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Il Catania torna a sorridere lontano dal ‘Massimino’. La vittoria non è arrivata nemmeno questa volta, anzi, alla fine è stato centrato solo un pareggio in extremis. Ma i rossazzurri, finalmente, hanno giocato a viso aperto e senza timori anche fuori casa. Nel primo tempo, la squadra di Montella poteva raccogliere di più. Il Novara, infatti, nei primi venti minuti è stato surclassato dal Catania che, dopo il rocambolesco gol di Legrottaglie, ha avuto più di un’occasione per raddoppiare.
Tre i gol segnati, ma tante le occasioni sbagliate; infatti, dalla prossima partita l’imperativo sarà quello di essere più cinici sotto porta, capitalizzando il maggior numero di occasioni da rete. Tre, però, sono anche i gol subiti dalla retroguardia etnea: una difesa ben ridisegnata da Montella che, a causa della penuria di uomini nel reparto arretrato, è stato costretto a schierare un inedito 3-5-2 con Legrottaglie e Marchese accanto all’intoccabile Bellusci.
L’ex centrale di Juventus e Milan, finché ha potuto, ha tenuto a bada, insieme ai compagni, le offensive della squadra di Tesser, ma, soprattutto in occasione del gol di Jeda, doveva essere fatto uno sforzo in più. A centrocampo positive le prove di Almiron e Delvecchio; gol magistrale a parte, però, ci si aspettava di più da Lodi, impreciso soprattutto nella prima frazione. In attacco Gomez è stato semplicemente favoloso: oltre al gol del pari ha regalato numerosi palloni invitanti ai compagni e una serie di giocate di gran classe al pubblico. Bene anche Bergessio, sostituito forse troppo presto; da quel momento in poi il Catania, complice anche l’infortunio di Suazo, ha perso il punto di riferimento in attacco. Forse sarebbe stato meglio inserire l’honduregno al posto di Lanzafame, ancora una volta sottotono, ma Montella ha optato per la soluzione più ovvia, cercando di non sconvolgere ulteriormente qui equilibri della sua squadra.
Proprio l’allenatore rossazzurro merita un plauso per il gioco che il suo team sta, finalmente, riuscendo a proporre. Un Catania così bello, che gioca il pallone di prima e verticalizza senza problemi, non si vedeva da tanti anni. In più, il tecnico campano, sta riuscendo a gestire un gruppo di trenta ragazzi provando a non escludere nessuno, come dimostrano le cinque formazioni diverse scese in campo in altrettante giornate.
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