'Il Catania visto da...' Antonio Giudice

L'intervista al tifoso di Golsicilia.it


Arriva l'appuntamento settimanale con "Il Catania visto da...", rubrica dedicata alle interviste a coloro che seguano con immancabile supporto le vicende della squadra rossazzurra. Questa settimana è la volta di un altro tifoso etneo Doc: Antonio Giudice, da cinque anni abbonato in Curva Sud.

Allora Antonio, come e quando ha avuto inizio il tuo legame con i colori rossazzurri?

«Ho iniziato a tifare per il Catania già da piccolo, quando mio padre mi portava allo stadio ai tempi della C2. Ricordo i derby con il Palermo, soprattutto in serie C1. Sono diventato a tutti gli effetti un tifoso rossazzurro all’età di 16 anni, quando ho raggiunto una totale consapevolezza e maturità circa la mia fede calcistica».

Che impressione hai del Catania di Maran visto in queste prime gare di campionato? Ti aspettavi che la squadra cogliesse 4 punti dopo due giornate?

«Sinceramente non trovo nulla di nuovo in tale risultato: ho sempre scommesso sul Catania di questi ultimi anni, questa squadra ha totalmente cambiato in meglio l’atteggiamento in gara, quindi ho sempre più fiducia nell’attendermi un risultato positivo».

Non trovi che il Catania sia più maturo rispetto agli anni passati?

«Sicuramente, questa squadra è cresciuta tantissimo, in particolare negli ultimi due-tre anni di serie A. Adesso è il Catania ad imporre il proprio gioco e la propria mentalità alle avversarie: in ogni gara è come se dicesse a chi ha di fronte “io faccio la gara, tu devi recuperare”».

Sei soddisfatto della rosa o ti aspettavi qualcosa di più dal mercato?

«Direi che la rosa va bene così, siamo completi in tutti i reparti. Forse ci sarebbe voluto qualcosa di più in attacco: Bergessio svolge un lavoro particolare in partita, un lavoro più oneroso del solito, quindi non riesce ad avere quella brillantezza in fase realizzativa propria invece di finalizzatori, ultimo dei quali Spinesi, che mancano da tempo a Catania».

Bergessio comunque si è sbloccato col Genoa siglando la sua prima doppietta in serie A. Avendo un po’ di esperienza in più tra le difese del nostro campionato, e soprattutto sete di riscatto dopo la scorsa annata, pensi che possa arrivare in doppia cifra?

«Secondo me senz’altro, trovo che sia una questione mentale. Lui affronta le partite con la predisposizione al sacrificio, dando la priorità all’incombenza di far salire la squadra e di pressare continuamente i difensori; dopo questa doppietta, probabilmente inizierà ad avere un po’ fiducia in più nelle proprie doti realizzative e comincerà a considerare maggiormente quello che più interessa una punta centrale, ovvero attaccare l’area».

Molti tifosi stanno giudicando positivamente il nuovo ad Sergio Gasparin. Cosa pensi in merito?

«Gasparin è totalmente l’opposto rispetto al direttore che avevamo fino all’anno scorso, ovvero Lo Monaco. Non mi pronuncio nel fare confronti tra i risultati, anche perché abbiamo fatto soltanto due partite e il campionato è ancora molto lungo; tuttavia, sotto l’aspetto umano c’è una differenza evidente».

«Considero Lo Monaco un grandissimo intenditore di calcio, il re delle plusvalenze, ma al contempo una persona arrogante, da cui il tifoso difficilmente poteva aspettarsi un gesto positivo a lui rivolto. Gasparin invece ha dimostrato di voler tendere la mano ai tifosi, con scelte come la riduzione dei prezzi degli abbonamenti e l’iniziativa dell’abbonamento gratuito, e sembra una persona umile, preparata e tranquilla. Non mi sbilancio nel fare considerazioni sul piano tecnico, ma almeno per l’inizio promette bene anche in questo».

In questi giorni sta tenendo banco tra i tifosi rossazzurri la questione della mancata convocazione di Lodi nella Nazionale di Prandelli. Qual è la tua opinione in merito? Pensi che Lodi meriti veramente un’opportunità con la maglia azzurra?

«Certamente. Penso che Lodi sia tra i primi quattro in Italia per abilità nei calci piazzati. E’ inoltre un giocatore che si sacrifica e che non si dedica interamente alla costruzione del gioco».

«Purtroppo in Italia c’è una tendenza diffusa a dividere in “figli” e “figliastri” nelle proprie scelte: probabilmente Prandelli ha nella mente e nel suo progetto determinati giocatori e preferisce insistere su questi, senza tenere conto di altri giocatori che per rendimento e impegno magari meriterebbero la stessa considerazione».

«Penso anche alla scelta di Verratti: quest’ultimo è reduce da un ottimo campionato in serie B con il Pescara, è un astro nascente del nostro calcio, ma credo che la sua convocazione sia stata prematura, a svantaggio appunto di giocatori come Lodi».

Tra due domeniche il Catania farà visita alla Fiorentina di Montella. In questi giorni Pulvirenti ha riacceso pubblicamente le polemiche seguite al suo addio a giugno, dicendo sostanzialmente di far finta che l’Aeroplanino non avesse mai allenato il Catania. Nei confronti del mister nutri più gratificazione per lo scorso campionato e per il percorso tecnico-tattico da lui avviato, oppure più delusione per la sua partenza e per il modo in cui si è interrotto il rapporto?

«E’ difficile esprimersi su Montella: secondo me da un lato lui voleva rimanere a Catania, ma dall’altro il calcio moderno è caratterizzato immancabilmente dalla mancanza di una figura duratura all’interno di un club, a meno che la persona interessata non venga pagata fior di milioni, per poi partire alla volta di un’altra squadra che offrirà di più».

«Società come il Catania devono attenzionare molto il bilancio e non possono andare oltre determinate cifre per gli ingaggi, pertanto le partenze hanno già interessato altri allenatori come Zenga e Mihajlovic, quindi sul piano sportivo non sono assolutamente deluso. Anzi, auguro a Montella il miglior futuro e i migliori risultati possibili già con la Fiorentina, eccetto che per la prossima partita contro di noi».

Qual è il giocatore da cui ti aspetti di più quest’anno?

«Sembrerà strano, ma il giocatore da cui personalmente mi aspetto di più è proprio Francesco Lodi, un giocatore indispensabile per il nostro centrocampo. Credo che questo sia l’anno della sua consacrazione. E’ vero che nel reparto dei centrocampisti ci sono i vari Almiron, Barrientos etc., ma Lodi è quell’elemento che dà le sicurezze necessarie per i meccanismi di gioco: è il motore del centrocampo del Catania».

Infine ti chiedo il ricordo più bello legato ai colori rossazzurri.

«Di ricordi belli ne conservo tanti, per occasioni tra le varie categorie, dalla C2 alla A. Sicuramente ricordo con piacere la vittoria per 4-0 a Palermo (dell’1 marzo 2009, ndr), come le vittorie nei derby contro i rosanero in questi ultimi anni».

«La gara che ricordo con più emozione è però Catania-Inter 3-1 (del 12 marzo 2010, ndr): in quell’occasione i rossazzurri affondarono una corazzata pazzesca, contro cui tutti gli avversari avevano patito le pene dell’inferno. Fu una gara stupenda, e il gol del vantaggio interista di Milito non spense la voglia e la fiducia nell’impresa, tant’è che poi riuscimmo a rimontare, sotto una pioggia battente. I momenti finali di quella partita non li dimenticherò mai».


Michele Patanè 06/09/2012
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