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di Gian Paolo Montineri
La partitella del giovedì serve a preparare al meglio l’evento di domenica a Cosenza, il tecnico Anastasi è al lavoro e siederà in panchina dopo la squalifica, mentre non saranno della partita Perricone e Contino, appiedati dal giudice sportivo. L’argomento della settimana, appunto, è la cartella delle squalifiche che i referti della terna arbitrale hanno poi determinato. La società del Palazzolo ha dichiarato che faranno ricorso, ma è giusto ricordare le squalifiche: Perricone 3 turni, Contino 1 turno; dirigenti: Cassarà 8 turni, il medico sociale 3 turni, il team manager Bonaiuto 3 turni. Per le statistiche, il ds Cassarà aggiorna il record in negativo della storia del Palazzolo in termini di provvedimenti disciplinari, superando Scibetta a 7.
Torniamo alla gara interna contro l’Acri. Tutto nasce dai gol annullati, imputato unico il guardialinee il signor Giuffrida di Acireale, reo di aver segnalato e determinato anche le espulsioni di Perricone, Contino ed il medico sociale. In campo effettivamente la gara è stata corretta e bella, quindi il dito puntato è verso i gol annullati, a noi il dubbio è venuto sul secondo, che ci era sembrato regolare (ed effettivamente era così), con l’ausilio delle immagini, ma anche il primo lascia l’amaro in bocca. La lettera che la società Palazzolo ha indirizzato agli organi disciplinari della Lega è di critica costruttiva e di difesa circostanziata, ma anche di tutela, poiché si evidenziano i numeri in negativo sulle quantità di espulsioni fin qui. Fanno anche autocritica, evidenziando e catechizzando i propri tesserati, con il regolamento disciplinare, ma non accettano la severa attenzione che ogni domenica gli arbitri applicano alla nostra squadra.
È frustrato ed indignato il ds Cassarà: «Mai avuto una squalifica così lunga, l’ambiente del calcio è rimasto colpito, a tal punto da ricevere tante telefonate per chiedere i motivi di questa lunga squalifica, il referto dell’arbitro parla di atto violento, di strattonamento e pressione del braccio, grande bugia e cattiveria, le immagini in nostra difesa saranno eloquenti».
Si esprime così il team manager Bonaiuto: «Bastava non annullare i gol regolari, inoltre la loro gestione ha realmente inciso sulle due squadre, mai contro in campo, la partita era giocata alla grande, le loro decisioni hanno comportato un danno grave, economico e di progetto, la nostra lettera evidenzierà questi aspetti. Inoltre, nel dopo gara, non è arrivata nessuna pressione sulla terna arbitrale, la nostra tifoseria ha solo rimarcato gli errori per poi lasciare il campo con serenità ed educazione.
Riprende il ds Cassarà: «Sono anche andato negli spogliatoti della terna chiedendo scusa per il mio atteggiamento, di contro l’arbitro mi accusa di azione violenta nei suoi confronti».
Passiamo alla squadra. Ci concentriamo su un ragazzo del ‘94, già convocato nella rappresentativa nazionale di Serie D, che fa Nassi di cognome, arrivato quest’anno dall’Hellenika, società che ha dato al calcio regionale e non tanti talenti in erba. Spiega il suo percorso: «Avevo mio fratello che già era nelle file dell’Hellenika, quindi ho iniziato da lì, nella mia famiglia si vive di calcio, è stata anche mia mamma ha volerlo. Quasi naturale, quindi, crescere fra pallone e gioco. Fra i tanti tecnici quello che mi ha saputo educare e disciplinare è stato mister Portuesi con gli allievi regionali. Sono cosciente di come il mio ruolo sia abbastanza importante e di fatto sia il mister Anastasi che i miei compagni di reparto, Berti e Bonarrigo, mi ripetono di essere semplice e logico, sta in questo la vera qualità dei centrocampisti. A chi mi ispiro? Viste le mie caratteristiche di distruttore del gioco avversario, direi Gattuso».
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