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In attesa della nuova stagione rosanero, che comincerà con il ritiro del 3 luglio, Golsicilia valuta le prestazioni delle punte nella stagione appena conclusa.
MAURICIO PINILLA 7.5 Dopo un burrascoso passato tra Spagna, Portogallo, Cile, Scozia e anche Cipro, Mauricio torna in Italia la scorsa stagione in forza al Grosseto. Sorprende tutti, forse anche chi lo aveva scelto, segnando 24 gol in altrettante partite. Zamparini lo nota e già l’11 giugno scorso viene comunicato il suo acquisto: ai Toscani vanno 3 milioni più Giovio in comproprietà. L’esordio in rosa arriva nel preliminare d’Europa League contro il Maribor, mentre il primo gol arriva alla sesta giornata di campionato contro il Lecce. Stagione ad alti livelli la sua, ma condita da fastidiosi infortuni che hanno compromesso la continuità. Diventa un idolo dei tifosi perché è il classico giocatore da “sangue e sudore”. La sua annata si chiude con 22 presenze in campionato (8 gol), 3 in Coppa Italia e 6 in Europa League (3 gol).
FABRIZIO MICCOLI 7: La sua stagione inizia tardi per colpa del ginocchio infortunato. L’esordio in una partita ufficiale avviene con la Primavera, mentre la prima partita con “i grandi” arriva il 30 settembre contro il Losanna in Europa League. Alla tredicesima giornata, a Cesena, il “Romario del Salento” sigla la sua prima rete stagionale. Il capitano si adatta a giocare come unica punta con alle spalle due trequartisti e il suo rendimento non cala. Nel girone d’andata, a Napoli, ottiene la 100esima presenza con il Palermo. Mentre contro il Bari, terzultima giornata, segna il 50esimo gol in serie A con la maglia rosanero, diventando il miglior goleador di sempre. Chiude la stagione con 21 presenze e 9 gol in campionato, 4 e un gol in Tim Cup, 3 e nessuna rete nell’ex Coppa Uefa.
ABEL HERNANDEZ 6.5: Parte fortissimo con tre gol e un rigore procurato tra andata e ritorno nel preliminare di Europa League contro il Maribor. In campionato non fa benissimo e dulcis in fundo, il 31 ottobre contro la Lazio, subisce un infortunio al bicipite femorale che, tra ricadute e tentativi di recupero, lo tiene fuori fino al 6 febbraio nella partita contro il Lecce. Doveva essere la stagione della definitiva consacrazione per l’uruguayano, ma il rendimento non è dei migliori e il pubblico comincia a beccarlo. Abel reagisce e segna una doppietta all’Olimpico contro la Roma e soprattutto il gol del provvisorio 1-2 dei rosanero a Milano contro i rossoneri nella semifinale d’andata della Coppa Italia. Chiude la stagione con 22 presenze (3 gol) in campionato, 3 presenze (1 gol) in Tim Cup, 4 presenze e altrettante reti in Europa League.
MASSIMO MACCARONE 5: Arriva a Palermo, dopo le ottime stagioni di Siena, per non fare rimpiangere Cavani. Zamparini spende circa 4.5 milioni di euro per “Big Mac”, ma la punta non riesce mai o quasi ad entrare negli schemi di Delio Rossi. Esordisce, segnando su rigore, contro il Maribor ma poi si blocca, il morale è sotto i tacchi e probabilmente anche le sue prestazioni ne risentono. In rotta con l’ambiente, e forse anche con il mister, i rosa decidono di cederlo alla Sampdoria nel mercato invernale. Probabilmente tra qualche anno in pochi lo ricorderanno. La sua stagione rosa si chiude con 18 presenze e 2 gol in campionato, nessuna presenza in Tim Cup, 8 presenze e 3 gol in Europa League.
MICHELE PAOLUCCI S.V.: Partito Maccarone a gennaio i tifosi rosanero speravano nell’acquisto di un bomber di razza. Si fanno i nomi di Granoche, Pellè, Corvia ma soprattutto di Amauri. Invece Zamparini, che è tutto tranne che banale, annuncia l’acquisto di Michele Paolucci. La punta, che al Siena è fuori rosa, arriva in Sicilia in prestito. Le sue prime parole dopo la firma sono: «Il mio obiettivo è creare grattacapi al mister» e non ci riesce. Infatti, dopo aver giocato circa 4 minuti contro la Juve, si fa male in allenamento e di lui si perdono le tracce. Arriva Cosmi e Paolucci torna in campo contro la Lazio, circa mezzora per lui, ma lo score recita: 0 palle toccate. Crediamo, più che altro speriamo, che a Palermo non sia arrivato il vero Michele Paolucci, ma un sosia riuscito male. In tutto raccoglie 37 minuti con la maglia rosa.
DANIEL CELSO JARA MARTINEZ 7 di stima. Arrivato a Palermo il 31 agosto scorso e presentato alla stampa come ‘mister x’, viene aggregato alla Primavera e fa vedere buone cose. È un paraguayano classe ’93 e il futuro è sicuramente dalla sua parte. Raccoglie una sola presenza in prima squadra, in Coppa Italia contro il Parma, ma i tifosi si ricorderanno di lui e soprattutto del coraggio di Delio Rossi. Dopo 120’ con il risultato bloccato sullo 0-0 si va alla lotteria dei rigori. Crespo e Cassani si fanno ipnotizzare da Sirigu e Pavarini, poi segnano tutti e si va a oltranza. Valiani sbaglia, “il ragazzino” così come lo ha definito il mister nel dopopartita, si presenta sul dischetto tra lo stupore generale e in modo glaciale insacca il penalty che per i rosa vale la semifinale.
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