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Amarcord Catania: Albano Bizzarri

I giocatori che hanno scritto la storia del Catania


I tifosi etnei non l’hanno mai dimenticato e spesso, in questi anni, l’hanno rimpianto. Albano Benjamin Bizzarri, infatti, ha lasciato un ottimo ricordo a Catania, dove è stato protagonista del biennio 2007-2009 con il raggiungimento di una semifinale di Coppa Italia e due salvezze. Ma facciamo un passo indietro e riviviamo la carriera del portiere che ha conservato un posto nei cuori rossazzurri.

Bizzarri, nato in Argentina, ad Etruria, il 9 novembre 1977, è cresciuto calcisticamente in patria nel Racing Club, esordendo in prima squadra a soli diciotto anni. Nel dicembre 1998 arrivò la svolta per la sua carriera: il Real Madrid del presidente Lorenzo Sanz, lo portò in Spagna per fare il secondo del tedesco Bodo Illgner. In un anno e mezzo, con la casacca delle merengues, giocò soltanto sette partite anche a causa di un litigio con l’allenatore John Benjamin Toshack (che, ironia della sorte, ha poi guidato per qualche mese il Catania a cavallo tra il 2002 e il 2003). Con l’esonero del tecnico gallese e l’arrivo di Del Bosque fu reintegrato in rosa, riuscendo, così, a fregiarsi del titolo di campione d’Europa, dopo la vittoria della Champions League in finale contro il Valencia nel 2000. Lo stesso anno, pur non scendendo mai in campo, partecipò alla spedizione della nazionale argentina che si recò in Paraguay per disputare la Copa América. Qualche mese dopo decise di andare via dai blancos e trasferirsi al Valladolid per giocare con continuità. In Castiglia e Leon, l’argentino rimase sei stagioni, militando le prime quattro nella Liga e le ultime due in Segunda División, dopo la retrocessione dei blanquivioletas, avvenuta nel 2004. Nell’estate del 2006 passò al neopromosso Gimnàstic de Tarragona, al ritorno nella massima divisione dopo 56 anni. Con i catalani, arrivati ultimi a fine campionato, non fu un’esperienza positiva: giocò poco e subì tanti gol.

Nel 2007, a sorpresa, approdò in Italia firmando un contratto annuale con il Catania, tra lo scetticismo di molti tifosi che lo ritenevano in parabola discendente. Bizzarri iniziò la stagione da titolare, ma, inspiegabilmente, dopo sole tre partite in serie A, fu retrocesso in panchina dal tecnico Baldini, che gli preferì Polito. Molti vedevano dietro la scelta del tecnico toscano, l’intenzione della società di valorizzare l’estremo difensore partenopeo. Albano, nonostante le difficoltà, continuò ad allenarsi con dedizione, ritagliandosi spazio solo in Coppa Italia dove la squadra, grazie anche alle sue parate, arrivò in semifinale contro la Roma. Ma dopo le numerose prestazioni deludenti di Polito e l’arrivo di Zenga sulla panchina rossazzurra, Bizzarri tornò in campo anche in serie A, aiutando il Catania a salvarsi nelle ultime quattro gare di campionato. Per l'ex Uomo ragno, che di portieri se ne intende, non poteva che essere lui il titolare del Catania nella stagione successiva: infatti, l’argentino prolungò di un altro anno il contratto.

Bizzarri è stato l’assoluto protagonista della stagione 2008/2009, compiendo interventi prodigiosi in molte partite e contribuendo a regalare la salvezza anticipata al Catania. I tifosi del Palermo, ricorderanno malvolentieri il derby vinto al “Barbera” dal Catania per 4-0. In quel match, il risultato fu, obiettivamente, troppo pesante per la squadra rosanero: protagonista, infatti, fu proprio Bizzarri, che impedì in ogni modo la via del gol agli avversari. A marzo il portierone firmò per la Lazio, anche se il Catania, attraverso l’ad Lo Monaco, confermò la notizia solo dopo il raggiungimento dei quaranta punti in campionato: «Bizzarri alla Lazio? Sì, ma queste cose fanno parte del gioco e non possiamo che prenderne atto. La Lazio gli ha offerto il 70% in più rispetto a noi. Lo ringraziamo, ha fatto il professionista fino in fondo, ma credo che abbia più ricevuto che dato al Catania».

In questi due anni alla Lazio, chiuso da Muslera e poi, anche a causa di un infortunio, superato nelle gerarchie da Berni, Bizzarri non ha mai esordito in campionato: per lui solo quattro partite in Europa League. A Catania era un idolo. Non era –denaro permettendo- meglio rimanere?



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Andrea Motta 27/05/2011
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