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Messina: chiudersi nel silenzio non serve, occorre cambiare rotta

L'editoriale


Il Messina esce con le ossa rotte dal match casalingo disputato contro la Vigor Lamezia, capace di imporsi al "San Filippo" con un passivo di 4-1. Come accaduto in occasione dell'altrettanto pesante sconfitta con il Foggia la società ha imposto il silenzio stampa. A dire il vero la decisione di tenere le bocche cucite non convince, di sicuro non è la soluzione ai problemi della squadra. Non basta infatti evitare di parlare dei problemi per far si che questi spariscano. È piuttosto parlandone e cercando di capire dove stanno che possono essere pian piano superati.

Che la situazione sia arrivata ad un punto critico è ormai chiaro. Se la ciurma giallorossa, in quattordici incontri disputati, ha ottenuto soltanto due vittorie, un motivo c'è e va ricercato. Più volte abbiamo, per esempio, concesso alibi all'allenatore che non ha potuto disporre per molto tempo di alcune pedine, ritenute importanti. Spesso abbiamo dato la colpa alla sfortuna ed agli episodi sfavorevoli, sottolineando anche però che la fortuna va ricercata e, a volte, bisogna essere più forti di essa quando questa è avversa.

Si è parlato a lungo di una ormai chiara sterilità offensiva, di un peso dell'attacco affidato alle capacità dei singoli piuttosto che alla coralità del gioco. Un gioco che fino ad oggi è mancato e che rappresenta, insieme alla carenza di carattere del gruppo uno dei principali problemi. Troppo spesso infatti le partite non sono state approcciate con la giusta intensità in avvio di gara ed altrettanto spesso la squadra si è sgonfiata dopo il primo gol, salvo qualche sporadica reazione d'orgoglio.

Oggi la classifica parla di una squadra che inizialmente annoverata tra le più competitive si ritrova in terz'ultima posizione. Una rosa ampia che avrebbe dovuto fornire all'allenatore molteplici soluzioni che non riesce ad esprimersi come egli vorrebbe, o forse non può farlo perchè non riesce a seguirlo. La panchina di mister Catalano più che scricchiolare si è già rotta. La fiducia è terminata. Da un momento all'altro infatti potrebbe arrivare l'annuncio dell'esonero del tecnico e il nome del suo sostituto.

Infine toccherà alla società dare un segnale forte. Con l'apertura del mercato ci si aspetta una rivoluzione o quasi. La conferma in blocco dell'attuale gruppo suonerebbe quasi come un segnale di resa da parte di un presidente, Lo Monaco, che in passato non ha mai gettato la spugna. Dal Patron tutti si aspettano un segnale forte. In rosa ci sono certamente elementi validi ed altri che devono essere messi in condizione di fare bene. Starà alla dirigenza peloritana operare in tal senso per migliorare l'organico ed al tecnico, vecchio o nuovo che sia, far invertire la rotta a questo gruppo che mai come oggi, dall'inizio del campionato, naviga in acque agitate.


Vincenzo Martines 02/12/2013
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