Alessandro Amato a GS.it: «Zamparini è un uomo intelligente ma ogni tanto...»

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Alessandro Amato, grande esperto di calcio italiano e popolare volto di Tgs, parla ai nostri microfoni del Palermo e del suo momento. L’eliminazione dall’Europa conta e il rapporto “Zamparini-tifosi” è da verificare. Sul presidente…

Alessandro, ci sono state tante cessioni illustri in questa finestra di mercato. Pastore, Sirigu, Bovo e Cassani su tutti. E' giusto rifondare? 

«Sarebbe stato giusto dare continuità al gran lavoro svolto da Delio Rossi. Sarebbe stato giusto non interrompere un progetto che negli ultimi due anni aveva assicurato bel calcio e buoni risultati. Delle quattro cessioni citate, non verso lacrime per Cassani e ritengo che sia stato giusto cedere Pastore: non si può rifiutare una offerta di 43 milioni. Non ho proprio capito, però, perché sono stati mandati via Sirigu e Bovo».

I vari Gonzalez, Pisano e Mantovani non sembrano all'altezza dei loro predecessori. Cosa pensi dei nuovi arrivi? 

«Non li conosco bene e, dunque, non mi permetto di giudicarli. Gonzalez è stato acquistato per cinque milioni e sarà quasi certamente ceduto. Certe operazioni non le capisco. Il Palermo un mese fa aveva 60 giocatori in organico, sessanta contratti da rispettare, sessanta stipendi da pagare. Vorrei capire perché Zamparini si circonda di gente che non gli serve. A chi giovano tutte queste operazioni di calciomercato?».

Sciopero dei calciatori: perchè una "casta" di privilegiati continua a volere di più?


«Sullo sciopero è stata rappresentata una realtà distorta. Non è vero che è tutta colpa dei calciatori. I presidenti non sono vittime come vorrebbero apparire».

Pensi che in questo momento abbiano maggiore potere i giocatori o le società? 

«Il potere nel calcio lo detengono calciatori e procuratori. Ma i contratti si firmano in due e sul foglio c’è anche la firma di un presidente».

Passiamo al capitolo Zamparini: il presidente rosanero accusa la stampa di condizionare il parere dei tifosi, sei d'accordo?  

«Zamparini è un uomo intelligente ma ogni tanto dice cose poco intelligenti».

Pensi che la storia d'amore tra Zamparini e i palermitani sia veramente al capolinea? 

«No. C’è ancora tempo per divertirsi insieme. Ma è naturale che i fan chiedano di crescere. E’ naturale, soprattutto, che chiedano al presidente di essere più equilibrato. Non ha senso parlare di Champions ogni anno e cambiare allenatore ogni sei mesi. Il presidente, oltretutto, non può pensare di avere sempre ragione e non può passare la giornata a cercare nemici a cui addossare colpe. Con Rossi ha sbagliato lui…».
 
Chi potrebbe arrivare dopo Zamparini? 

«Non ne ho idea».

Che stagione ti aspetti? 

«Difficile, siamo partiti con eccessiva tensione e una eliminazione dall’Europa League davvero pietosa. Il Thun è poca cosa, il Palermo è stato ancora meno».

A questo punto l'ipotesi "nuovo stadio" è da considerarsi archiviata? 

«Non saprei. Mi pare che l’amministrazione comunale sia latitante su questo argomento, come su tanti altri. Chissà che Zamparini non stia cambiando atteggiamento anche per questo motivo: non gli danno conto».


Daniele Tomaselli 28/08/2011
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