Dieci domande a... Ivan Zazzaroni

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Ivan Zazzaroni, giornalista e opinionista bolognese, in carriera ha diretto, tra gli altri, il Guerin Sportivo ed è stato capo redattore del Corriere dello Sport. Opinionista Rai di trasmissioni come Quelli che..., La Domenica sportiva e Notti Mondiali, dal 2004 conduce un programma su Radio Deejay.

Quale squadra ha l’organico migliore per poter aspirare allo scudetto e quale invece il peggiore?

«La più completa è l'Inter, tra le big quella messa peggio è la Juventus».

Cosa manca ai bianconeri per poter tornare a guidare la classifica?

«Le mancano gli esterni di difesa, ma soprattutto Pazzini».

In un mercato estivo in cui si è cercato maggiormente "l'affare", chi ha fatto, secondo te, il miglior colpo di mercato?

«Il Milan con Ibrahimovic, senza alcun dubbio».

Finita l'era Lippi, è iniziata da qualche mese quella di Prandelli: cosa ne pensi? Chi saranno i futuri talenti del calcio azzurro?

«È una squadra che sta nascendo dalle macerie del Mondiale con tutti i vantaggi che le derivano dalla partenza da zero. Giovani di talento: Poli, Schelotto, Mustacchio, Antonelli».

Da quest'anno anche noi saremo alle prese con la novità del cosiddetto campionato "spezzatino" sul modello inglese. Secondo te in Italia può funzionare?

 «Non amo lo spezzatino: preferisco il filetto. E detesto gli stadi vuoti».

In tanti dicono che il Palermo, con le cessioni di Kjaer e Cavani su tutti, si sia indebolito, mentre altri sostengono si possa aspirare ad un posto Champions: come pensi possa andare il campionato rosanero quest'anno?

«Il Palermo è da quinto, ottavo posto».

La scorsa stagione, con Mihajlovic in panchina, il Catania ottenne una salvezza risicata. Quest'anno a guidare Mascara e compagni c'è Giampaolo e la squadra non è stata cambiata quasi in nulla: a che stagione possono aspirare i rossazzurri?

«Il Catania da salvezza agevole».

 

Il Palermo a Brescia e il Catania contro il Parma: un pronostico?

«Il Palermo può vincere, anche il Catania lo vedo favorito, se Maxi si sveglia».

L'anno scorso il quarto posto è sfuggito ai rosanero al fotofinish, cosa manca al Palermo per fare il cosiddetto salto di qualità?

«Soprattutto la continuità».

La Juventus è cambiata tanto, dal direttore sportivo all'allenatore, oltre a tanti nuovi acquisti e la cessione eccellente di Diego: ma ha colmato il gap con le milanesi?

«Non ancora, però aveva meno risorse a disposizione».

Alla luce dei nuovi acquisti del Milan, secondo te, è possibile trovare un equilibrio di squadra facendo coesistere i vari Pato, Ibrahimovic, Ronaldinho, Robinho, Pirlo e Seedorf?

«Si, ma rinunciando a Pirlo o a Ronaldinho».

Ci racconti un aneddoto o una curiosità che ti è capitato in carriera?

«Ballando con le stelle mi ha riempito di aneddoti da raccontare, il calcio di soddisfazioni e piccoli sogni realizzati. L'emozione indimenticabile l’ho avuta, quando nel novembre dell'85 mi allenai per una settimana col Manchester United. C'erano Mark Hughes e Bryan Robson, Stapleton e Whiteside, Muhren e Bailey. Segnai anche un gol, mi presero a pallate. Ogni tanto Mancini me lo ricorda: leggeva il mensile per quale realizzai il servizio».


Dario Li Vigni 29/08/2010
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