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In occasione della finale di Coppa Italia tra Inter e Palermo, Golsicilia ha intervistato il conduttore televisivo Giacomo "Ciccio" Valenti, tifoso nerazzurro, e il comico siciliano Ernesto Maria Ponte, dal cuore rosanero.
Per il Palermo, quella di domenica, sarà la terza finale di Coppa Italia della propria storia. Che partita ti aspetti?
VALENTI «Prima di dire che partita mi aspetto è giusto fare i complimenti al Palermo per essere arrivato in finale di Coppa Italia e da interista, inutile negarlo, questo diventa l’obiettivo principale della stagione. L’annata neroazzurra è stata condizionata, in negativo, da due episodi quali il derby e la partita interna contro lo Schalke. In ogni caso mi aspetto una grande partita, combattuta soprattutto a centrocampo, la quale sarà decisa dalla giocata di qualche singolo».
PONTE «Mi aspetto una partita in cui, per certi versi, potremmo essere avvantaggiati dal punto di vista psicologico, nel senso che il Palermo potrebbe tenerci di più, trattandosi di un trofeo mai conquistato nella storia, e magari il terzo tentativo potrà essere quello buono. Mi auguro che le motivazioni del Palermo siano tali da avere la meglio sulla qualità dell'Inter, che comunque quest'anno ci ha abituato ad alti e bassi, speriamo in una loro gara di basso rendimento».
Ci si aspetta un esodo, da Palermo verso Roma, di almeno 30.000 persone. Credi che uno stadio tinto per grandissima parte di rosanero possa influire sulla partita?
VALENTI «Vedere un esodo del genere è qualcosa di spettacolo e da siciliano, quale sono, non posso che esserne orgoglioso. I giocatori dell’Inter sono abituati a giocare in stati dove l’ambiente è a loro ostile quindi non credo che questo possa influire sulla gara. Mi auguro, comunque, che sia una grande festa».
PONTE «Certamente, diciamo che è come se la gara dell'Olimpico diventasse una partita interna, da giocare davanti ai nostri tifosi e quindi, come ad esempio succede in campionato, potrebbe fare la differenza il fattore campo. Io domenica sarò a casa e guarderò la partita con amici; non vado a Roma per lo stress, perchè già parto molto per lavoro. Speriamo di festeggiare, non dimenticando che la festa è già l'essere arrivati in finale e anche la risposta del pubblico».
A Palermo l’entusiasmo per questa partita è alle stelle. Non pensi che ciò potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio?
VALENTI «Non credo assolutamente che questo possa essere dannoso e anzi penso che i giocatori rosanero giocheranno con le ali ai piedi. E’ pur vero che comunque negli ultimi anni l’Inter ha sempre avuto la meglio sul Palermo ma questa sarà una gara a se che non ha nessun collegamento con il passato».
PONTE «Assolutamente no, io credo che se c'è tanta motivazione questa può aiutare a mantenere alta la concentrazione come può anche offuscare le idee. Ecco, io mi auguro che il Palermo incanali tutte queste motivazioni per giocare una gara concentrata. Inoltre un'evantuale vittoria potrebbe far fare il salto di qualità al Palermo, una formazione collocata in un gruppo di squadre comunque di un certo livello. La Coppa Italia è una specie di succursale dello scudetto, in tal senso condivido quello che ha detto Zamparini, cosa che mi capita poche volte. Un eventuale successo potrebbe soltanto confermare la costante crescita dei rosa e il loro inserimento tra le prime sei-sette squadre del campionato, cosa già capitata in questi anni».
Se l’Inter non dovesse conquistare neppure la Coppa Italia, credi che la stagione nerazzurra sia totalmente fallimentare o ci sarebbe qualcosa da salvare?
VALENTI «L’eventuale vittoria dell’Inter rappresenterebbe aver raccolto solamente le briciole di una stagione che sarebbe dovuta essere completamente diversa. Conoscendo l’ambiente neroazzurro mi preoccupo di sentir dire che l’annata si sia rivelata ugualmente positiva con l’eventuale vittoria della Coppa Italia perché sarebbe pura e mera ipocrisia».
PONTE «Io mi domando: noi paragoniamo la Coppa Italia a uno scudetto, loro non si sono stancati di vincere così tanto? Non è monotono vincere sempre (ride, ndr)? Se noi vincessimo sarebbero rimasti secondi in tutte le competizioni, non possono sempre arrivare primi. Loro comunque si sono qualificati per la Champions, in campionato non c'è stata nessuna sorpresa perchè lo scudetto l'ha vinto il Milan, non una squadra come la Fiorentina. Un anno nella norma, speriamo che si arrivi a un calcio in cui non possano vincere solo loro, ma questo dipende anche dai presidenti. Anche il nostro presidente, ad esempio, alimenta questo tipo di calcio perchè fa soldi vendendo certi giocatori a queste squadre per grosse cifre e quindi fa il loro gioco. Invece, bisognerebbe fermarsi e convincere questi calciatori che possono far parte di un bel progetto. Questo dipende dall'età, io posso capire che se ne siano andati Toni, Amauri, i quali a una certa età speravano di fare il salto di qualità, ma i giovani come Pastore e Hernandez potrebbero stare ancora 2-3 anni e contribuire ai successi di questa squadra. Se invece c'è subito l'ingordigia, da parte di presidenti, agenti e anche certi calciatori, si rischia di andare a fare panchina in grosse squadre, cosa che fa anche abbassare la quotazione di un giocatore».
Te la senti di fare un pronostico?
VALENTI «Non sono scaramantico e non farò pronostico ma in ogni caso non credo di vedere la partita. Come ho detto poco fa la stagione neroazzurra è assolutamente fallimentare ed eventualmente vedere gioire una piazza come quella dell’Inter per una vittoria simile sarebbe squallido. Mi auguro che ciò possa essere un viatico per il futuro ma non il condono per una stagione da dimenticare. Le vere vittorie sono quelle del campionato oppure quelle di Madrid ove ricevi i complimenti di tutta Europa».
PONTE «Io purtroppo un pronostico non lo potrei mai fare obiettivamente perchè, se fatto così, ci si aspetta che la squadra più forte vinca. Io il pronostico devo farlo col cuore e col cuore dico che finirà 2-0 per il Palermo».
Se dovessi indicare due nomi che potrebbero decidere il match, chi sceglieresti?
VALENTI «Da un lato non posso che indicarti il mio grandissimo amico Miccoli anche se, con tutto il bene che gli voglio, mi auguro che incappi in una giornata storta. Dall’altro ti dico Eto’o e Pazzini».
PONTE «Io amo tantissimo Pastore, ma un giocatore che mi sta molto a cuore è Pinilla, più degli altri; Pinilla è il tipo di centravanti che io amo: la sua potenza, la sua forza, la capacità di fare reparto, le sue conclusioni da lontano e anche la capacità di stare in area di rigore. Ecco spero tantissimo nel cileno e in Pastore che gli faccia qualche assist; poi l'argentino ci ha abituato a delle cose per cui non ci sarebbe niente di anomalo se si facesse qualche assist da solo, così da fare assist di Pastore e gol di Pastore (ride, ndr)».
Interviste a cura di:
Antonino Marino
Luca Di Noto
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