



Corini: «Questo il Palermo più forte della storia»
Due Torri-Bisceglie: dirigenti a confronto
Amarcord Catania: Albano Bizzarri
Tim Cup, Inter-Palermo: Fabio Caressa vs Maurizio Compagnoni
A soli quattro giorni dall'atto conclusivo della Coppa Italia, che vedrà in campo Inter e Palermo, la redazione di Golsicilia è riuscita ad intercettare Ignazio Arcoleo, ex giocatore e tecnico rosanero presente in entrambe le finali disputate dai siciliani nel 1974 e nel 1979. Andiamo a vedere i passaggi principali dell'intervista.
Cosa si prova a giocare entrambe le finali di Coppa Italia, tra l'altro quella contro la Juve da capitano, e uscirne sconfitto?
«E' uno di quegli eventi che qualsiasi giocatore italiano vorrebbe vivere. Non stai nella pelle, sia prima che durante la partita. Le due squadre che affrontarono Bologna e Juventus erano discrete formazioni di serie B, per noi erano le gare della vita. Le abbiamo sentite tantissimo e abbiamo cercato di dare tutto quello che avevamo. Purtroppo è andata male in entrambi i casi».
Quali sensazioni avvertì nel momento in cui l'arbitro Gonella decise di assegnare il rigore al Bologna per un suo presunto fallo ai danni del compianto Bulgarelli?
«Inutile nascondersi, ci siamo sentiti morire. Il sottoscritto in maniera particolare, anche perché il rigore era a dir poco dubbio. E' andata così, inutile crucciarsi. Probabilmente si è trattato di un segno del destino, intenzionato a non premiare le persone che si impegnano per produrre il massimo sforzo a scapito di chi spendendo meno energie riesce ad arrivare all'obiettivo prefissato».
Quali analogie e quali differenze riscontra tra i due Palermo che sfidarono Bologna nel 1974 e Juventus nel 1979 e quello che domenica 29 maggio affronterà l'Inter?
«L'unica vera grande analogia riguarda l'entusiasmo della gente, da sempre stregata dal fascino della Coppa Italia. Tante, invece, le differenze tra il Palermo di quegli anni, ripeto nulla più di una buona squadra di serie B, e la compagine che domenica andrà a sfidare l'Inter. Soprattutto a livello societario, oggi i rosanero possono contare su un presidente disposto a spendere per mantenere la squadra ad altissimi livelli. Inoltre, aggiungo, il fattore esperienza: fu quello, probabilmente, a far pendere la bilancia dalla parte di Bologna e Juventus».
Chi parte favorito tra nerazzurri e rosanero?
«Al momento non riesco a individuare una favorita, le due squadre partono alla pari. Il Palermo può contare su una preparazione atletica davvero efficace e su un collettivo che si conosce alla perfezione. L'Inter, dal canto suo, può fare leva sull'altissimo tasso tecnico dei suoi tantissimi campioni».
Chi potrebbe decidere il match?
«Saranno gli attaccanti a fare la differenza. Da una parte Hernandez, Pinilla e l'outsider Miccoli. Dall'altra Milito, Pazzini, Eto'o. Sarà una bella sfida tra due reparti avanzati decisamente prolifici».
Capitolo Rossi: secondo Arcoleo la finale di Coppa Italia sarà l'atto conclusivo della storia d'amore tra il tecnico romagnolo e il Palermo?
«Si tratta del rebus di fine stagione. Non so come andrà finire, ma mi auguro di no, stimo molto Delio come tecnico e come uomo. Per il Palermo sarebbe una perdita importante, non facilmente colmabile».
Assisterà alla gara o la vedrà in tv?
«Vedrò la gara in città e la commenterò per una tv locale».
TIfosi del Palermo a Roma: come raggiungerai la capitale?