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Nessuno, ad inizio stagione, avrebbe mai potuto immaginare che, alla ventiseiesima giornata di serie A, la posta in palio della sfida tra Inter e Catania sarebbe stata l'accesso alle coppe europee. Merito di un Catania sfavillante, ma anche causa di un'Inter inguardabile che, nelle ultime sei partite di campionato, ha raccolto soltanto un punto. Abbiamo chiesto ad Eva A. Provenzano di FcInter1908.it di parlarci del momento di forma della squadra allenata da Claudio Ranieri.
Eva, l'Inter non viveva una stagione così deludente dal 1998-99. Cosa è successo quest'anno ai nerazzurri?
«Sì, si sta rivelando una stagione davvero strana. Dopo l'esonero di Gasperini e l'arrivo di Ranieri, sembrava che le cose andassero un po' meglio, o almeno erano arrivate le vittorie, una serie che aveva permesso all'Inter di risalire la china. La squadra nerazzurra era riuscita anche a vincere il derby e quella vittoria aveva restituito entusiasmo all'ambiente. Poi è arrivata la Coppa Italia, la partita contro il Napoli: l'Inter da lì è diventata irriconoscibile, affaticata, impaurita, incapace di segnare e di difendersi. Troppo spesso anche la fortuna non ha aiutato: sono arrivati gol incassati nell'unica azione costruita dagli avversari, come ad esempio nella partita con il Novara. Contro il Palermo, Milito ha segnato quattro gol, eppure non sono bastati...».
Ha fatto bene Moratti a rinnovare la fiducia al tecnico romano?
«Moratti non ha mai voluto davvero cambiare tecnico: si auspica una ripresa della squadra per continuare almeno fino a giugno con Ranieri. Credo che l'esonero arriverà solo in caso di un tracollo. In questo momento, lo ha detto lo stesso presidente, è difficile trovare un mago con una bacchetta magica, capace di sistemare tutti i problemi in un attimo...».
La colpa principale, però, è della società: predica da un anno e mezzo il fair play finanziario, ma i risultati non le hanno dato ragione. Come spieghi tutte le scelte di mercato scellerate effettuate finora?
«La società deve rientrare nei parametri del fair play finanziario e proprio per quello - questa è la versione ufficiale - dopo l'addio di Mourinho, sono andati via Balotelli prima, Eto'o poi e Thiago Motta a gennaio. Sono arrivati altri giocatori, ma nessuno in grado di fare la differenza, chi per un motivo, chi per un altro, e così non c'è stato un ricambio in grado di aiutare lo zoccolo duro dei giocatori. E un po' l'età avanzata, un po' la forma, un po' gli infortuni hanno fatto il resto».
Nella sfida di Champions contro il Marsiglia nella formazione titolare vi erano nove giocatori sopra i trent'anni. È questa un'altra chiave di lettura della nefasta stagione dell'Inter?
«L'allenatore - che vede gli allenamenti - sui 'vecchi' dice che preferisce utilizzare loro in questo momento difficile per non mettere in difficoltà i giovani. Ma credo che un giusto mix tra esperienza e gioventù non guasterebbe. Per adesso all'Inter manca l'età di mezzo: o giocatori oltre i trenta o vicino ai venti».
Con quattordici partite ancora da giocare, qual è l'obiettivo stagionale dei nerazzurri?
«Credo che l'Inter adesso possa pensare solo partita dopo partita. Il primo obiettivo è tornare alla vittoria subito in campionato e cercare di ribaltare il risultato di Marsiglia».
A proposito della prossima sfida. Nelle ultime settimane, Ranieri ha cambiato spesso formazione e modulo. Che schieramento adotterà contro i siciliani?
«Mister Ranieri ha provato moduli diversi. Il 4-4-2 era quello con cui erano arrivati i risultati positivi, poi è rientrato Sneijder e ha messo in campo la squadra anche con il rombo per ottenere maggiore qualità. Nelle scorse ore alla Pinetina è stato provato di nuovo il 4-4-2, ma perché al tecnico mancavano i nazionali e mancavano sia Sneijder che Alvarez che non ha ancora recuperato da un problema al ginocchio. Di sicuro credo che in avanti si affiderà a Milito, poi sceglierà chi affiancargli».
Il Catania è una delle squadre più in forma. I nerazzurri riusciranno a tornare alla vittoria?
«È vero, il Catania di Montella si sta rivelando una squadra in forma e, in questo momento, è un avversario ostico. Lo è stato anche all'andata. I nerazzurri però devono tornare alla vittoria, a tutti i costi».
Chi potrebbe decidere la sfida in programma domani sera?
«Non so chi potrebbe essere decisivo. So che mi piacerebbe fosse schierato in campo Poli dal primo minuto e che, magari, proprio lui possa fare la differenza».
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