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Dopo dieci gare di campionato il Catania ha già costruito un piccolo miracolo. Gli uomini di Montella, infatti, si trovano al sesto posto della classifica di serie A a pari merito con Napoli e Roma. Sfruttando alcuni dati statistici, proviamo a entrare nel dettaglio delle prestazioni offerte in questo primo scorcio di torneo dalla squadra del presidente Antonino Pulvirenti.
Innanzitutto, partiamo dalle reti messe a segno; la media della formazione etnea è di 1,2 gol a partita. Non è particolarmente alta, ma non è nemmeno insufficiente. Basti pensare che, in questa speciale classifica, i rossazzurri sono davanti la Fiorentina e a pari merito con l’Inter.
Gli etnei, a dimostrazione della loro vocazione offensiva anche lontano dalle mura amiche, inoltre, sono una delle squadra ad aver usufruito di più calci d’angolo (media di 5,6 a partita, come il Genoa). E dai corner sono nati anche gol, come quello di Legrottaglie contro il Novara e quello di Delvecchio a Firenze.
La media dei tiri nello specchio effettuati dai ragazzi di Montella non è altissima (solo 4,1 a partita). Questo, tuttavia, testimonia il cinismo di Biagianti e compagni, abili a trasformare in rete le poche occasioni a tu per tu con gli estremi difensori avversari.
La media dei tiri totali, che comprende, quindi, anche quelli finiti fuori bersaglio, è di 13,2 a partita. In questa speciale classifica la formazione rossazzurra si trova a metà. Del resto, il Catania, ha un grande potenziale offensivo. E non ci riferiamo solo all’attacco, ma anche all’apporto fornito da alcuni centrocampisti come Almiron, Delvecchio e Sciacca i cui tiri dalla media distanza, non hanno sempre centrato il target.
Infine, è piuttosto bassa la percentuale di passaggi riusciti, solo 61,7% a partita. Per rendere l’idea, basti pensare al Milan, leader del settore, che ne ha compiuti 71,8% e il Novara, fanalino di coda, con soltanto il 57,2%. Perfino il Cesena, che occupa l’ultima posizione nella classifica di serie A, ha una media di passaggi riusciti superiore a quella etnea (64%). Questo, però, dimostra che i risultati di questa tabella non sono direttamente proporzionali ai punti ottenuti in classifica, l’unica statistica che conta veramente.
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