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Zero punti, per l’ennesima volta. Il Catania si fa superare anche dal Milan e rimane ultimo in classifica in solitario. C’è poco da salvare nel match disputato dagli etnei che, oltre a giocar male, sono inopinatamente entrati in bambola a causa dell’ennesima rivoluzione tattica operata da mister De Canio. Ma andiamo con ordine.
Andujar non è parso irresistibile su nessuno dei tre gol rossoneri, in particolare sulla punizione di Balotelli. In difesa, se Spolli e Rolin hanno provato a mettere una pezza fin quando hanno potuto, non si può dire lo stesso dei due terzini, Biraghi e Peruzzi, disastrosi in fase di ripiegamento e mai utili in fase di spinta.
A centrocampo si salva soltanto Plasil; Tachtsidis è evanescente e ha il demerito di lasciare la sua squadra in inferiorità numerica per rosso diretto (un po’ esagerato, a dir la verità). Monzon viene schierato fuori ruolo, entra poche volte nel vivo dell'azione e, ancora una volta, delude: poco propositivo, sbaglia anche il più facile dei passaggi.
In attacco, Barrientos funziona a sprazzi, Castro disputa un ottimo primo tempo, spingendo e aiutando in difesa. Nella ripresa, però, scompare dai radar. Maxi Lopez si danna l’anima, ma isolato e privo di rifornimenti, non riesce a lasciare il segno nella gara degli etnei.
Come già detto, l’ennesima rivoluzione di De Canio non ha portato a un cambio di risultato: il Catania giocava male già prima del suo arrivo, ma adesso la squadra è in uno stato confusionale. E, anche ieri, le sostituzioni in corso d’opera hanno lasciato perplessi: che senso ha inserire Leto a tre minuti dal fischio finale?
Adesso, per i rossazzurri, una settimana per rimettersi in carreggiata e, poi, di scena a Genova contro la Sampdoria del coriaceo ex tecnico rossazzurro, Sinisa Mihajlovic.
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