usa un termine più colorito, ndr)».
Te la senti di fare un pronostico?
Docente: «Il Presidente dice che vinciamo due a uno? Non amo fare pronostici perché non sono il tipo. Posso semplicemente aggiungere che quella di domenica, per noi, è una partita cruciale quindi metteremo in campo il massimo impegno possibile sia per scalare la classifica, sia per regalare una gioia ai nostri tifosi».
Mancino: «Dico che ce la possiamo fare ma non voglio esprimermi sulle possibili reti».
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