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Le considerazioni partono al nostro ingresso allo stadio, abbiamo superato il freddo inverno e Palazzolo è un comune montano che congela! La giornata è climaticamente ideale, gran derby, contro l’Adrano, fra 2 squadre che lottano per la griglia play off, neo-promosse, con una stagione da 8. Eppure la tribuna è praticamente vuota. Ha ragione da vendere il presidente Cutrufo, dal punto di vista degli investimenti, ma ci chiediamo anche, se quando ha deciso di investire a Palazzolo avesse valutato i vuoti in tribuna, le buone maniere dei palazzolesi ed il turismo culinario che arricchisce il palato e crea la digestione lenta ma piacevole. La squadra da neo promossa ha ottenuto comunque la permanenza anche per la stagione futura in serie D, la società è sana di bilancio, quindi fra le più ambite per i giocatori, riteniamo la dirigenza di grande spirito di abnegazione e disponibilità, mai sopra le righe, anche se dentro il campo è giusto azzannare l'avversario. Forse fra le motivazioni per cui i palazzolesi sono stati incostanti nelle presenze sta proprio nella stagione poco chiara ed ambigua sugli obiettivi. I su ed i giù dalle prime posizioni hanno incrinato la voglia di essere allo "Scrofani".
Aggiungiamo quel mese di dicembre 2011, con l’esonero di Anastasi e il mercato di ridimensionamento, che ha fatto perdere di vista il primato. Ed è fra le dichiarazioni del tecnico che si insinua il forse ha indovinato: «La squadra del Palazzolo sta facendo un grande campionato, così come l’anno scorso non c’è nulla da recriminare e da criticare, il mio rammarico è che quando sono stato esonerato il Palazzolo era a soli 4 punti, al mio ritorno, 10 punti dalla prima. La squadra del Palazzolo non ha mai subito l’avversario, nessun avversario. Il mio esonero è arrivato dopo 2 sconfitte in 15 partite, ma ho detto alla squadra: è la nostra squadra, continua il tecnico: nessuno può o potrà incrinare il rapporto tra il presidente ed il sottoscritto».
Lo stuzzichiamo sulla preparazione e sul lavoro che il settore tecnico aveva fatto fino a dicembre scorso e che oggi magari si sta pagando dazio e che tutte le squadre non volevano esporsi nel dichiarare di essere vincenti. Così il tecnico del Palazzolo: «Più che di esporsi, è proprio questo campionato che non ha espresso delle grandi certezze quindi di conseguenza nessuna squadra ha saputo determinare la classifica». Come ultima domanda: poca gente e…andrà dove Cutrufo si sposterà? Scatta la risata e ci chiarisce: «E' giusto che il presidente abbia la soddisfazione di vedere la tribuna piena, si ripete nel concetto del rapporto che esiste quindi se Cutrufo va, andrà anche lui». Poi è il momento di Leo Bonarrivo, definito lo juniores del Palazzolo, partiamo da qui: sindrome da Peter Pan o voglia di divertirsi con il calcio? «Si può dare tanto e si deve, sono aspetti psicologici, confermo che a 37 anni si può essere junior dentro un campo di calcio». Uno come Bonarrivo dovrebbe essere attrattiva per chi la domenica vuol vedere il bel gesto tecnico o una bella partita, eppure lo stadio è vuoto, quindi miriamo a presenze femminili o artistiche per richiamare la gente? «Ci dispiace, pur sapendo che la comunità è piccola, non mancano i tifosi che ci seguono, gli acerrimi, però vedere la tribuna piena aiuta e ci piace. Siamo nella zona dei play off, obiettivo importantissimo e daremo tutto per ottenere il massimo da questo campionato già ottimo».
L’ultima parentesi è per Rocky, meticcio randagio, meno di 60 giorni che si è affaciato allo stadio, ebbene la squadra del Palazzolo lo ha adottato, soprattutto il portiere Ferla, per cui sembra essere un amico con cui giocare.
In casa adranita, dopo la sconfitta c’è delusione per il risultato, il loro 1° tempo è stato di notevole efficacia, non il secondo. Ci soffermiamo con il presidente del sodalizio adranita: «Abbiamo fatto un gran campionato, da neo promossa, qualche cosa in più potevamo ottenere da questa stagione, accettiamo il verdetto, abbiamo ancora tre gare soprattutto quella finale in casa col Cosenza, cercheremo di chiudere con una vittoria». Chiediamo quanto siano vere le voci di un trasferimento in toto della società a Paternò? «Si fa teso e scuro in volto: se usciamo da Adrano, non faremo più calcio, anzi, confermiamo Pippo Strano anche per la stagione prossima, con lui abbiamo ottenuto risultati con anticipo di tempo e di programmazione».
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