Carrubba: «Lo Monaco? Temo per il futuro del Catania»

Intervista a Sebi Carrubba, agente Fifa


Altro ruolo, altro amico. Sebi Carrubba è un procuratore Fifa, cioè fa calciomercato, quello vero, professionistico. Lavora tanto fra i giovani talenti, il calcio per lui è vita… siciliano, lo abbiamo già avuto ospite a Golsicilia e lo teniamo fra i preferiti, perché è fra i soggetti che ci danno i colpi di mercato, le riflessioni e tiene alto il valore dei settori giovanili, la vera anima delle società di calcio.

Partiamo subito con i tesserati. Alcuni giocano nel Siracusa, Strigari e Calabrese, giocatori che se non confermati possono giocare in serie D di prima fascia o, come Calabrese, anche di Eccellenza e nel territorio siciliano. Nelle strategie del procuratore è fondamentale sapere cosa accade in città e dintorni, quindi tocchiamo i vari confini.

Noto. Per Carrubba la squadra barocca può attingere nel territorio regionale, poiché è chiaro che solo in questo modo si possono anche evindenziare i prodotti interni, pur sapendo che in prospettiva, nel settore giovanile, il Noto calcio non investe come progetto a medio termine.

Sul Palazzolo qualcosa in più la dice: si potrebbe attivare una consulenza collaborativa, fra i nomi dei tecnici fa quello di Gaspare Cacciola, ex della squadra come tecnico e giocatore, ed a differenza del Noto il Palazzolo crede nel settore giovanile.

Analisi dei vari campionati. Partiamo dalla serie A. Carrubba: «In fin dei conti la Juve ha vinto con merito, nessuna sconfitta record incredibile, un campionato a due comunque». Poi la B: «Torino, Pescara, Sassuolo: che bel campionato, con tecnici che firmano ancora una volta pagine storiche e di bel gioco, Zeman, Ventura e quel Pea, che tanto hanno fatto applaudire e soprattutto con tanti giocatori giovani, Italiani soprattutto». Su Zeman ci soffermiamo: «Un altro miracolo, come Foggia, Licata e sempre con un gruppo di giovani giocatori da far crescere, di grande talento comunque». Gli chiedo se sarà un nuovo ciclo zemaniano, oppure andrà alla ricerca di un’altra isola felice? «Ha già squadre di A di prima fascia in fase di corteggiamento, la sua caratteristica è la libertà di pensiero, senza la regola del risultato a tutti i costi e di giocatori pronti a giocarsi il futuro».

Questo è stato l’anno dei record, negativi dal punto di vista degli allenatori. Vincere subito è l’imperativo? Ci risponde l’agente Fifa Carrubba: «In Italia, soprattutto, la vittoria non è il lavoro di progetto a tempo intermedio, ma diventa il punto di sopravvivenza, se non vinci vai in bancarotta, poiché oggi il calcio è basato su debiti regressi e non su bilanci e prodotto a tempo, quindi paga l’allenatore per primo».
Montella andrà a Roma? «Il tira e molla nel calcio è di fatto una strategia appurata, voluta perché da una parte e dall’altra si desidera ottenere qualcosa, ma è il calcio nella sua forma la eccezione, ai continui adeguamenti, agli scontenti».

Come operatore di mercato, approvi la linea operata ad esempio da Pietro Lo Monaco, legato maggiormente al mercato estero, acquistando ad 1 e vendendo a valori maggiori, o è giusto investire nel prodotto interno, nazionale? «La verità sta sempre in mezzo, sono equilibri, strategie e risorse, Lo Monaco ha investito, creando un piccolo impero, sfruttando la rete internazionale. Sono timoroso per chi arriva a Catania, poiché si sono ottenuti dei risultati importanti perché spesso sono state fatte scelte anche impopolari».

Continua Carrubba nell’esaminare i budget che ogni società di calcio gestisce, promuove la scelta delle squadre che producono utili sotto forma di settori giovanili, boccia chi pensa che ogni anno può trovare lo sceicco di turno. Solo con la crescita dei settori giovanili il calcio può ritrovare la gestione economica e gli utili. Poi puntualizza: la Lega non obbliga nessuno a fare calcio e spendere o spandere, se hai budget ti iscrivi, non è un obbligo. Fa un esempio che evidenzia ciò, il Ragusa: vince il campionato con budget elevato, oggi è condizionato già da che tipo di campionato di serie D deve affrontare. Una squadra dilettantistica, lo Scordia, che è impegnato nelle finali play off di promozione, da due anni lavora con la super visione di Lino Gurrisi, mantenendo ben chiaro il rimborso spese e tutte leve locali. «I bilanci delle squadre della serie D e non sono in default, gonfiati e superati gli ingaggi e i parametri: non si prescinde dal settore giovanile, per mantenere i costi a livello giallo bastano 6-7 giocatori con contratti da 40.000 euro per lievitare e collassare una società».

È il vostro momento, voi procuratori siete chiamati in causa, le squadre da voi esigono il colpo a basso mercato o il talento sconosciuto, ma con ricerca all’estero. «È più ampia come offerta - ci dice Carrubba - è più appetibile come percorso, ma non è sempre quello che immaginiamo, il talento italiano è più complesso, basta la cifra, 20000 euro in media ad un ragazzo di grande prospettiva, scuola, vitto, alloggio. In questo caso sono i ragazzi del Sud devono essere realmente bravi per convincere le società del Nord, altrimenti prendono o lo straniero o qualcuno di piazza».


Gian Paolo Montineri 27/05/2012
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