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È stata caratterizzata da sorrisi e tanti applausi la presentazione ufficiale alla stampa di Vincenzo Montella, nuovo allenatore del Catania. Durante l'incontro con i cronisti, oltre al tecnico campano, hanno preso la parola, il presidente Pulvirenti e l'ad Lo Monaco.
PULVIRENTI
«Prima di dare il benvenuto al nuovo tecnico, ringraziamo i suoi predecessori, Simeone e Giampaolo, per quanto fatto la scorsa stagione. Con il direttore abbiamo capito che con l'argentino il rapporto non poteva più andare avanti e abbiamo puntato su Montella: sono convinto che sia una scelta positiva. Vincenzo è stato un grande calciatore e come allenatore ha iniziato con grande umiltà dai Giovanissimi della Roma e ha fatto bene anche con la prima squadra giallorossa. Ripeto, siamo convinti che questa sia una scelta vincente».
LO MONACO
FILOSOFIA CATANIA «Questa squadra porta in alto il nome della città. Attraverso sacrifico, dedizione e concetti vogliamo guadagnarci la riconferma in serie A. Il nostro concetto è, appunto, quello di partire con un allenatore giovane e preparato. Spero che l'ambiente lo supporti e non si comporti come con Atzori, un tecnico giovane a cui non è stato dato il tempo di imporsi. Noi ci consideriamo una vetrina per i giovani: tecnici e giocatori possono cambiare ogni anno, ma il Catania rimane. Dobbiamo pensare anche a livello aziendale: nessuno in Italia ha fatto ciò che abbiamo fatto noi negli ultimi sette anni. Dobbiamo difendere a tutti costi i risultati che abbiamo ottenuto con tanto sacrificio».
MONTELLA «Un giudizio sul nuovo tecnico? L'anno scorso ha dimostrato grande carattere e competenza. Con i Giovanissimi ha vinto ventuno partite in altrettanti incontri e in prima squadra ha confermato le sue abilità.»
ENTUSIASMO «Noi abbiamo grande entusiasmo, se lo trasmettiamo alla nostra gente otterremo grandi cose. Anche per questo abbiamo abbassato ulteriormente i prezzi degli abbonamenti: abbiamo bisogno dell'aiuto dei nostri tifosi. Se questo avverrà, diventeremo invincibili».
RITIRO «Il ritiro a Torre del Grifo? Sì, lo svolgeremo esclusivamente qui. Ci sposteremo soltanto per le amichevoli: ne abbiamo una in cantiere per fine luglio».
MORIMOTO «Perché il giornalista giapponese non mi fa domande su Morimoto? (ride, ndr) Lo tranquillizzo io, gli dico che quest'anno rimarrà a lavorare a Catania: il suo connazionale non si muove da qui».
MONTELLA
GIOCARE BENE «Ringrazio i dirigenti etnei per la fiducia nei miei confronti: spero di ricambiare sul campo. Voglio ambientarmi a Catania il prima possibile, imparando gli usi e costumi della società e soprattutto quelli della città. Il mio obiettivo è quello di giocare un buon calcio. Dobbiamo pensare a giocare bene a prescindere dall'avversario».
PASSATO «Che ricordo ho di Roma-Catania-7-0 del 2006? Io non ho memoria: io ho sempre giocato con l'obiettivo di segnare e quel giorno ci riuscii (il gol del 6-0 porta la sua firma, ndr). Spero di trasmettere ai miei giocatori la stessa voglia».
PROGETTO «Il Catania sta lavorando bene da sei anni, sono convinto della scelta che ho fatto e credo in un progetto pluriennale. Per me è un obiettivo importante: devo dimostrare di meritare questa chance. Non penso all'eventuale futuro in una grande squadra, per ora mi concentro a fare bene qui. Solo dopo aver fatto bene in Sicilia, potrò ambire a un grande club. Ho scelto Catania perché questa esperienza mi servirà: una squadra con questo centro sportivo, poi, fa gola a tutti».
MODULO «Il modulo tattico? Lo "scelgono" i giocatori in base alle loro caratteristiche. L'allenatore deve saper valorizzare ciò che ha a disposizione. In passato ho giocato con le tre punte proprio per le caratteristiche dei giocatori. Sono inesperto? È normale, ma questo non significa che non sia competente».
MERCATO «Del mercato preferisco non parlare. Dico che qui c'è un ottima rosa, ma rispetto le decisioni del direttore: se dovesse partire qualcuno, so che sarebbe rimpiazzato adeguatamente. Punteremo sui giovani? Può essere che ne proverò qualcuno durante il ritiro estivo. Prenderemo qualche giocatore dalla Primavera della Roma? È una squadra forte, ma credo che il direttore abbia altre idee».
SCOMMESSOPOLI «Questi avvenimenti danno una pessima immagine al calcio italiano anche all'estero. Per fortuna si tratta solo di pochi giocatori coinvolti».
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