Ragusa-Palazzolo, i pronostici di Carrubba e Cacciola a GS.it

Gialloverdi favoriti secondo l'osservatore e il tecnico


Amici fra di loro e con il sottoscritto, prima di tutto, diventano complici perfetti, pur rimanendo nell’ambito dei ruoli che ricoprono o ricopriamo nel sistema calcio: Seby Carrubba, lanciato nello scouting nazionale del calcio, con esperienze in Atalanta e Brescia per accennare qualcosa, l’ambito prettamente calcistico lo mangia come condimento primario. Lo stuzzico su Ragusa-Palazzolo, si destreggia e difende, come faceva da calciatore:

«Per me è favorito il Palazzolo, perché l’ambiente è più sereno. A Ragusa ho letto degli allontanamenti di alcuni giocatori, non so i dettagli, ma dico Palazzolo anche perché sta meglio come condizione fisica e mentale e ha due risultati a disposizione; tuttavia, conoscendo Pidatella, i gialloverdi giocheranno senza calcoli».  Continua Carrubba: «Vedendo i campionati delle due squadre sorprende in negativo il Ragusa, il suo girone di ritorno è stato in caduta verticale. Il Palazzolo ha cambiato faccia ed è arrivato al fotofinish per la salvezza diretta».

Più articolata la chiaccherata con l’ex tecnico del Palazzolo, Gaspare Cacciola, che inizia così: «Appena ho visto il numero, ho esclamato: ‘Gian Paolo le pensa di notte?’». Risatona ed entriamo in un lembo di stagione e di cuore straziato:

Allora questo Ragusa-Palazzolo?

«Per me ha un sapore acre ed amaro, troppo intriso: l’inizio della stagione, le difficoltà, le mie responsabilità, Enzo Berti ma non solo… ecco se oggi il Palazzolo è ai play out non è solo colpa mia, ma rimango sempre legato alla squadra gialloverde e quindi dico Palazzolo salvo».

Da tecnico e da calciatore, come si prepara una gara come questa?

«Il calciatore in questi casi è individualista, la sente in modo diverso, trova dentro energie psicofisiche, comunque è soggettivo, magari nell’ambito dello spogliatoio sono di quelli di lunga gavetta a fare da locomotore». Poi entra in merito all’allenatore: «E’ totalmente diverso, l’allenatore diventa il catalizzatore di tutti, in un anno, dei giocatori, dell’ambiente, della stampa, della società, dei tifosi, deve essere una spugna, assorbire e scaricare. Naturalmente sarà il campo a dire la verità, con le sue variabili, i rimpalli, gli episodi, gli arbitri».

La squadra di Pidatella ha il vantaggio di due risultati su tre nei 180 minuti, questo quanto incide? Può diventare un’area di protezione?

«Con il calcio di oggi nessun risultato è protetto, ci si va in campo per giocarsela, difficile pensare alla gestione e al congelamento, le due squadre andranno e si affronteranno per il massimo risultato possibile. Inoltre la condizione atletica è alle ultime gocce, quindi sarà l’approccio mentale a farla da padrone».

Sarai a Ragusa?

«Ci stiamo organizzando proprio con Seby Carrubba, magari saremo tutti assieme seduti in tribuna (ride, ndr)».


Gian Paolo Montineri 18/05/2013
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