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Il Palermo si appresta a concludere il proprio 2011 al nono posto, appena dietro i cugini del Catania. Ecco una valutazione di tutti i protagonisti di una delle annate più significative per il club di viale del Fante, giunto sino all'atto conclusivo dell'ultima edizione della Coppa Italia. Il voto più alto, ve lo anticipiamo, spetta a Delio Rossi.
PORTIERI:
Giacomo Brichetto: 6. Solo una presenza, in Coppa Italia contro il Siena. 6 di stima.
Salvatore Sirigu: 5,5. Lascia Palermo in punta di piedi, ma nessuno ne rimpiange la partenza. Il suo 2011 in maglia rosanero condizionato da troppi alti e bassi. Disinstallato.
Francesco Benussi: 6,5. Da riserva con le valigie in mano a titolare nel giro di due mesi e mezzo. Prestazioni sempre all’altezza della situazione, sicurezza e affidabilità le sue doti migliori. Esperto.
Alexandros Tzorvas: 5,5. Qualche evidenze carenza tecnica induce Mangia a preferirgli Benussi. Dopo l’infortunio patito in Coppa Italia la sua parentesi in Sicilia pareva conclusa, l’arrivo di Mutti potrebbe cambiare le carte in tavola. Provaci ancora.
DIFENSORI:
Dorin Goian: 6,5. Accettare le scelte tecniche e lavorare sodo: le caratteristiche del giocatore desiderato da ogni allenatore. Ceduto con eccessiva leggerezza. Gigante buono.
Cesare Bovo: 6,5. Un inizio di 2011 sicuramente superiore alla parte finale dell’annata precedente. Realizza il rigore che manda il Palermo in finale di Coppa Italia, poi la decisione di svestire il rosanero e tornare al Genoa. Ex.
Ezequiel Muñoz: 5,5. Troppi errori veniali condizionano rendimento e valutazione. Sigla la rete della bandiera nell’atto conclusivo della Tim Cup contro l’Inter. Impacciato.
Mattia Cassani: 5. Disastrosa la sua finale, probabilmente una delle peggiori prestazioni in carriera. Lascia la Sicilia dopo il preliminare di Europa League disputato con una svogliatezza quasi imbarazzante. Demotivato.
Santiago García: 4,5. L’ingenua espulsione rimediata al “Dall’Ara” di Bologna gli sbarra la strada. Spaesato.
Matteo Darmian: 6. La sua sfortuna è quella di trovare Balzaretti nel momento migliore del suo percorso da calciatore, ma farà strada. Next time.
Federico Balzaretti: 7,5. Trascinatore, uomo spogliatoio, elemento fondamentale. Questo basta e avanza per raccontare il suo 2011. Gli si perdona qualche passaggio a vuoto. Partecipa alla finale di Roma recuperando da un infortunio a tempo di record. Stantuffo.
Siniša Anđelković: 4. Palermo-Udinese 0-7: l’uomo sbagliato nel posto sbagliato. Bidone.
Moris Carrozzieri: 5. Appena rientrato dalla squalifica, fa in tempo a scendere in campo contro l’Inter. Poco eleganti le richieste avanzate all’ex “padre” Zamparini. Ingrato.
Mauro Cetto: 5,5. Dopo una prima parte di stagione nel dimenticatoio, Mangia comincia a proporlo con una certa regolarità. Toppa la trasferta allo “Juventus Stadium”, da quel momento qualche infortunio e poco altro. Si può dare di più.
Andrea Mantovani: 5. Arrivato in quel di Malles tra squilli di tromba ed eccellenti referenze, quasi certamente andrà via con le pive nel sacco. Delusione.
Eros Pisano: 7. Interessantissima new entry. Si impone sin da subito palesando ottime doti atletiche e carattere da vendere. Un infortunio lo terrà fuori ancora una ventina di giorni. Sorpresa.
Matias Silvestre: 7. Da Catania a Palermo con invidiabile naturalezza. Imprescindibile pedina della retroguardia di Pioli e Mangia prima e Mutti adesso. Perno.
CENTROCAMPISTI:
Pajtim Kasami: 5. Doveva essere la scommessa vinta di Walter Sabatini, finisce per non convincere nessuno. Bocciato.
Giulio Migliaccio: 8. L’unico ruolo che non sa interpretare è quello di portiere. Da centrocampista o da difensore, il rendimento si mantiene comunque su altissimi livelli. Indiscusso idolo del popolo rosanero. Cuore d’oro.
Fabio Liverani: 5,5. Giunto a fine carriera, chiude in maniera burrascosa la sua avventura palermitana per via di qualche divergenza con Zamparini. Professore.
Armin Bačinovič: 5,5. 2011 all’insegna dell’involuzione rispetto all’annata precedente. Diversi passaggi a vuoto alle dipendenze di Rossi, vede di rado il campo sotto le gestioni Pioli e Mangia, auspica di ritrovare spazio con Mutti. Muso lungo.
Antonio Nocerino: 7. Tra i punti fermi del Palermo arrivato in finale di Coppa Italia. Dopo un precampionato sottotono e un lungo tira e molla sul rinnovo contrattuale, abbandona la barca per approdare al Milan di Allegri. Mastino di qualità.
Jasmin Kurtić: 5,5. Al suo attivo un numero sparuto di apparizioni e un gol contro il Cesena. Meteora.
Afriyie Acquah: 6,5. Dall’anonimato a potenziale pedina di mercato. Dotato di straordinaria potenza muscolare, rappresenta il futuro del Palermo. Sempre che non vada via prima. Forza della natura.
Matias Aguirregaray: 5,5. Si vede pochissimo, discreta la prova nell’ultimo impegno dell’anno contro il Novara. Che sia di buon auspicio per il nuovo anno? Speranza.
Edgar Alvarez: 5,5. A corrente alternata, potrebbe trovare continuità con l’avvento di Lino Mutti. Non ci resta che aspettare. Standby.
Edgar Barreto: 6,5. Tra gli acquisti azzeccati del mercato estivo, è l’uomo di raccordo tra fase di costruzione e azione di rottura della manovra avversaria. Certezza.
Nicolàs Bertolo: 6,5. Ritorno in grande stile all’ombra del Pellegrino. Già al suo attivo due gol e diverse buone prestazioni. Riscoperta.
Francesco Della Rocca: 5. Sino a questo momento deludente, ha le carte in regola per conquistare la fiducia di tifosi e addetti ai lavori. Non è da escludere, però, una sua partenza a gennaio. In letargo.
Luca Di Matteo: sv. Un buon precampionato, un lungo infortunio e nessuna presenza. Assente.
Ignacio Lores Varela: 5,5. Spesso in campo sotto la gestione Mangia, raramente lascia il segno. Spento.
Adam Simon: sv. Prossimo soggetto protagonista di “Chi l’ha visto”. Ectoplasma.
Eran Zahavi: 6. Oscilla tra gare all’altezza e prove anonime. Pregevole la prima realizzazione in massima serie, giunta il 21 settembre contro il Cagliari. Double face.
Josip Iličič: 6,5. Tanta qualità da una parte, lunghe e inspiegabili pause dall’altra. Considerato il successore di Pastore, sembra raccogliere solo a tratti la pesante eredità lasciata dall’argentino. Bipolare.
Javier Pastore: 7,5. Stella straordinariamente bella da vedere con la palla al piede. L’unico torto che gli si può imputare è la mancanza di freddezza nei momenti decisivi della stagione, vedi la finale dell’”Olimpico”. Lascia il rosanero a fronte di un’offerta economica irrinunciabile. Fuoriclasse.
ATTACCANTI:
Abel Hernández: 5,5. Da almeno due stagioni i tifosi rosanero confidano in una sua esplosione, purtroppo per lui anche il 2011 scivola via tra infortuni e prestazioni deludenti. Attesa spasmodica.
Fabrizio Miccoli: 6. Nonostante i numerosi acciacchi si rivela ancora utile alla causa. Dopo la finale contro l’Inter sembrava certo un suo addio, adesso si dice sicuro di chiudere la carriera a Palermo. Capitano.
Michele Paolucci: 4. L’obiettivo era quello di ritagliarsi spazi importanti, totalizza meno di un’ora di gioco. Bollito.
Massimo Maccarone: sv. Appena un gol alla Sampdoria, prima di approdare proprio alla corte dei Garrone. Ricordo sbiadito.
Mauricio Pinilla: 5,5. Infortunio, riabilitazione, ritorno in campo, nuovo infortunio. Più che di maledizione sarebbe più appropriato parlare di vero e proprio iter. Sfortunato.
Igor Budan: 6. Chiusura d’anno in crescita, ne sono testimonianza le buone prove contro Siena e Novara. A volte ritornano.
Daniel Jara Martínez: sv. Penalty decisivo realizzato nei quarti di Coppa Italia contro il Parma. Visibilio.
Mauro Bollino: sv. Tanto coraggio nel calciare il primo rigore nella gara di Tim Cup edizione 2011/12 con il Siena. Non gli fa difetto la personalità. Gioventù canaglia.
ALLENATORI:
Delio Rossi: 8,5. Nonostante l’esonero, nonostante le critiche del patron, nonostante la batosta interna contro l’Udinese, riesce nell’ennesimo miracolo: regalare ai palermitani un sogno chiamato Coppa Italia. Indimenticabili le lacrime al termine della finale. A fine agosto respinge le avances di un pentito Zamparini. Giustamente. Uomo, ancor prima che tecnico. Il rosanero del 2011 è lui. Idolo.
Serse Cosmi: 4. Quattro partite: una vittoria e tre sconfitte, figlie di un gol realizzato e sette subiti. Numeri impietosi. Meglio Crozza.
Stefano Pioli: 5. La sua avventura siciliana dura lo spazio di un ritiro e due gare ufficiali. Pecca di personalità e Zamparini lo fa fuori. Timorato… del presidente.
Devis Mangia: 6. Lanciato su proposta di Sogliano, ridà entusiasmo a un gruppo depresso dalla precedente gestione tecnica. Paga qualche veniale errore di valutazione frutto dell’inesperienza. Lo attende un futuro più che roseo, ne siamo certi. Ruspante.
Bortolo Mutti: sv. Strappa un pari sul campo del Novara dopo aver cullato il sogno della prima vittoria in trasferta. Cavallo di ritorno.
PRESIDENTE:
Maurizio Zamparini: 5,5. Cinque allenatori in un anno rappresentano uno sproposito, anche se gli esoneri di Cosmi e Pioli sono incontestabili. Delio Rossi, invece, meritava trattamento diverso. Sull’addio di Sogliano le colpe vanno equamente ripartite tra patron e ds, per cui non imputiamo le dimissioni dell’ex uomo mercato rosanero al numero uno del club di viale del Fante. Sul fronte mercato, infine, costituisce un vero e proprio pezzo di bravura la cessione di Pastore al Psg, mentre in entrata si poteva fare qualcosa in più. Ancora prematuro fare un bilancio della sessione invernale, inaugurata dagli arrivi di Vasquez e Mehmeti. Vulcano.
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