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Trentaduesima giornata del campionato 2012-2013: il Catania di Maran si trova in nona posizione a quota 47 punti. L’Europa League è distante solo quattro lunghezze e gli etnei proveranno fino alla fine a raggiungere questo risultato storico, a forza di bel gioco e prestazioni convincenti.
Trentaduesima giornata del campionato 2013-2014: il Catania di Maran non esiste più. Il tecnico di Rovereto è stato esonerato per la seconda volta nel giro di sei mesi, quella definitiva. Gli etnei sono ultimi in classifica con appena 20 lunghezze, a meno otto dalla zona franca.
Maran ha le sue colpe, senza dubbio. L’anno scorso era facile: bastava riproporre lo stesso calcio di Montella per macinare bel gioco e trovare la vittoria. Nella stagione in corso, con la partenza di tre interpreti fondamentali (Marchese, Lodi e Gomez) e un inizio da dimenticare, l’ex allenatore del Varese doveva essere in grado di plasmare e risollevare il suo Catania. Non c’è riuscito lui, idem De Canio, nelle undici gare a sua disposizione. Nemmeno il ritorno in cabina di regia di Lodi, a gennaio, ha contribuito a invertire il trend negativo.
Un annus horribilis in cui non ha funzionato nulla. I colpevoli sono da ricercare un po’ ovunque: tra i giocatori, i dirigenti e anche i due allenatori. Ma esonerare Maran, a sei giornate dal termine e con la Serie B ormai a un passo, appare insensato. Non era lui l’unico problema della squadra e non sarà il buon Maurizio Pellegrino, già coordinatore del settore giovanile etneo e con esperienze su numerose panchine di Lega Pro, a risollevare le sorti di un club che, ormai, ha toccato il punto più basso delle sue ultime otto bellissime annate in Serie A.
Sabato al Provinciale il derby Trapani-Palermo. Chi avrà la meglio?