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Con il 3-1 rifilato al Palermo, l'Inter conquista la 63^ edizione della Coppa Italia. Decisiva la doppietta di Eto'o, a cui si è aggiunto il gol di Milito nel finale di partita. Andiamo a valutare le prestazioni dei nerazzurri scesi oggi in campo.
Julio Cesar 8 Decisivo in più di un'occasione, il portierone nerazzurro arriva anche sull'impossibile, strozzando più volte in gola l'urlo di gioia dei tifosi rosanero. Incolpevole sul gol di Munoz, stringe i denti nel corso della ripresa restando in campo nonostante qualche problema.
Nagatomo 7 Dalle sue parti effettua le proprie scorribande un cliente scomodo come Balzaretti, che più volte riesce a superarlo. Anche il giapponese, tuttavia, riesce a farsi rispettare, dando vita a uno dei più bei duelli della partita, tutto in velocità.
Lucio 6,5 Non la migliore prestazione per il centrale brasiliano dell'Inter, costretto in più di un'occasione a interventi poco ortodossi. La sua prova è comunque al di sopra della sufficienza, non sempre contiene gli attaccanti rosanero, ma dimostra di sapere anche impostare la manovra.
Ranocchia 6 Prova sufficiente per il difensore ex Bari, che per lo più fa grande affidamento sul compagno di reparto e sulla serata decisamente sì di Julio Cesar. Mette i brividi ai propri tifosi quando, dopo un contatto con Ilicic, lo sloveno cade a terra reclamando il rigore.
Chivu 6,5 Sbaglia qualche appoggio di troppo, ma il difensore rumeno si dimostra decisivo in un paio d'occasioni nel chiudere su Cassani, che lo supera più volte, Pastore ed Ilicic. Anche lui compie un intervento ai limiti in area di rigore, ma le immagini dimostrano che prende prima il pallone.
J. Zanetti 7 Encomiabile l'impegno messo in campo e la tanta corsa del capitano nerazzurro che, a quasi 38 anni, sembra ancora un ragazzino. Incredibile vederlo superare sulla fascia destra Balzaretti, a pochissimi minuti dal termine della gara.
Motta 6,5 Il centrocampista italo-brasiliano sembra non riuscire a entrare in partita nei minuti iniziali della gara, ma svolge tanto lavoro oscuro in mezzo al campo ed è utilissimo nella riconquista di palloni importanti, vedi quello che porta al primo gol di Eto'o.
Stankovic 6 Sufficiente la prova del centrocampista serbo, che più volte si spinge in avanti, ma non riesce ad essere decisivo. Fatica un po' ad arrivare alla conclusione, ma quando lo fa non inquadra mai lo specchio della porta. Si aspetta di recuperarlo al cento per cento.
Sneijder 7,5 In campo a sorpresa, contro le indiscrezioni della vigilia che lo davano in panchina, l'olandese è decisivo nel mandare a rete Eto'o in entrambe le marcature del camerunense. All'85' cerca la realizzazione personale, ma Sirigu toglie la sua conclusione dall'incrocio dei pali.
Pazzini 6 Da lui ci si aspetta di più, è uno abituato a segnare gol a raffica, ma stasera lascia il palcoscenico al compagno di reparto. Tanta corsa per lui nei primi minuti, poi sparisce alla distanza. Leonardo se ne accorge e lo richiama in panchina, inserendo Pandev.
Eto'o 8,5 La partita la vince da solo, o, al limite, in coppia con Sneijder. E' lui l'Inter, in parole povere, almeno quella vista in campo stasera. Il camerunense dimostra una freddezza incredibile nell'uno contro uno e ogni volta che sfugge alla difesa rosanero è pressochè impossibile riuscire ad arginarlo. Va vicino al tris personale, ma la traversa gli nega il gol su punizione.
Pandev 7 Entra in campo al 61' al posto del deludente Pazzini e si mette in mostra soltanto nel finale di partita, quando, dopo aver superato Cassani con un contrasto insistito, mette in mezzo per il definitivo 3-1 di Milito.
Mariga s.v. Poco più di dieci minuti per il centrocampista, entrato al posto di Thiago Motta. Il keniota provoca l'espulsione di Munoz subito dopo la marcatura dell'argentino.
Milito 7 Pochi minuti in campo per lui, ma torna a trasformare in oro ogni pallone che tocca, come l'anno scorso, mettendo il punto esclamativo sulla partita, nei minuti di recupero.
Leonardo 7 Impossibile dargli un voto più alto. E' vero, la sua squadra, vincendo, gli regala il primo trofeo da tecnico, ma per il modo di impostare la partita, perde nettamente il confronto con il collega rosanero, Delio Rossi, la cui formazione è più pericolosa nel corso del match. La sua squadra, piena di campioni, ha il merito di sfruttare le disattenzioni della retroguardia rosanero, ma si concede il lusso di aspettare gli avversari e punirli in ripartenza, anzichè fare la partita e dominare in lungo e in largo come sono solite fare le grandi squadre.
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