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Samuel Eto’o e Abel Hernandez sono due dei giocatori più attesi della finalissima di Coppa Italia che vedrà di fronte, domenica 29 maggio all’Olimpico di Roma, Inter e Palermo. Uno rappresenta una certezza delle file nerazzurre, l’altro invece può diventare un punto fermo nel futuro della squadra rosanero, anche se molte sono le squadre che vorrebbero accaparrarsi il talento uruguayano.
Samuel Eto’o nasce a Nkon, paesino occidentale del Camerun, il 10 marzo del 1981. Sin da piccolo inizia a coltivare la sua passione per il calcio, e i suoi primi passi li muove con la maglia del Douala, squadre del suo paese natale. All’età di 15 anni viene acquistato dal Real Madrid che lo lancia nel campionato B della lega spagnola. Seguono annate sempre in crescendo, ma il salto di qualità lo fa al Barcellona. Con il club blaugrana conquista tre campionati di Liga, una Coppa di Spagna, due Supercoppa di Spagna, due Copa Catalunya e due Champions League. Lascia Barcellona per approdare a Milano sponda nerazzurra, nell’ambito del mega scambio che porterà Ibrahimovic nel club catalano. Si rivela subito determinante per i nerazzurri che nel 2010, grazie ai suoi tanti gol decisivi, conquistano Scudetto, Champions League, Coppa Italia, Supercoppa Italiana e il Mondiale per club.
Abel Hernandez nasce a Pando in Uruguay, l’8 agosto del 1990. La Joya rosanero cresce nel club Atlanta, squadra della sua città e già ad 11 anni viene ingaggiato dal Central Espanol, dove brucia le tappe e viene aggregato subito in prima squadra, dove realizza 9 reti in 30 partite giocate. Nel 2008 il Genoa di Preziosi lo chiama in Italia per un periodo di prova, ma il risvolto è negativo. Abel non supera le visite mediche e si vede costretto a tornare in patria. Nel febbraio 2009 è il club di Zamparini a credere nelle sue potenzialità, e Sabatini, allora ds rosanero, lo porta in Sicilia. Il ragazzo accusa ancora qualche problema fisico e prima di giocarsi ogni chance finisce sotto i ferri per risolvere del tutto i suoi problemi legati al cuore. Esordisce in Serie A il 15 marzo dello stesso anno in occasione di Palermo-Lecce. Terminerà la sua stagione andando a giocare nella Primavera del Palermo, che anche grazie ai suoi gol conquista il primo titolo nazionale di categoria. Nella stagione successiva, nonostante davanti a lui avesse uno del calibro di Edinson Cavani riesce a mettersi in mostra andando a segno sette volte nelle 21 partite giocate. Nel corso dell’ultima stagione la Joya rosanero viene abbracciato dalla sfortuna , e così si fa male in occasione del match casalingo contro la Lazio. Varie ricadute lo hanno tenuto lontano dai campi per circa 4 mesi. Nonostante tutto si rivela determinante in questo finale di stagione grazie alla doppietta in trasferta alla Roma e all’eurogol contro il Milan, decisivo per l’approdo del Palermo in finale di Coppa Italia.
Ma andiamo ad analizzare le qualità tecniche dei due giocatori.
SENSO DEL GOL
ETO’O: la sua carriera è stata importante principalmente per la sua facilità nell’andare in rete. Qualunque sia la posizione, qualunque sia l’ostacolo, difficile per Eto’o sbagliare. VOTO: 9,5
HERNANDEZ: anche la Joya sa il fatto suo, ma di certo non ai livelli dell’avversario. Clamorosa la sua intuizione nel realizzare gol impossibili, spiazzando il portiere avversario, immatura la sua capacità di sbagliare a volte gol di facile fattura. Memorabile la rete segnata al Milan nell’andata della semifinale della Tim Cup, geniale il gol realizzato contro il Genoa in trasferta la passata stagione. VOTO: 8,5
VELOCITÀ
ETO’O: sicuramente non imprendibile ma certamente difficile da sopprimere. È l’incubo di diversi difensori dei vari campionati in cui ha giocato, negli scatti può diventare prevedibile, difficile prenderlo quando è già partito. VOTO: 8.5
HERNANDEZ: sicuramente uno dei suoi punti di forza la velocità di realizzazione e lo scatto in mezzo alle difese che si “aprono” lasciando praterie, sullo spazio sicuramente uno dei più veloci della Serie A, in allungo può essere invece preda facile. VOTO: 8,5
COLPO DI TESTA
ETO’O: senza alcun dubbio una delle maggiori caratteristiche dell’attaccante africano. Potenza ed elevazione insieme hanno regalato tanti gol al campione ex Barcellona. VOTO: 8
HERNANDEZ: poca sicurezza nell’elevarsi in area di rigore, pochi i gol di testa segnati in carriera. L’unico in maglia rosanero lo segnò in occasione del match vinto in casa contro la Fiorentina per 3-0 nella passata stagione. VOTO: 6+
TIRO
ETO’O: ha segnato tanti gol di pregevole fattura, molti di questi grazie a tiri impressionanti dalla lunga distanza, o da posizioni quasi impossibili. VOTO: 9,5
HERNANDEZ: anche Abel non ha deluso nei suoi pochi anni di carriera, considerando anche che davanti a se ha sicuramente un futuro roseo, visto la giovanissima età. Tanti i gol realizzati grazie a ottime conclusioni. VOTO: 7,5
DRIBBLING
ETO’O: evidente la capacità come quale facilità riesce in dribbling a saltare l’avversario, soprattutto in corsa. Diverse immagine hanno fatto il giro del mondo per le sue doti nel saltare l’avversario, certo non è Messi ma pur sempre un pericolo. VOTO: 9
HERNANDEZ: deve ancora crescere sotto questo punto di vista, anche se il pubblico del “Barbera” ha già avuto un assaggio delle sue doti nel dribbling. Manca qualche anno d’esperienza, tutto poi sarà più facile. VOTO: 7,5
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